06/06/2005 La controreplica dell'autore (www.lavoce.info)

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  • Grazie per aver ulteriormente integrato le mie riflessioni con altri dati, relativi a che cosa succede ai giovani che escono dalla famiglia di origine un po' prima dei loro coetanei. Non condivido però del tutto l'interpretazione in chiave di "crisi" del fenomeno della de-sincronizzazione (tra uscita da casa e matrimonio). E' un fenomeno ampiamente presente in società meno "familistiche" (dal punto di vista del welfare) della nostra e con più garanzie. Ed avviene a età più giovani. Uscire da casa prima di sposarsi fa parte del processo di diventare adulto. E convivere senza sposarsi non è necessariamente frutto di incertezza sul futuro, ma un modo diverso di vivere la relazione di coppia: più negoziale, più esplicitamente intenzionato, meno affidato all'automatismo delle norme istituzionali. In ogni caso, non possiamo osservare criticamente che i giovani in Italia escono di casa per lo più solo quando si sposano e poi vedere nella uscita senza matrimonio un segnale di crisi e vulnerabilità. Il che non toglie che i dati sui "ritorni" a casa siano importanti. Confermano come in Italia la famiglia continui ad essere l'unico ammortizzatore sociale per i giovani, con conseguenze per la loro autonomia.

    Indice

  • 06/06/2005 Foto di giovani in famiglia
  • 06/06/2005 Foto (sempre più sfocata) dei giovani fuori dalla famiglia, un commento di Alessandro Rosina
  • 06/06/2005 La controreplica dell'autore
  • 06/06/2005 Commenti Vari

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