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  • 11/04/2008 Programmi elettorali per il fisco (Maria Cecilia Guerra, http://www.lavoce.info)

    Ricerca personalizzata

    PARTITO DEMOCRATICO

    Pressione fiscale e azioni di contrasto all’evasione

    Subito: aumento detrazione per lavoro dipendente, per alleggerire il carico fiscale sui lavoratori, specie con salario basso.
    Dal 2009, riduzione graduale delle aliquote Irpef, di un punto all’anno  per tre anni
    Il finanziamento deve venire principalmente dal contrasto all’evasione fiscale, consolidando e ampliando i risultati ottenuti negli ultimi anni. Niente condoni

    Fisco e famiglia

    Dote fiscale per i figli (al posto di assegni familiari e detrazioni):

    - 2500 euro per il primo figlio;
    - universale (cioè rivolta tutti i contribuenti),
    - crescente al crescere del numero dei figli e decrescente in funzione della condizione economica del nucleo familiare.
    - riconosciuta mese per mese in busta paga o come minore imposta o come trasferimento in caso di incapienza.

    Credito di imposta (o trasferimento in caso di incapienza) per lavoratrici, adeguato a sostenere le spese di cura, graduato in funzione del livello del reddito e del numero di figli. Riconosciuto in un primo tempo alle donne del Sud e poi esteso a tutto il territorio nazionale.

    Fisco e casa

    Tassazione dei redditi di locazione ad aliquota fissa.
    Aumento della detraibilità della rata sui mutui prima casa.
    Detraibilità di una quota fissa dell’affitto pagato (ampliamento della detrazione per gli affitti già introdotta dal governo Prodi).

    Fisco, imprese e lavoro

    Incentivi fiscali alla crescita dimensionale delle imprese, e al private equity.
    Regime per i contribuenti minimi e marginali esteso, per opzione, ai contribuenti con ricavi inferiori ai 50mila euro (contro i 30mila attuali).
    Abbattimento aliquota d’acconto al 10 per cento.
    Studi di settore: mai retroattivi, no ad accertamenti reiterati, maggior peso della dimensione territoriale.
    Detassazione in capo al lavoratore degli incrementi contrattuali di secondo livello: il Ddl fiscale chiarisce che si deve trattare di una detrazione al 23 per cento e gli incrementi agevolati non possono eccedere i 2500 euro.

    Costi e coperture

    Per i provvedimenti che sono stati inglobati nel Ddl sul fisco è indicata una quantificazione e un’ipotesi di copertura. In altri casi la copertura è più generica. Si condiziona esplicitamente l’attuazione delle politiche all’esistenza di una copertura credibile, ricorrendo anche all’ipotesi di utilizzo dei cosiddetti fondi negativi attraverso i quali si vincola l’attuazione dei provvedimenti di maggiori spese o minori entrate all’approvazione di altri provvedimenti, in itinere, che devono garantire le risorse necessarie al loro finanziamento.

    POPOLO DELLA LIBERTÀ

     Pressione fiscale e azioni di contrasto all’evasione

    Pressione fiscale sotto il 40 per cento (nel 2007 era il 43,3 per cento).
    Aliquota massima dell’Irpef al 33 per cento.
    Rafforzamento delle misure di contrasto all’evasione già contenute nella Legge finanziaria del governo Berlusconi. Giulio Tremonti ha dichiarato che non ci saranno condoni.

    Fisco e famiglia

    Quoziente familiare (in sostituzione delle detrazioni per carichi di famiglia): l’Irpef non grava sul reddito individuale ma su quello familiare. A parità di reddito familiare, l’aliquota media dell’Irpef decresce al crescere del numero dei famigliari.
    Riduzione Iva per prodotti infanzia.
    Abolizione delle imposte sulle successioni e sulle donazioni.

    Fisco e casa

    Abolizione completa dell’Ici sulla prima casa.
    Graduale e progressiva tassazione separata dei redditi di locazione.
    Stabilizzazione di agevolazioni per risparmio energetico e ristrutturazioni (che già esistono) e incentivi fiscali alla costruzione per posti auto sotterranei.

    Bonus locazioni per giovani coppie e meno abbienti.

    Fisco, imprese e lavoro

    Abolizione graduale dell’Irap.
    Credito per imprese che assumono giovani e che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato.
    Sperimentazione di un periodo no tax per nuove iniziative imprenditoriali e professionali dei giovani.
    Riforma degli studi di settore “dal basso”.
    Versamento Iva solo dopo l’effettivo incasso della fattura.
    Detassazione degli straordinari.
    Graduale detassazione delle tredicesime.

    Costi e coperture

    Il costo delle singole politiche non viene quantificato. Se ne prospetta spesso un’introduzione  “graduale”, a indicare la consapevolezza di un problema di copertura. Questo è importante specialmente per l’ipotesi di abolizione dell’Irap che, da sola, costerebbe di più di tutto il programma fiscale del Pd.

