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03/01/2007 Romania in Europa. Nessuna paura (Simone Baroncia, http://www.korazym.org)

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L’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea è un evento che per i suoi risvolti economici, sociali e culturali ''deve essere salutato positivamente, come occasione di crescita di tutta l'Europa'', L'appello della Migrantes.

L’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea è un evento che per i suoi risvolti economici, sociali e culturali ''deve essere salutato positivamente, come occasione di crescita di tutta l'Europa''. E la diffusa preoccupazione di quanti temono un ’pericolo invasione’, specialmente da parte di cittadini romeni, nel nostro Paese, va riportata nelle giuste dimensioni, visto che si prevede che nei prossimi anni porterà a un ingresso di circa 60mila persone a fronte di un fabbisogno di manodopera del nostro Paese di circa 250-300mila unità l'anno, in proporzione più alto degli Stati Uniti, 5 volte più popolosi dell’Italia''.

All’indomani dell’allargamento dell’Europa verso gli Urali Franco Pittau, coordinatore del dossier statistico Caritas-Migrantes sull'immigrazione, spiega all’Asca questo avvenimento. I romeni in Italia registrati a fine 2005, secondo la Caritas sono 271mila, più un numero di minori notevolmente aumentato rispetto al 4% dell'ultimo censimento. ''Se consideriamo le domande presentate quest'anno attraverso i due decreti flussi e il numero non precisabile di cittadini romeni che non si sono avvalsi di queste opportunità, si va oltre le 400mila presenze”, spiega Pittau. Anche i bulgari, tra quelli registrati come soggiornanti (17.470), i minori e le persone candidatesi per le quote, sono alcune decine di migliaia.

''Pur considerando la forza d'attrazione che esercita per i romeni l’Italia, dove rappresentano la comunità migrante più consistente - continua Pittau - l'andamento degli ultimi anni può far pensare a una pressione migratoria di circa 60 mila lavoratori, difficilmente quantificabile con maggiore precisione, tenuto conto che possono spostarsi più liberamente anche in altri Paesi e che l'evoluzione demografica romena è soggetta alle stesse dinamiche negative che valgono per l'Italia e che prevedono che la sua popolazione scenda da più di 20 a 16 milioni di abitanti entro il 2050”.

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