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  • 16/03/2006 Etleboro fa i nomi dei Criminali (http://etleboro.blogspot.com/2006/03/etleboro-fa-i-nomi-dei-criminali.html, visto su www.disinformazione.it)

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    La Etleboro si accolla una grande responsabilità nel fare i nomi delle Banche coinvolte nell'etnocidio nei confronti della Serbia, e del popolo serbo.
    Non dobbiamo avere paura, tutti noi dobbiamo avere un po’ di coraggio, perchè quello che hanno fatto alla Serbia, lo hanno fatto agli italiani, ai francesi, agli americani.
    Abbiamo il dovere di difendere le nostre tradizioni, la nostra storia, i nostri nonni e i nostri padri che hanno combattuto, salendo sui carri armati, armando le barricate. Dobbiamo difenderci, ma non con le armi, anzi occorre deporre ogni iniziativa armata e usare l’intelligenza, usare il sistema economico e l’informazione.

    Etleboro invita tutti i coloro che vogliono dare un contributo ad unirsi e a dare la sua intelligenza.
    Ciò che ci ha spinti ad esporci è stato il fatto che moltissime persone ci hanno contattato per chiederci di fare qualcosa.
    La pubblicazione di questa lista tocca il cuore del problema.
    Questa è una banda di criminali impazziti, che ci sta spingendo fino alla guerra. Una guerra che non sarà con i cannoni, ma sarà la guerra ben più sanguinaria delle tasse e delle bollette, dei dazi e delle medicine.

    Ecco i nomi della mafia internazionale, dietro i quali si nasconde un numero ristretto di famiglie regge e governa il destino dell'umanità, una setta, la più potente loggia massonica, talmente chiusa ed esclusiva che si sposano tra di loro, per non insinuare alcun personaggio esterno che inquini la loro casta.

    Banca Centrale Europea

    Federal Reserve 

    Banque Nationale de Belgique 2,83%
    Danmarks Nationalbank 1,72% 
    Deutsche Bundesbank 23,40% 
    Bank of Greece 2,16% 
    Banco de Espana 8,78% 
    Banque de France 16,52% 
    Central Bank and Financial Services Authority of Ireland 1,03% 
    Banca d'Italia 14,57%
    (Gruppo Intesa 27,2% - Gruppo San Paolo 17,23% -Gruppo Capitalia 11,15% - Gruppo Unicredito 10,97% - Assicurazioni Generali 6,33% - Banca Carige 3,96% - BNL 2,83% - Monte dei Paschi di Siena 2,50% - Gruppo La Fondiaria 2% - Gruppo Premafin 2%
    Cassa di Risparmio di Firenze 1,85% - RAS 1,33%) 
    Banque centrale du Luxembourg 0,17% 
    De Nederlandsche Bank 4,43% 
    Oesterreichische Nationalbank 2,30% 
    Banco de Portugal 2,01%
    Suomen Pankki 1,43% 
    Sveriges Riksbank 2,66% 
    Bank of England 15,98%

    Rothschild Bank of London  
    Warburg Bank of Hamburg  
    Rothschild Bank of Berlin  
    Lehman Brothers of New York  
    Lazard Brothers of Paris
    Kuhn Loeb Bank of New York  
    Israel Moses Seif Banks of Italy  
    Goldman, Sachs of New York  
    Warburg Bank of Amsterdam  
    Chase Manhattan Bank of New York

     

    La Etleboro inoltre chiede spiegazioni, sul significato dei seguenti documenti: la sentenza al caso Credit River, del 22 novembre del 1968, del Tribunale del Minnesota che condanna la Federal Reserve per il reato di signoraggio ai danni dei cittadini americani.

    La Etleboro è inoltre in possesso di un documento, ottenuto dopo molteplici interrogazioni dall'Europarlamentare Jean Bonde, che dettagliatamente individua le commissioni e gli organi consultativi di esperti, che affiancano la Commissione Europea nell'esercizio delle attività legislative e di controllo dell’intero sistema economico, finanziario e sociale. Vengono infatti nominati comitati scientifici e consultivi, organi permanenti, con un'investitura superiore ai 5 anni, e commissioni temporanee, costituiti da esperti, economisti e avvocati che risiedono nei consigli amministrazione delle multinazionali. Giudici eccelsi e Banchieri in maniera invisibile decidono direttive e regolamenti, nonché sentenze e censure. Si insinuano e governano le politiche sociali, gli stardard della formazione culturale e dell'informazione, così come la ricerca scientifica e nucleare, le politiche agricole e le quote di produzione.
    http://www.etleboro.com/pdf/568.pdf

    La Banca Centrale italiana, come si può notare, è una banca privata, una società per azioni posseduta da enti privati, resa tale nel 1992. E mentre l'allora governatore Carlo Azeglio Ciampi vendeva l'Italia con la sottoscrizione del Trattato di Maastricht, le menti raffinatissime portavano a termine il golpe italiano. In quell’anno, gravi eventi scossero il nostro paese. Giovanni Falcone muore in una scioccante esplosione, mentre la classe politica dirigente viene travolta dallo scandalo di Mani pulite, spingendo ad un esilio forzato Bettino Craxi, e stranamente la nostra Carla del Ponte inizia una carriera sfolgorante.
    L’agenzia di rating Moody’s si accanì in modo particolare nei confronti dell’Italia, effettuando poi enormi speculazioni sulla lira, a cui prese parte anche Soros, che non è altro che un criminale bandito da molti Stati nonostante si sia riciclato no-global. Speculazioni che furono tuttavia denunciate dall’allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi, che al riguardo disse: «Esiste un intreccio di forze e circostanze diverse». Parlò di «quantità di capitali speculativi provenienti sia da operatori finanziari che da gruppi economici», di «potenti interessi che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello Sme», di «avversari dell’Unione Europea».

