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18/05/2007 AMBIENTE. Legambiente: dalle piante arriva il "petrolio verde" (BS, www.helpconsumatori.it)

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Dalle piante può arrivare il "petrolio verde". E l'agricoltura è in grado di offrire un'alternativa ecologica a molti prodotti di origine petrolchimica: mais, colza o canapa tessile, oltre ad essere impiegate per la produzione di biocarburanti, possono infatti essere utilizzate dall'industria petrolchimica per l'estrazione di molecole vegetali, in sostituzione delle tradizionali sostanze derivate dal petrolio. Legambiente ha aperto oggi la prima giornata di Terra Futura con il convegno "Bioraffinerie" dedicando un ampio dibattito alle opportunità che l'agricoltura può offrire alla riconversione industriale.

La logica seguita è quella di ottimizzare l'uso delle piante recuperando gli scarti dei processi di lavorazione e riutilizzandoli nelle raffinerie: "Le colture no-food possono rappresentare la leva di un interessante percorso di sviluppo alternativo - ha dichiarato Beppe Croce, responsabile Legambiente per l'agricoltura non-food - a patto che si guardi a queste non solo come fonte d'energia pulita, ma anche come alternativa ai tradizionali prodotti dell'industria petrolchimica: un'opportunità per il territorio, per l'ambiente, ma anche per il mercato".

Alcune molecole naturalmente presenti nelle piante (amido, olio, trigliceridi, cellulosa ed emicellulosa) e altri costituenti minori possono infatti essere impiegati nell'industria e sostituire in questo modo l'uso di sostanze tossiche. Le bioraffinerie, rileva Legambiente, rappresentano un cardine del 7° programma quadro dell'Unione Europea e in Italia entro il 2010 sarà obbligatoria la sostituzione di tutti i sacchetti di plastica con altri di materiale biodegradabile. Ma le agroenergie in Italia si scontrano con altissimi costi di produzione e il 98% del biodiesel prodotto negli impianti italiani è di origine estera. "Il concetto di bioraffineria - continua Beppe Croce - tende invece ad ovviare il problema dei costi".

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