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25/12/2007  Le Ville di Monterchi set natalizio di Rai Uno. ‘’A Sua Immagine’‘ visita il Presepe Vivente (Alessandro Renzo, http://www.korazym.org)

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  • Natale - che cosa è il Natale
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  • La puntata natalizia della trasmissione d’attualità religiosa del 25 dicembre va in onda dalla piccola frazione di Monterchi. Andrea Sarubbi sarà accompagnato sul set da una famiglia con cui si parlerà dei valori e del senso del Natale.

    Speciale Natale
    Presepe Vivente 2007 a Le Ville di Monterchi
    Martedì 25 dicembre 2007, ore 10.30 - Rai Uno


     

    Conduce Andrea Sarubbi. Regia Marco Brigliadori. Produttore esecutivo Laura Misiti.

    Tradizionale appuntamento mattutino della trasmissione d’attualità religiosa A Sua Immagine per il giorno di Natale, in onda martedì 25 dicembre alle 10.30 su Raiuno. Dalla località La Ripa de Le Ville di Monterchi, un piccolo borgo a 25 km da Arezzo, al confine fra Umbria e Toscana. Qui, ogni anno, per Natale il paese si trasforma in un suggestivo presepe vivente. La Sacra rappresentazione, organizzata ogni anno dall’Associazione "Presepe Vivente Venite Adoremus", avvolge il piccolo borgo adiacente la chiesa di Santa Maria della Pace il 25, 26 e 30 dicembre 2007, e il 1° e 2 gennaio 2008, con inizio alle ore 17.15.

    Le telecamere di A Sua Immagine, la trasmissione di attualità religiosa di Rai Uno, si immergeranno nel Presepe Vivente, raccontando il momento che ha cambiato la storia del mondo, riprendendo i figuranti tra gli angoli, le piazze e i vicoli allestiti con scene che raffigurano momenti, personaggi e mestieri di un’epoca storica lontana e significativa per tutta la cristianità.

    Sul set di Le Ville Monterchi, Andrea Sarubbi sarà accompagnato da una famiglia con cui si parlerà dei valori e del senso del Natale, rivivendo il momento che ha cambiato per sempre la storia del mondo, la nascita di Gesù, puntando la riflessione sul tema della famiglia.

    Gli ospiti, mons. Sergio Nicolli, direttore dell'Ufficio Famiglia della Conferenza episcopale italiana e Lucia Fronza Crepaz, del Movimento dei Focolari parleranno dei valori, delle difficoltà, delle risorse delle famiglie, dall'esempio della Sacra Famiglia di Nazaret a quelle di oggi, passando per quelle "reali" dei partecipanti del presepe di Monterchi.

    Francesca Fialdini legge alcuni brani sul tema della famiglia tratti, tra gli altri, dagli scritti di papa Benedetto XVI e del servo di Dio papa Giovanni Paolo II.

    Alle 12, il consueto collegamento con l’Angelus di papa Benedetto XVI da piazza San Pietro.

    Monterchi

    Monterchi, a 30 chilometri da Arezzo sulla strada per Città di Castello al confine fra Umbria e Toscana, è il tipico paese della Valtiberina. Arroccato su una collina che si innalza isolata, anticamente il Mons Herculis, il Monte d'Ercole da cui Monterchi gode una posizione paesistica incantevole tra le colline che digradano verso la valle del Tevere, costellate di antiche pievi medioevali e di conventi, uno dei quali proprio a ridosso dei bastioni murari. È il borgo natale di Monna Romana, madre di Piero della Francesca.

    Il centro mantiene l'impronta medioevale, nonostante le distruzioni dovute ai vari terremoti e conserva sicuramente un fascino singolare. Dalle sue mura si osserva un territorio fra i più caratteristici, da qui ci possiamo calare nell'affresco che è tutta la vallata circostante, gli stessi colori e le stesse sfumature che Piero della Francesca ha saputo cogliere e dipingere nei suoi capolavori, rendono questa valle un museo naturale.

    In questo ambiente, intorno al 1460, Piero della Francesca affrescò la Madonna del Parto nella chiesa di Santa Maria a Momentana. In questo luogo esisteva un culto millenario alla fertilità, prima pagano poi cristiano. Il soggetto fu sicuramente ispirato a Piero dalla devozione popolare verso la Vergine protettrice della maternità.

    Il presepe vivente di Monterchi

    Nel presepe a La Ripa de Le Ville di Monterchi, oltre ai figuranti vengono impegnati angoli piazze e vicoli per allestire le scene che raffigurano momenti, personaggi e mestieri di un'epoca storica lontana e significativa per tutta la cristianità. I personaggi muti ma espressivi nei gesti e nelle movenze, animano le scene rendendole reali, proiettando così il visitatore, spettatore viandante di una realtà remota.

