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  • 02/04/2006 La Fame nel Mondo. Terzo Mondo, Sofferenza senza Limiti (Giuseppe Brindisi)

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    Ogni anno 5 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono di fame. Gli ammalati per malnutrizione aumentano al ritmo di 4 milioni l’anno.

    Al summit mondiale dell'alimentazione, 1996 a Roma, fu deciso di dimezzare entro il 2015 il numero degli affamati.

    Nel biennio 2000-2002, hanno sofferto la sottoalimentazione 852 milioni di persone; di queste 815 milioni vivono nei paesi sottosviluppati, 28 milioni in quelli in via di sviluppo e 9 milioni nei paesi industrializzati ove secondo un rapporto 2005 dell'UNICEF, le cose non vanno meglio.

    In Italia la percentuale dei bambini che vivono nella fascia di povertà, è del 16,6%, è molto più alta che in passato.

    Sono immigrati ma anche bambini le cui famiglie vivono sotto la soglia di povertà.

    Non vi sono dubbi, il Terzo Mondo è un immenso luogo di sofferenza e di morte.

    Ovvio che sarebbe assurdo fare considerazioni senza esaminare le interazioni tra Mondo industrializzato e Terzo Mondo.

    La letteratura in merito è incommensurabile. Risultato? Quasi inutile se non dannosa. "DUM ROMAE CONSULITUR SAGUNTUM EXPUGNATUR ...”.

    Un tentativo di modellizzare, le interazioni tra il Nord ed il Sud del Mondo può essere fatto immaginando il Terzo Mondo un immenso contenitore di sofferenza fisica, psichica. morale e spirituale che sfocia nella morte. I Megaflussi d’input dall'esterno provenienti dal Nord del Mondo ed i flussi di output che si reimmettono nel Primo Mondo.

    FLUSSI INPUT

    Finanziari: è indubbio che siano ingenti, sia per investimenti, sia per aiuti;

    Commerciali: sono essenzialmente prodotti industriali, dai medicinali, alle attrezzature per lavorare, vivere, muoversi, uccidere, distruggersi.

    di Costume: corruzione, consumismo mirato ai prodotti dell'Occidente, turismo a basso costo e sessuale

    Religiosi

    FLUSSI OUTPUT

    Finanziari: proventi del commercio e delle attività industriali

    Commerciali: materie prime anche del più elevato valore (metalli preziosi, oro, argento, diamanti, uranio), prodotti agricoli essenzialmente per alimentare l'industria manifatturiera dell'ex madrepatria

    Manodopera a bassissimo costo

    Prodotti artigianali e pseudo industriali a prezzi irrisori.

    Petrolio. Qui la logica è semplice. Il NORD del mondo può anche pagarlo a prezzi altissimi (non di certo alle classi povere). Basterà, poi, rifarsi sui prezzi dei prodotti industriali indispensabili alla vita dei poveri e della stessa economia dei Paesi in via di sviluppo.

    Culturali, anch'essi ad usum delphini

    Ritengo superfluo aggiungere altro.

    In compenso le classi dominanti dei poveri diseredati vivono da Nababbi; i membri delle Organizzazioni Internazionali per la Fame, la Sete, le malattie, per le donne, i bambini, viaggiano in aerei di linea anche in business class e fanno spuntini dimagranti a base di caviale e champagne


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