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10/11/2007 Un dollaro debole ci porta alla bancarotta (Loris Palmerini, http://www.palmerini.net )

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Un dollaro debole aumenta le esportazioni americane, ma anche quelle dei paesi che esportano in dollari, ossia Cina e India.

L'Italia invece ridurrà le esportazioni, portando al pettine i nodi strutturali. E sarà bancarotta.

Ecco una analisi che spiega il perché.

Sembra che finalmente i media abbiano deciso di avvicinarsi alla realtà sul petrolio.

Non sarebbe un problema se il petrolio costasse anche 100 dollari al barile se nel frattempo il dollaro continua a costare sempre meno euro. Cosa che succede.

Ecco perché non esiste un caro petrolio, e semmai si tratta di un dollaro debole.

Il petrolio a 93 dollari il barile costa circa 61 Euro.
Quando il petrolio era a 35 dollari, in realtà lo pagavamo circa 44 Euro.

Considerando poi che esistono anche il gas, e le fonti alternative, il problema non è così grave, anzi ci spinge a investire in fonti alternative e nella ricerca preparando l’avvento di un futuro più pulito e con meno guerre.

Ma allora perché i politici italiani si arrabbiano per il super euro (che non esiste)?

Semplice: un dollaro debole (o un Euro forte a suo confronto) ci porterà alla bancarotta. Ma solo l’Italia.

Il problema nasce dal fatto che per decine di anni si sono affrontati i problemi del “sistema italia” con la svalutazione.

Negli anni in cui Ciampi era governatore della Banca d’Italia, appena si avvicinava una crisi economica si procedeva a svalutazione della lira. In questa maniera i prodotti italiani erano meno costosi sul mercato estero, e dunque si riusciva a far andare avanti la barca così com’era, vale a dire con privilegi per la casta, industriali assistiti, corruzione, parassitismo statale, ecc ecc.

Però, con la svalutazione, si rinunciava anche a migliorare il sistema per renderlo più efficiente e competitivo. E il problema dell’impoverimento che deriva dalla svalutazione veniva scaricato sul debito pubblico.

E così i problemi che dovevano essere risolti 20 anni fa si sono tutti accumulati, e sono da risolvere oggi!

Il risultato già oggi evidente è che i 40-enni vengono chiamati “ragazzi” e gli si da la colpa se non hanno uno stipendio . I loro padri invece , si sono fatti 2 case lasciando i debiti da pagare.

Si può dire che Ciampi abbia nociuto al paese in maniera mostruosa, condannando 2 o 3 generazioni al precariato, alla povertà e alla servitù alla casta.

Inoltre, grazie alla svalutazione, sono sopravissute a sé stesse molte industrie decotte, condannate a morire comunque per la globalizzazione .

E si è insistito nel tenere in piedi industrie ormai obsolete anche con la manodopera a basso costo degli immigrati.

Il risultato è che quelle industrie sono oggi aziende fabbrica debiti, e hanno lasciato alla collettività solo il problema di una immigrazione selvaggia che ha distrutto la socialità e perfino la sicurezza degli indigeni.

Dunque, ora succede che il dollaro debole fa aumentare le esportazioni americane, ma oltre a quelle americane aumentano le esportazioni di India, Cina ecc che sono valutate in dollari.

In pratica, se continua così, cioè una concorrenza ancora più forte di prima delle merci cinesi e indiane, da qui a qualche anno il sistema produttivo italiano sarà rasato al suolo salvo poche eccellenze .
E continuerà così perché gli USA hanno bisogno che il dollaro resti debole per esportare. I cinesi si stanno sbarazzando dei dollari e questo aumenterà ancora la svalutazione del dollaro , rischiando di far scivolare la cosa dalle mani americane.

Ma ai tedeschi e ai francesi, ormai globalizzati finanziariamente, la cosa non interessa.

Una moneta forte è normale, lo era anche il marco tedesco.
Tutt’al più i tedeschi diventeranno sempre più capaci di comperare anche quei pochi rimasugli buoni della fallimentare economia del sistema italia.

Perciò, un dollaro debole rispetto ad un euro “forte”, unito al parassitismo e al debito pubblico ci manderà in bancarotta. Senza parlare della casta inamovibile ed incapace che non sa fare nulla come dimostrano le cronache.
Però, se per assurdo dovessero aumentare i tassi di interesse americani, allora il dollaro si rivalutera rispetto all’euro. Purtroppo però questo farebbe aumentare in maniera pazzesca gli interessi da pagare sui debiti dello Stat, il quale già ora non riesce a pareggiare i conti sebbene si sforzi.

Dunque, a me pare che siamo tecnicamente falliti, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. O quasi.

http://www.palmerini.net/blog/?p=106

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