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  • 19/09/2008 Sempre più affamati (http://www.lanuovaecologia.it)

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    Aumenta la fame nel mondo


    Tra il 2005 e il 2007 sono 75 milioni le persone in più che soffrono la fame. Secondo i calcoli della FAO 923 milioni di persone nel mondo non hanno cibo. L’aumento dei prezzi degli alimentari è tra i principali responsabili di questa crescita, e nel 2008 questi prodotti sono aumentati ancora

    Tra il 2005 e il 2007 si è compiuto 'the bigger jump', il più grande salto in avanti del numero delle persone che soffrono la fame nel mondo: 75 milioni di persone in píù, la maggioranza dei quali si trovano nei Paesi in via di sviluppo. Oggi, quindi, il numero degli affamati nel mondo è di 923 milioni.

    E la principale causa è da attribuire all'impennata dei prezzi delle materie prime agricole. Lo ha calcolato la Fao che, in un report aggiuntivo alle pubblicazioni consuete, ha diffuso i nuovi 'numeri della fame'. "Il vertiginoso aumento dei prezzi alimentari e - ha detto il vice direttore generale per lo sviluppo economico e sociale Hafez Ghanem - il prezzo del petrolio e quello dei fertilizzanti hanno acutizzato il problema, i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati del 52% tra il 2007 e il 2008 e quelli dei fertilizzanti sono quasi raddoppiati nell'ultimo anno".

    L'impatto dell'aumento dei prezzi che, con ogni probabilità continueranno a salire considerati gli aumenti dei prezzi dei cereali e delle oleaginose nel 2008, sarà "devastante" soprattutto nei Paesi poveri e in via di sviluppo dove si trovano 907 dei 923 milioni di persone che soffrono la fame. La stima dell'agenzia Onu parla di un aumento di 24 milioni di persone nell'Africa Sub Sahariana, 41 milioni in Asia e nell'Area del Pacifico, 6 milioni in America Latina e Caraibi e 4 milioni nel Vicino Oriente e Nord Africa.

    Ridurre il numero degli affamati nel mondo di 500 milioni entro il 2015, per rispettare il primo degli Obiettivi del Millennio, oggi appare una sfida enorme e "richiede un enorme impegno globale - ha aggiunto Kostas Stamoulis, economista Fao - anche perché il costo della fame si rifletterà sulla perdita di capacità produttiva dei lavoratori, sulla mortalità infantile e sull'educazione con perdite per centinaia di miliardi di dollari all'anno".

    Il duplice approccio della Fao prevede di rendere accessibili gli aiuti alimentari alle categorie più vulnerabili, come le popolazioni delle aree rurali e le donne e aiutare i piccoli produttori a produrre di più. L'obiettivo è di raddoppiare la produzione agricola mondiale per nutrire i 9 miliardi di persone che popoleranno il pianeta nel 2050 e rispondere anche all'aumento della domanda di biocarburanti che viaggerà parallelamente all'aumento della domanda alimentare. Una sfida importante, secondo la Fao, per la quale sarà necessario impiegare 30 miliardi di dollari all'anno.

    http://www.lanuovaecologia.it

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