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  • 03/06/2006 Per l’Italia la Politica di Draghi o di LaRouche? (Movimento Solidarietà, www.movisol.org)

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    Il 1 giugno si è tenuto presso la Sala Assemblee della Banca Popolare Commercio e Industria di Milano il tradizionale incontro con il mondo bancario e finanziario milanese per commentare la relazione del governatore della Banca d'Italia sullo stato del sistema bancario italiano. Tra gli invitati c'era anche Liliana Gorini, vicepresidente del Movimento Solidarietà, che a conclusione delle riflessioni del Prof. Tancredi Bianchi, presidente onorario dell'ABI, è intervenuta ricordando anche quest'anno la proposta di LaRouche per un nuovo sistema finanziario e creditizio, che si rifaccia a Hamilton, ripresa recentemente dall'ex ministro del Tesoro di Clinton Robert Rubin col suo “progetto Hamilton”.

    Dall'anno scorso, sono stati molti gli avvicendamenti nel mondo economico, sia in Italia che negli Stati Uniti. La Banca d'Italia ha un nuovo governatore, Mario Draghi, che, come ha ricordato lo stesso Prof. Tancredi Bianchi, era “direttore del Tesoro all'epoca in cui furono realizzate le privatizzazioni, nel 1991”. Anche la Federal Reserve ha un nuovo governatore, Ben Bernanke, che secondo il Washington Post di due giorni fa, citato dalla signora Gorini nel suo intervento, “non dimostra le capacità necessarie per far fronte alla prossima crisi finanziaria o al prossimo hedge fund che va a gambe all'aria”, il che ha indotto il presidente Bush a nominare anche un nuovo ministro del Tesoro, Hank Paulson. Eppure, pur ammettendo nelle sue considerazioni finali del 31 maggio che “la stessa rapida diffusione dei contratti derivati potrebbe avere implicazioni sistemiche non pienamente valutabili” il nuovo governatore Mario Draghi propone una maggiore apertura del sistema bancario italiano a nuovi strumenti speculativi ed a ulteriori fusioni e acquisizioni straniere, avanzando anche l'idea di ridurre la spesa con la privatizzazione della previdenza sociale, proposta anche da Bush per gli Stati Uniti (e respinta dal Congresso). Dello stesso parere è anche il Prof. Tancredi Bianchi, secondo il quale la Banca d'Italia “tornerà ad essere il consigliere discreto del Parlamento e del governo” e riproporrà la stessa strada del 1991, le privatizzazioni e “vendere il patrimonio pubblico”.
    “Non le riproporrò di nuovo la stessa domanda dell'anno scorso, sulla Nuova Bretton Woods di LaRouche, anche se diventa ogni anno più attinente” ha esordito la vicepresidente del Movimento Solidarietà, a conclusione dell'intervento del Prof. Bianchi. “Quest'anno vorrei chiederle che ne pensa del progetto Hamilton, varato dall'ex ministro del Tesoro di Clinton Robert Rubin per rilanciare il credito allo sviluppo, e sicuramente ispirato dalla proposta di LaRouche. Rubin era citato ieri dal Washington Post, su come reagire alla prossima crisi finanziaria di vaste proporzioni. Non ritiene che sarebbe un'idea importante anche per l'Italia, trasformare il debito in nuovo credito, dando vita ad un nuovo sistema finanziario, invece di tagliare la spesa e privatizzare la previdenza sociale?”. La risposta del Prof. Tancredi Bianchi è stata: “non sono in grado di rispondere su come trasformare il debito in credito, come Hamilton. Posso solo dire che è difficile reggere un sistema quando l'aspettativa di vita si allunga, le donne arrivano a 91 anni e rischia di saltare il sistema previdenziale. So che i sindacati non sono favorevoli, ma gli accantonamenti per il sistema pensionistico si stanno consumando. Lei è brava a leggere il Washington Post, magari su Internet, ma io Internet non lo uso affatto. Mi spiace non poter rispondere alla sua domanda”. Anche la domanda successiva, posta dal Presidente dell'Associazione Italiana della Produzione, Ing. Domenico Palmieri, ha riproposto la questione di un nuovo sistema creditizio. “Il governatore Draghi trascura nelle sue considerazioni la crescita della piccola e media impresa. Mi chiedo: le banche sono capaci di aiutarne la crescita? Non si sente niente su come finanziare lo sviluppo”. A conclusione della conferenza alcuni banchieri e imprenditori presenti, consapevoli di questa carenza, hanno letto con interesse le proposte di LaRouche per la riconversione dell'industria dell'auto USA, pubblicate dall'EIR.


    Liliana Gorini, vicepresidente del Movimento Solidarietà, insieme all’economista USA Lyndon LaRouche (a sin.), al dott. F. Kerbaker dell’Associazione per lo Sviluppo degli Studi di Banca e Borsa (presieduta dal dott. Vigorelli) e del prof. Banfi dell’Università Cattolica, durante la conferenza su “Una nuova Bretton Woods: come uscire dalla crisi finanziaria internazionale” che si tenne all’Università Cattolica di Milano il 5 giugno 2001. L’intervento di LaRouche fu pubblicato nel bollettino dell’ASSBI, inviato a 1000 istituzioni politiche e istituti di credito in tutta Italia. Dell’iniziativa per una nuova Bretton Woods si è discusso anche il 7 giugno scorso alla Banca Popolare Commercio e Industria di Milano.


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