    Il percorso ha inizio con il censimento, le case dei patrizi nella loro quotidianità, nei momenti più significativi della giornata, a tavola, nell'educazione dei propri figli, nel cortile dove uomini e donne si ritrovano per socializzare. Il percorso continua, accompagnati dalla luce calda di torce e dei lumi, tra le gesta degli artigiani impegnati nei loro mestieri. Le filatrici assorte, la macina che gira, il formaggio del caseificio, il mercato dei legumi, la tessitrice, la locanda con il vino caldo e il pane abbrustolito, il mercato di stoffe, il tintore e il decoratore, gli artigiani del ferro battuto, il falegname, il fornaio con l'odore dolce del pane, la reggia con le sue ricchezze, la sofferenza della valle dei lebbrosi, fanno da sfondo nell'attesa del momento della letizia.

    A questo punto il cammino si fa più lento e impegnativo, si avverte dalla compostezza dei personaggi, dalla straordinaria suggestività delle immagini che qualche cosa stà per accadere, i pastori, riuniti, vanno in una sola e unica direzione che è quella della preghiera. Tra lo scintillio dei fuochi ci appare la capanna che ospita la Sacra Famiglia che accoglie il visitatore e lo invita con il suo silenzio ad un momento di preghiera gioia e riflessione sull'eccezionalità dell'avvenimento cristiano: la nascita di Gesù, il figlio di Dio fatto uomo.

    La testimonianza di Linda Mencaroni, Veniteadoremus.it

    La testimonianza più forte di quello che è il Presepe Vivente di Le Ville di Monterchi sono tutte le persone che da due anni ormai si adoperano per la realizzazione di questo grande evento lavorando, costruendo, creando e quello che è venuto fuori dall’impegno collettivo è la ricompensa più grande e più bella. In paese durante tutto l’anno il presepe è argomento che unisce, accomuna e sorprende; chi ha partecipato alle edizioni degli anni passati torna a far parte della manifestazione ed è veramente eccezionale notare con quale entusiasmo e volontà ogni singolo è coinvolto. In qualunque posto, che sia un bar o un negozio, l’argomento della Sacra rappresentazione è sempre presente: se ne parla in maniera genuina e coinvolgente. Gli amici hanno portato altri amici che a loro volta hanno invitato parenti tanto che quest’anno, nello scenario de La Ripa ci saranno ben duecentocinquanta figuranti.

    Sono nata e cresciuta in questa piccola frazione e per la prima volta, dopo oltre vent’anni, mi sento protagonista di qualcosa di grande interesse dove grandi e piccini hanno il beneficio di essere sia attori che spettatori perché ogni singolo individuo rappresenta la verità: gli artigiani che osservano i patrizi che a loro volta guardano i poveri che si avvicinano agli artisti che sorridono ai commercianti. Gli occhi di tutti si incrociano ma l’attenzione è rivolta verso la capanna dove Maria e Giuseppe vegliano il bambino Gesù che incarna la verità più grande, quella di Dio fatto uomo.

    Queste righe vogliono essere un ringraziamento per chi in un modo o in un altro ha collaborato al Presepe Vivente. Grazie al nostro parroco don Vasco Donati Sarti per aver creduto in tutti noi e per averci dato la possibilità di muovere i primi passi in questo percorso così affascinante. Grazie alla squadra operativa che per tutto l’anno ha lavorato alla costruzione dei nuovi quadri ed alla modifica di quelli vecchi. Grazie a chi si è occupato delle scenografie e della realizzazione dei costumi. Grazie alla redazione del giornalino che riesce, con la pubblicazione di oltre cinquemila copie a diffondere all’interno della Valtiberina un messaggio di pace e di speranza. Grazie anche a chi si occupa del sito Internet. Infine un ringraziamento va a tutte quelle persone che in qualche modo hanno collaborato e si sono adoperate per rendere questo evento sempre più nobile e di grande interesse in particolare i figuranti e lo staff che accudisce in maniera efficace tutti i personaggi durante le rappresentazioni.

    Il sole è tramontato, le luci si stanno spegnendo, il buio è illuminato dalla fede ed ecco che il Presepe fa luce su di te che stai camminando nella strada più lunga, più grande e tortuosa: quella della vita.

    Ti interessa A Sua Immagine? Vuoi partecipare come pubblico?

    Fai parte di un gruppo, di una parrocchia, un movimento, un’associazione, una scuola? Se vi trovate a Roma, o pensate di venirci prossimamente e volete partecipare come pubblico alla trasmissione, contattate A Sua Immagine, scrivendo una E-mail, oppure telefonando al 06-36862761/2. Oltre a seguire in diretta la trasmissione, durante le pause potrete visitare gli studi, scoprire il dietro le quinte, con il lavoro della redazione e visitare la regia

    http://www.korazym.org
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