     COMMENTI

     

    Pressione fiscale e azioni di contrasto all’evasione

    L’abbattimento di tutte le aliquote Irpef di un punto percentuale, proposto dal Pd, riduce il carico fiscale per tutti i contribuenti. L’abbattimento dell’aliquota massima al 33 per cento, proposto dal Pdl, concentra il beneficio sui redditi alti e in special modo su quelli superiori ai 75mila euro e esclude dal beneficio i soggetti con reddito sotto i 28mila euro: le aliquote dell’Irpef attualmente superiori al 33 per cento sono infatti quella al 43 per cento per redditi superiori ai 75mila euro, quella al 41 per cento per redditi compresi fra 55mila e 75mila euro e quella al 38 per cento per redditi compresi fra i 28mila e i 55mila euro.
    L’intervento sulla detrazione per lavoro dipendente proposto dal Pd è esteso ai lavoratori atipici ed è pensato anche come compensazione del fiscal drag.
    L’obiettivo del Pdl di portare la pressione fiscale al di sotto del 40 per cento è lo stesso enunciato nella campagna elettorale precedente.
    Nel campo del recupero dell’evasione il programma del Pd si rifà ai successi del governo Prodi (stimati in più di 20 miliardi in due anni) e conferma l’impegno nella medesima direzione. Quello del Pdl richiama l’ultima Legge finanziaria del governo Berlusconi che prevedeva come misura principale di contrasto all’evasione il coinvolgimento dei comuni. A questa legge è stata data attuazione nel dicembre 2007.

    Fisco e famiglia

    Il problema principale del passaggio al quoziente familiare, proposto dal Pdl, è che riconosce un abbattimento di imposta tanto più alto quanto minore è il numero dei percettori e quanto più alta è la differenza fra i redditi da essi percepiti. Il vantaggio maggiore va quindi alle famiglie monoreddito con reddito elevato. Data questa caratteristica, disincentiva l’offerta di lavoro femminile. 
    Il quoziente familiare non dà alcun sostegno alle famiglie con debiti di imposta bassi o nulli, diversamente da quanto avviene con la dote proposta dal Pd. A queste famiglie resterebbero gli assegni familiari che però non sono universali (i lavoratori autonomi non ne godono).
    Unificare le misure monetarie a favore delle famiglie con i figli, come nel caso della dote, avrebbe il pregio di rendere trasparente e valutabile l’aiuto che complessivamente si ottiene dallo Stato.
    Il credito di imposta alle lavoratrici, proposto dal Pd, considera il costo del lavoro di cura (che si deve “comperare” da altri se si va a lavorare) come un costo di produzione del reddito. Non è pensato come sostitutivo dell’offerta di servizi (asili nido, e servizi a favore di anziani non autosufficienti). Bisognerebbe che fosse chiaro che tiene conto non solo della cura dei figli ma anche di quella degli anziani non autosufficienti.
    L’Iva è un’imposta armonizzata, quindi il suo abbassamento sui prodotti per l'infanzia è una decisione che non può essere presa da un singolo Stato. E l’imposta di successione già oggi si applica solo alle eredità che superino una franchigia di un milione di euro per il coniuge e per ciascun erede in linea retta.

    Fisco e casa

    La parte fiscale della politica per la casa è simile fra i due programmi. La maggiore differenza è data dal fatto che il Pdl prevede l’abolizione totale dell’Ici sulla prima casa. Questa misura avrebbe però l’effetto di aumentare la dipendenza dei Comuni dai trasferimenti erariali. Sotto il profilo distributivo, essendo l’Ici sulla prima casa già stata ampiamente ridotta dal governo Prodi, la misura andrebbe principalmente a favore dei contribuenti con case più lussuose.

    Fisco, lavoro e imprese

    L’abolizione dell’Irap proposta dal Pdl era stata promessa anche nella precedente campagna elettorale. È difficile da realizzare perché comporta una grossa perdita di gettito (circa 38 miliardi) e perché l’Irap è la fonte principale di autonomia tributaria delle regioni.
    Per quanto riguarda le altre misure, vale l’avvertenza generale che non è corretto pensare che tutti i problemi possano essere affrontati con incentivi fiscali.
    Attenzione ai possibili effetti delle proposte. Per il Pd, l’ampliamento del tetto del regime per contributi minimi andrebbe subordinato all’effettiva capacità di controllare che non faciliti l’entrata nel regime di soggetti che rientrano nel limite di ricavi indicato solo perché nascondono al fisco l’eccedenza. Per il Pdl, il differimento del versamento dell’Iva al momento dell’effettivo incasso potrebbe aumentare la complessità del sistema.
    Per gli incrementi contrattuali di secondo livello e gli straordinari, si veda la scheda sul lavoro.
    Non si comprendono le motivazioni per cui detassare le tredicesime, come proposto dal Pdl. È un’operazione costosissima (circa 8 miliardi) che introdurrebbe una discriminazione ai danni di chi non ha la tredicesima (lavoratori atipici) e che favorirebbe soprattutto soggetti con alti redditi. A maggior ragione se la detassazione avvenisse sotto forma di applicazione di un’aliquota ridotta.

    http://www.lavoce.info

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