06/02/2003 Troppi pochi bambini? Le ricette del Libro Bianco sul welfare (Daniela Del Boca, www.lavoce.info)

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  • Tra gli obiettivi piu' importanti delle proposte contenute nel Libro Bianco sul welfare ci sono il sostegno economico alle famiglie piu' povere e il rafforzamento di incentivi alla procreazione (la natalita' nel nostro paese e' diventata tra le piu' basse del mondo:1,2 figli per donna contro 1,8 in Danimarca e Francia, e 1,6 in Gran Bretagna e USA nel 2001): due obiettivi molto importanti nel contesto di un paese che invecchia piu' di altri e presenta piu' che nel resto dell'UE un decisa crescita nelle diseguaglianze economiche. Tuttavia i percorsi indicati nel Libro Bianco sembrano ignorare vari aspetti molto rilevanti di questi fenomeni.

     

    A nostro avviso, e come abbiamo mostrato in molte ricerche (www.child-centre.it), il declino della fertilità e' legato solo in parte a vincoli di reddito quanto piuttosto alle rigidita' del mercato del lavoro e del sistema dei servizi. Le donne che vogliono lavorare e avere figli devono affrontare un mismatch tra lavori prevalentemente full time (il part time e' solo 8-10 per cento) e un sistema di servizi per l'infanzia con orari giornalieri limitati e scarsissima disponibilita' di posti. Con queste caratteristiche l'assistenza pubblica all'infanzia non puo' favorire il mercato del lavoro a tempo pieno di entrambi i genitori. Ciò ha influenzato negativamente la crescita della partecipazione delle madri italiane con figli piccoli in relazione ad altri paesi (meno del 40 per cento in Italia contro il 60-65 per cento in Francia, Danimarca, Svezia). Esiste una situazione di razionamento di servizi per l'infanzia che e' particolarmente grave in alcune aree del paese, soprattutto nel Mezzogiorno dove è particolarmente difficile per le donne trovare lavoro: solo il 18 per cento delle donne e' occupato nell'economia formale, mentre la disoccupazione femminile e' doppia di quella maschile.

     

    La questione piu' problematica riguarda i bambini da 0 a 3 anni: mentre i servizi pubblici e privati per bambini al di sopra dei 3 anni sono utilizzabili dal 95 per cento delle famiglie, i servizi per i bambini di età inferiore ai 3 anni sono disponibili solo nel 6 per cento dei casi. In questa situazione di razionamento, le famiglie devono fare affidamento sul sistema di aiuti familiare (per lo più sull'aiuto dei nonni) o di baby-sitter dal momento che anche l'assistenza privata ha un'offerta limitata. La disponibilita' del sistema di assistenza all'infanzia è molto importante in un paese come l'Italia dove la gran parte delle famiglie ha un figlio solo e gran parte dei bambini cresce senza fratelli. (dati ISTAT e Istituto degli Innocenti Firenze 2001).

     

    Gli studi che hanno cercato di misurare la relazione tra offerta di asili e offerta di lavoro in Italia, riportano che l'ammissione al sistema pubblico di assistenza fa crescere la probabilita' di lavoro delle madri di una proporzione notevole (dal 35 al 55 per cento ). I costi invece influenzano solo la decisione del lavoro part-time, non quella del lavoro a tempo pieno e solo nelle regioni del Nord Italia dove i posti non sono razionati. Il fattore piu' significativo di supporto alla decisione di lavoro delle donne e alla decisione di avere figli resta comunque l' aiuto da parte dei genitori o di altri familiari ad affrontare il mismatch sopra descritto.

     

    Le proposte del Libro Bianco sul welfare indicano varie direzioni ma tutte collegate da un idea comune: che sia la famiglia a mantenere un ruolo cruciale nella produzione di welfare e che l'unica famiglia esistente sia quella delle coppie sposate.

    1.La proposta di riduzione degli interessi dei mutui alle coppie che intendono acquistare una casa va nella direzione importante di rendere meno dipendenti i figli adulti dalla famiglia e di aumentare il numero dei giovani proprietari di abitazioni che in Italia sono tra i più bassi d'Europa ma e' limitata solo alle coppie sposate, mentre, come abbiamo detto, le coppie di fatto in Italia sono in crescita (come in tutti i paesi avanzati).

    2.La proposta di aiuti per le famiglie ad associarsi e organizzare la gestione di asili nido ripropone il ruolo fondamentale della famiglia come sistema di protezione dei membri attraverso le reti di solidarieta' in termini di tempo e di risorse, per compensare le carenze e il razionamento del mercato.

    In attesa di capire meglio i dettagli del Libro Bianco, appare evidente che ancora una volta si scarica sulla famiglia tutta una serie di pesanti attivita' di organizzazione che in altri paesi sono gestite dal settore pubblico o privato, e si trascura il problema del controllo della qualita' dei servizi per l'infanzia (problema che e' diventato cruciale negli Stati Uniti in assenza di offerta pubblica di servizi e di standard nazionali di qualita').

    3.Infine la proposta di aiuti alle famiglie numerose con l'obiettivo di contrastare il declino della fertilita' puo' avere effetti alquanto perversi.

    Il fenomeno della declino della natalita' e' spiegato dal mismatch derivante dalla rigidita' del sistema dei servizi e del mercato del lavoro che rende particolarmente elevati i costi dei figli. Sussidi monetari alle famiglie avrebbero l'effetto di aumentare la fertilita' la dove e' relativamente piu' alta (nel Mezzogiorno), ma al costo di disincentivare tassi di partecipazione femminile gia' molto piu' bassi che nel resto del paese. Questo costo non è trascurabile se analizziamo le aspettative di una quota crescente di donne che studiano quanto e piu' degli uomini, e gli obiettivi di convergenza dei tassi di occupazione femminile definiti a Lisbona, da cui emerge che il tasso di occupazione dovrebbe aumentare del 22 per cento per adeguarsi ai livelli europei.

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  • 23/08/2006 Bonus Bebè Archivio

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  • Allegato Statistico al Libro Bianco sul Welfare

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