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20/07/2305 Fusione Fredda: una realtà da non farsi sfuggire (www.disinformazione.it)

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    Intervista al Prof. Emilio Del Giudice effettuata da Roy Virgilio il 13 maggio 2005
    http://www.progettomeg.it/ffreddadelgiudice.htm


    Introduzione

    Fusione Fredda. Un nome che evoca un senso di vana speranza, di occasione mancata. La possibilità di ottenere abbondante energia pulita a basso costo rivelatasi invece tutto un errore di valutazione.
    Questo è quanto percepito dalle persone comuni e anche dagli scienziati comuni.
    Ma allora l’annuncio fatto nel lontano 1989 è rimasto solo un utopia?
    Sembrerebbe proprio di si, non mi risulta che nessuno di noi possa acquistare batterie a fusione fredda, la TV non ne parla, i giornali neppure. Quindi non esiste. Mi sembra ovvio.
    Eppure, cercando bene, qualcuno ne parla. Qualcuno scrive, qualcuno studia, altri sperimentano. Vi è un mondo silenzioso che, a macchia di leopardo, pervade il globo e ci offre nuove teorie scientifiche, utilizza procedimenti innovativi e, soprattutto, mostra incredibili risultati.
    Ma vi è un'altro mondo, quello accademico, che ignora questi accadimenti, queste scoperte perché non previste dal paradigma dominante e quindi non spiegabili. Ma neppure approfondisce o riesce a smentire con dati concreti queste conquiste.
    Così sono andato ad intervistare un abitante del mondo silenzioso, il Professore Emilio Del Giudice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano, una delle menti coraggiose che qui in Italia ha reso possibile la descrizione scientifica del fenomeno. E ha reso un pò meno silenzioso questo mondo sconosciuto ai più.
    Ci farà capire a che punto è veramente oggi la comprensione del fenomeno Fusione Fredda che, per dirla in due parole, altro non è che un meccanismo che la natura utilizza per sedurre due nuclei e farli fondere insieme. Utilizzando pochissima energia e liberandone tanta. Una moltiplicazione che fa pensare ad un vero miracolo. Ma, sembra, che non siamo ancora pronti ad accettare tanta abbondanza.

    L'intervista

    Roy V.: Io, come tante altre persone, sto cercando di portare un’informazione onesta e trasparente sulla realtà odierna della fusione fredda poiché sembra che l’opinione comune, anche a volte di professori universitari, sia rimasta a pochi mesi dopo l’annuncio di Fleischmann e Pons, come se tutto si fosse fermato lì punto e basta. Quasi nessuno è consapevole degli enormi passi avanti che sono stati ottenuti, e proprio in Italia, grazie a Lei e al pool del Prof. Giuliano Preparata. Potrebbe raccontarci brevemente cosa è stato effettivamente dimostrato e capito?
    E. Del Giudice: Si può ritenere assodato che il fenomeno fisico della Fusione Fredda che avviene in celle elettrolitiche adoperando il metodo di Fleischmann e Pons (vedi box) o varianti come quelle suggerite da Giuliano Preparata e come replicata dal nostro gruppo all’ENEA di Frascati, esiste, è provato e nelle sue linee essenziali è conforme a quella che è la predizione teorica. Quello che non è ancora risolto pienamente è il problema della captazione dell’energia prodotta da utilizzarsi per usi pratici, cioè l’ingegnerizzazione. C’è da comprendere che mentre l’energia, poniamo di origine chimica o meccanica, è un’energia che viene prodotta lentamente e quindi si diffonde in senso termodinamico, ovvero viene emessa in forma di calore, l’energia della fusione fredda è emessa in modo molto veloce, inizialmente in forma di un’eccitazione elettromagnetica che poi man mano degrada in termini di frequenza e una parte di essa viene assorbita dalla materia circostante sottoforma di calore. Però una parte cospicua vola via in forma di radiazioni.
    Per cui bisognerebbe, per esempio, mettere queste celle all’interno di cavità riflettenti o utilizzare comunque metodi per rendere disponibile tutta questa energia. C’è una serie di problemi tecnici da risolvere che riguardano la velocità di questi processi, per cui prima che uno si possa fare la doccia usando acqua riscaldata con la F.F. qualche problema tecnologico richiede di essere risolto.
    Semmai ancora non è chiaro se esistono anche altre vie alternative (al metodo Fleischmann e Pons), perché differenti ricercatori in giro per il mondo hanno ottenuto energie in eccesso seguendo strade diverse. Quindi ci possono essere più modi per ottenere l’effetto, che sono da vagliare più approfonditamente.

    Roy.: Si riferisce anche all’esperimento di Mizuno e Ohomori (vedi box) effettuato con tungsteno e acqua normale? Questa configurazione molto economica è stata replicata e anche implementata qui in Italia dai ricercatori Iorio-Cirillo che proprio su Progettomeg.it seguiamo oramai da 2 anni.
    E.D.G.: No. Dobbiamo specificare che una cosa è la fusione fredda e una cosa sono le trasmutazioni nucleari a debole energia, come quelle ottenute dai giapponesi. Sono capitoli interessanti però parliamo di due cose diverse. Certo si sono aperte molte strade, ognuna delle quali ha il valore che ha, c’è quella che vale di più, quella che vale di meno, io non sono competente in tutti questi campi, qualche strada l’ho capita, qualcun’altra no.

    Roy: Quindi, tornando al sodo, si può dire che la natura nucleare della fusione fredda è stata dimostrata in modo scientifico e univoco? Ed anche l’eccesso di energia?
    E.D.G.: Il fatto che si tratta di un fenomeno nucleare è anche provato dal fatto che simultaneamente alla produzione di energia c’è anche produzione di nuclei di elio. Siccome all’inizio c’era il deuterio, il fatto che il deuterio si consumi e al suo posto venga rilevato elio vuol dire che c’è una trasmutazione nucleare, ovvero che due nuclei di deuterio si fondono insieme dando luogo a un nucleo di elio. Se poi, come abbiamo fatto noi a Frascati, si misura il numero di nuclei di elio prodotti e sapendo che per ogni nucleo di elio creato c’è una quantità di energia che si sprigiona, cosa che si può calcolare con una semplice moltiplicazione, otteniamo un’energia che è 10 volte più grande di quella che misuravamo nel calorimetro. Ciò vuol dire che l’energia veramente prodotta è 10 volte maggiore di quella che uno è davvero capace di misurare! Ecco qui che il grosso di questa energia non è stato catturato. D’altra parte noi non avevamo fatto particolari sforzi per captarla, a noi interessava vedere se questa energia si produceva o no, dopodiché, adesso che siamo convinti che il fenomeno esiste, tutta la pratica va in mano agli ingegneri che troveranno dei modi intelligenti ed astuti per non perdere neanche un goccio di tutta questa energia.

    Roy: Quindi a livello scientifico le cose sono chiare e definite?
    E. D. G.: La parte di scienza pura è abbastanza capita, almeno questo è il mio punto di vista, che poi la comunità scientifica nel suo insieme l’abbia capita… purtroppo questo non è vero. Si tratta ancora di minoranze perché anche nelle scienze esistono i partiti. E il partito di maggioranza, di grande maggioranza, è un partito nelle cui concettualizzazioni questa possibilità evidentemente non rientra, non è contemplata.


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