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  • 11/04/2008 Programmi elettorali Ambiente ed energia (Marzio Galeotti, http://www.lavoce.info)

    Ricerca personalizzata

    Nel capitolo dell’energia e dell’ambiente i programmi elettorali di Popolo della libertà (Pdl), Partito democratico (Pd), Sinistra Arcobaleno (Sa), Unione di centro (Udc), Italia dei valori (Idv), La Destra-Fiamma tricolore non sembrano essere caratterizzati da differenze significative. Le indicazioni di Idv e de La Destra sono estremamente sintetiche, mentre il Parlamento del Nord non sembra prendere in considerazione queste problematiche.
    Il novero delle proposte in tema di fonti energetiche, mercati dell’energia, salvaguardia del clima, rifiuti è più o meno lo stesso, anche se spesso una formazione politica su singoli punti si diparte dal gruppo delle altre.Èbene comunque ricordare che per tutti i partiti si tratta sempre e solo di promesse, le quali, in questo ambito , tendono più spesso che no a rimanere tali da una legislatura all’altra.
    Tutti i partiti si dicono a favore del ricorso allo sviluppo delle fonti rinnovabili: il solare viene particolarmente enfatizzato. Promozione di efficienza e risparmio energetico sono un altro elemento cardine delle strategie che i vari partiti hanno in mente.

    PARTITO DEMOCRATICO

    Il Pd propone un piano per realizzare in dieci anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici privati e pubblici. Inoltre propone di rendere permanenti gli incentivi fiscali previsti dalla Finanziaria 2008. Favorevole allo sviluppo del nucleare di ultima generazione. Il carbone pulito è una fonte menzionata nell’ambito di un generale proposito di sviluppo di tecnologie energetiche che prevedano la cattura e il sequestro dell’anidride carbonica, nonché – interessante – dell’idrogeno.
    Riconosce la necessità di procedere sulla strada dei rigassificatori. Più in generale, il Pd si sofferma molto sul gas naturale, sia per l’aspetto tecnologico (trasporto, stoccaggio) che di mercato (borsa del gas, Italia hub della rete europea del gas).
    Ritiene desiderabile la microgenerazione.
    Favorevole agli inceneritori, chiamati pudicamente termovalirizzatori. Anche ad essi il Pd sembra riferirsi quando parla di sviluppare impianti per il trattamento dei rifiuti.
    Il Pd proclama l’obiettivo di minimizzare il consumo di suolo vergine – la green land – e di riqualificare le aree già costruite – le brown lands. Dichiara poi urgente un piano di riqualificazione delle periferie.
    Il Pd elabora un’articolata proposta per battere l’“ambientalismo che cavalca ogni Nimby”, che passa per la presentazione pubblica – anche sul web – dei progetti infrastrutturali, per la discussione, l’ascolto e la rielaborazione per tenere conto delle osservazioni, ma alla fine arriva alla definitiva fase decisionale.
    Propone una strategia generale nella scelta degli strumenti di politica energetico-ambientale nella direzione della “sperimentazione di particolari incentivi di mercato”: da tariffe variabili di smaltimento dei rifiuti in base alla partecipazione o meno alla raccolta differenziata, a tasse di possesso automobilistiche legate alle emissioni, fino alla “previsione di una carbon tax che penalizzi processi particolarmente energivori”. Insomma: “maggiore ricorso al mercato e ai prezzi, minore ricorso a concessioni, licenze e divieti”. L’economista in genere e l’economista ambientale in particolare gongola, anche se la formula della “sperimentazione di particolari incentivi di mercato” ha più il sapore della concessione che della convinzione, del sasso tirato e della mano nascosta.
    C'è nel programma Pd una frase suggestiva: “il problema ecologico ci impone una gigantesca riallocazione delle risorse di lavoro, di terra e di capitale”. Si deve perciò “accelerare la transizione da settori, processi e prodotti energy-intensive a settori, processi e prodotti energy-saving, spostare risorse dal consumo immediato all'investimento, incoraggiare l'abbandono di stili di vita consumistici fino alla dissipazione, a favore di stili di vita attenti alla eco-compatibilità dei comportamenti individuali”.

