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  • 26/12/2003 Problemi del Mondo: La Fine del 2003, Anno di Guerre, lascia irrisolto il Problema della Fame nel Mondo ( G. Brindisi, www.strategiaglobale.com)

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    Il 2003 va spegnendosi. Lascia al 2004 il fardello della tragedia di gran parte dell'umanità. La fame, le guerre, le malattie, la dignità calpestata, gli eccessi del consumismo e del materialismo tormentano gran parte degli uomini.

    Il malessere colpisce anche i Paesi del primo mondo,laddove salute, benessere sociale, dignità, lavoro, non sono di tutti. Ove non esiste la fame, il consumismo miete vittime con l'obesità, la droga, la violenza, l'indifferenza, l'abbandono dei vecchi e dei deboli, la violazione fisica dell'innocenza dei bambini e dei fanciulli usati per il soddisfacimento di bassi istinti sessuali, per la guerra e, persino, come fonti di "pezzi di ricambio" per i trapianti.

    Chi non ha da offrire bellezza, conoscenze, abilità di spicco, arte, deve vendere il proprio corpo o arruolarsi nella malavita organizzata.

    Eppure, il raggiungimento del benessere globale è teoricamente possibile, anche se estremamente improbabile.

    Il progresso scientifico e tecnologico rende possibile la diffusione del benessere a tutta l'umanità. Le potenzialità del pianeta Terra lo consentono.

    Potrebbero essere utilizzate le vaste aree coltivabili ancora esistenti in Africa, in Australia ed in America Latina. Le immense aree desertiche bonificabili con acqua marina desalinizzabili con fonti di energia a basso costo (da ricercare e scoprire come fatto per quella nucleare). E' possibile ancora l'elevazione delle capacità produttive del terzo mondo, l'affermazione generalizzata di sistemi politici democratici atti a migliorare l'organizzazione sociale e le condizioni di vita.

    Gli ostacoli alla diffusione del benessere sono soprattutto nella crescita esponenziale demografica, nella spregevole limitazione dei diritti umani, nella miopia di gran parte della classe dirigente, nelle ideologie utopistiche e fuorvianti.

    Tra qualche decennio, proseguendo di questo passo, la Terra sarà popolata da 10 milardi di esseri umani, poi da 20, da 30, con crescita a ritmo di progressione geometrica.

    Squilibrio ecologico spaventoso. Divoreremmo tutte le altre specie viventi e impediremmo il loro riprodursi.

    Già ora gli 800 milioni del Primo Mondo, sono circondati da miliardi di uomini dalla vita miserabilissima.

    Immaginiamo che una carestia colpisca l'area Cino-Indiana. Milioni di uomini, donne bambini, tenterebbero di trasferirsi nell'area grassa

    del benesere, in analogia all'immigrazione clandestina degli ultimi anni nell'area della Comunità Europea. Sarebbero masse umane disarmate, affamate, denutrite, contro cui sarebbe impensabile l'impiego di armi di distruzioni di massa ora che il mondo è visibile in diretta TV.

    La ricerca e sviluppo di fonti alternative a basso costo richiede uno sforzo finanziario, oltre che scientifico-tecnologico, possibile, per ora e forse, solo agli Stati Uniti, che in un Mondo dove, l'Europa mangia, L'America Latina canta e balla e gli altri muiono di fame, restano gli unici, assieme al Giappone, ad investire enormi risorse nella R&D.

    I diritti umani sono spesso calpestati specie nei Paesi a regime Dittatoriale, con conseguente ulteriore degrado delle condizioni di vita.

    La miopia delle classi dirigenti è evidente. Si preoccupano del loro particulare, ignorando che non si può essere felici sull'infelicità degli altri e non si fanno affari con chi è non ha i soldi nemmeno per sfamarsi.

    Le ideologie politiche, per fortuna, sono in declino, ma non gli integralismi religiosi, cui sembra interessi un felice Aldilà ed un tragico Aldiqua. Non si spiegherebbe altrimenti l'avversione della Chiesa per la limitazione delle nascite e l'esaltazione del suicidio-omicidio dell'integralismo islamico.

    Inquietum est cor nostrum.


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