    Craxi lo disse allora, ma oggi non può ripeterlo. Lo stesso Kohl Helmut pagò in ritardo, perché si rifiutò di intervenire in Kossovo. Fu un’operazione gigantesca che mise tutti gli stati in ginocchio. A fare le spese delle speculazioni di George Soros furono le grandi Banche Centrali, mentre lui investiva i suoi guadagni nelle economie emergenti dell'est Europeo, in cui promuove la sua utopia di "Società aperta", qualcosa che si spaccia come "cultura di sinistra". 
    In realtà ruba a tutti per conto di un'élite ristrettissima, e dietro le sue imprese "filantropiche" dell’Europa dell’est, si nasconde Jeffrey Sachs e lo svedese Anders Åslun, con i quali Romano Prodi ha ampiamente collaborato.
    Non fu un evento frutto del caso, ma una trappola ordita a bordo del panfilo della corona inglese Britannia, al largo di Civitavecchia il 2 giugno del 1992, quando Mario Draghi e Beniamino Andreatta guidarono un incontro tra 97 parlamentari italiani con i rappresentanti delle grandi banche inglesi, tra cui la Warburg e la Barclays. Gli onori di casa al centinaio di ospiti convenuti per discutere la svendita dell'Italia furono fatti dalla regina Elisabetta II.
    Ci sono inoltre altri personaggi che si incastrano perfettamente in tale quadro come caselle di domino. Reginald Bartholomew, ex ambasciatore britannico a Roma nel periodo 1987-89, nel 1993 ambasciatore americano a Roma e dal 1990 ad oggi figura chiave del British Invisibles, oltre ad essere direttore dal 1991 della NM Rothschild & Sons LTD. Nel 1994 ecco cosa dirà Bartholomew: «Continueremo a sottolineare ai nostri interlocutori italiani la necessità di essere trasparenti nelle privatizzazioni, di proseguire in modo spedito e di rimuovere qualsiasi barriera per gli investimenti esteri». Cinque anni dopo Bartholomew diventerà presidente di Merryl Linch Italia.

    Tra gli ospiti illustri non va dimenticato il grande maestro Prodi, il presidente dell’IRI, futuro Presidente del Consiglio e Presidente della Commissione Ue, nonchè i rappresentanti dell'ENI, dell'AGIP, della Baring & Co. e della S.G. Warburg, Riccardo Gallo dell'IRI, Leon Brittan, faccendiere ma appartenente alle alte sfere dei media, Giovanni Bazoli dell'Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, ed altri della Società Autostrade.
    Tra gli esimi partecipanti Gianfranco Miglio, della lega nord, che sosteneva la lotta di Bossi contro “Roma ladrona” e inneggiava alle privatizzazioni, perdendo alla fine anche i soldi delle tangenti nella sede del partito.
    Associati newyorkesi della Goldman Sachs, della Merrill Lynch e della Salomon Brothers, nonché i loro sostenitori nel Fondo Monetario Internazionale, nell'OCSE e nel mondo dei mass media, che appoggiano in tutto e per tutto le politiche massoniche sostenendo la propaganda.
    Mario Draghi del ministero del Tesoro, nonché l’intero schieramento del centro-sinistra, D’Alema e l’intera armata di Brancaleone che si preparava a conquistare il governo del Paese.

    Tutti questi strani personaggi sostengono che la droga, è un male quando in realtà è il più grande paradiso fiscale, le Antille Olandesi dove è custodito il gran bottino di Soros e dei Banchieri internazionali. Lì dove Soros ha creato le associazioni contro la droga, per poi vendere giustizia con le lotte per la sua liberazione.
    Si trasformò così in maniera indolore l’Italia in una sorta di Repubblica Centroafricana, fu un tracollo, un disastro senza precedenti ma non si videro carrarmati nelle strade, né deportazioni o genocidi. Dopo l’incontro sul “Britannia” le privatizzazioni vennero effettuate a ritmi serratissimi fino a decretare il fallimento dell’IRI: furono numerose le ditte che vennero acquistate dalle multinazionali: Locatelli, Invernizzi, Buitoni, Galbani, Negroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Fini, Perugina, Mira Lanza.

    In quel periodo vi fu una specie di “colpo di stato” interno alla massoneria italiana, con il Gran Maestro Di Bernardo preoccupato per l’offensiva scatenata dagli incappucciati del Grande Oriente d’Italia capitanati da Armando Corona. La magistratura si spaccò in due tronconi ben distinti “ideologicamente”. Ricominciarono ad esplodere bombe, non certo destinate a Maurizio Costanzo.
    Jürg Heer dichiarò di aver pagato 5 milioni di dollari ai killer mafiosi di Roberto Calvi: uno strano susseguirsi di eventi, tutti concentrati nel giro di pochi mesi, tutti nel 1992. 
    Stiamo portando avanti una lotta dura, difficile, impossibile, ma migliaia di contatti e di e-mail affollano il nostro portale in lingua serba: offrono la loro intelligenza e ci chiedono di intervenire, di prendere una posizione. La nostra rete cresce si espande a macchia d’olio in ogni regione del mondo, con un ampio consenso testimoniato dalla centinaia di lettere che la nostra redazione riceve…


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