    POPOLO DELLA LIBERTÀ

    Il Pdl si dice favorevole oltre che alle fonti di energia rinnovabili a un impegno per lo sviluppo del nucleare di ultima generazione, anche se la stampa sembrava anticipare mosse molto più ardite da parte del centrodestra in questo ambito. Propone la conversione delle centrali elettriche a olio combustibile a favore dell’utilizzo del carbone pulito.
    Sul fronte delle infrastrutture energetiche si registra il consenso a procedere sulla strada dei rigassificatori
    È d'accordo con i termovalorizzatori, ma sostiene che va comunque privilegiata e promossa la raccolta differenziata.
    Il Pdl propone di introdurre non meglio specificati strumenti di tutela del suolo e delle acque anche per prevenire disastri idrogeologici. E una legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e la tutela del paesaggio.
    La formazione del centrodestra, con un occhio di riguardo per i propri alleati, è particolarmente attenta al ruolo delle autonomie territoriali e alle competenze delle regioni, le cui prerogative in queste materie vengono più volte richiamate.
    L’idea più originale è forse quella di introdurre il “5 per mille” a favore dell’ambiente: non ci è dato però sapere esattamente a favore di chi e di che cosa e di che somma si potrebbe trattare.

    SINISTRA ARCOBALENO

    Solo il programma della Sa menziona il Protocollo di Kyoto, quasi che gli altri dimenticassero che da lì il futuro governo dovrà partire e dovrà indicare come fare fronte agli obblighi che sono già scattati per il nostro paese il primo gennaio scorso.
    Sinistra Arcobaleno propone un grande investimento pubblico per l'installazione di pannelli solari su tutti i tetti di case e condomini italiani. Suggerisce poi di proseguire l’esperienza del Conto energia. Ribadisce il suo no convinto e perentorio al nucleare.
    Il gas è solo il combustibile di transizione, secondo la Sa, verso le fonti rinnovabili.
    No agli inceneritori e al tentativo di finanziarli con il Cip/6, una truffa da eliminare definitivamente secondo la Sa.
    In tema di governo del territorio e tutela del paesaggio, la Sa invoca una legge quadro che abbia come obiettivo quello di fermare il consumo del suolo anche attraverso il bando definitivo dei condoni edilizi.
    L’acqua è una risorsa che deve restare pubblica, afferma, ed è anzi necessario ripubblicizzare i servizi idrici promuovendo adeguati investimenti nell’efficienza e manutenzione della rete al fine del risparmio e dell’uso compatibile con i rischi di desertificazione del Mezzogiorno.
    La Sa considera prioritaria la lotta all’inquinamento acustico e luminoso.

    UDC

    L'Udc è favorevole alle fonti di energia rinnovabile e al nucleare di ultima generazione.
    D'accordo a procedere con i rigassificatori. l’Udc propone di privilegiare la ristrutturazione di impianti esistenti di produzione di elettricità e di promuovere la cogenerazione.
    È favorevole ai termovalorizzatori.
    Sotto il profilo delle procedure, l'Udc invoca la semplificazione della normativa vigente e il riordino delle competenze in materia di energia. Il “federalismo energetico” non può essere diritto di veto, ma assunzione di responsabilità.

    PARTITI MINORI

    L'Italia dei valori è favorevole allo sviluppo del nucleare di ultima generazione e alla microgenerazione. Ritiene che vada privilegiata la raccolta differenziata. E propone di finanziare le auto elettriche.
    Sulla questione dei rifiuti, La Destra, pur favorevole ai termovalorizzatori, ritiene particolarmente importante puntare sulla raccolta differenziat



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