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08/10/2007 Una carica di mammoni? Se la politica perde contatto con la realtà (Redazione, http://www.korazym.org)

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L'uscita del ministro Padoa Schioppa sui bamboccioni è solo l'ultimo sociologismo da strapazzo sulle nuove generazioni. L'indipendenza è l'obiettivo, ma nessuno viva sulla luna...

L'uscita del ministro Padoa Schioppa sui giovani bamboccioni, legati alle gonnelle di mammà e alle comodità di casa, ha scatenato un mare di polemiche: prese di distanza da quasi tutti i partiti e blog scatenati contro una battuta giudicata da molti offensiva. Eppure, la gaffe del ministro è solo l'ultimo episodio di un'analisi che fa capolino a cicli alterni. La scorsa estate fu il mensile Campus a rivelare "verità sconvolgenti" sugli universitari del Belpaese, poco disposti ad allontanarsi da casa (solo il 40%), con nessuna brama di indipendenza (aspetto che interessava solo il 7% delle matricole). Per tutti gli altri, l'università doveva essere vicina a casa, comoda da raggiungere, con la possibilità di tornare per pranzo e cena.

Si scopriva e si scopre l'acqua calda, al di là dei soliti cliché. Perché, se nessuno nega il ruolo sociale della famiglia in Italia e anche una certa resistenza a diventare indipendenti, non si possono certo proporre facili sociologismi senza tenere conto di tutto il resto. Prendiamo il caso dei bamboccioni che non vogliono andare ad abitare da soli. Lo sa il ministro Padoa Schioppa che un contratto di prima assunzione per un giovane italiano vale - se va bene - intorno ai 1000-1100 euro? Lo sa il ministro Padoa Schioppa che in città come Roma e Milano trovare un monolocale è un'impresa ardua che può arrivare a costare anche 7-800 euro? La rivista Campus si rende conto che chi vuole vivere fuori sede può arrivare a pagare per una camera singola anche 400 euro?

Certo, i dati economici da soli non spiegano tutto, ma è realmente possibile prescinderne? Si parla di giovani mammoni, come se chi rimane in casa lo facesse sempre per sua libera scelta. Guai, invece, parlare di quella precarietà (non economica, ma sociale) destinata a protrarsi nel tempo, con convivenze simil studentesche anche per chi ormai lavora e non riesce a sostenere gli oneri di un alloggio. La classe politica sembra aver perso il contatto con il Paese reale. Vuole introdurre sgravi (per lo più ininfluenti) per gli affitti? Bene, lo faccia, ma non ammanti la decisione di analisi sociologiche. E ancora di più, abbia il coraggio di cambiare il sistema, rendendo più accessibile il diritto alla casa. Le cose allora cambieranno: l’affetto per mamma e papà rimarrà immutato, ma - si sa - il cuore sa esprimersi anche a distanza.

http://www.korazym.org
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