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  • 04/08/2005 L'inflazione ed emissione monetaria statale (Savino Frigiola, www.disinformazione.it)

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    Occorre una volta per tutte scrollarsi da dosso la crosta della disinformazione, i luoghi comuni sbagliati e tendenziosi, dei quali tutti noi, grazie ai persistenti bombardamenti mediatici organizzati dalla consorteria monetaria e bancaria, siamo divenuti inconsciamente portatori anche sani. Ciò è tanto vero che spesso affiorano chiaramente i messaggi assorbiti in maniera subliminale, i quali finiscono per condizionare  anche le menti  dei soggetti più preparati.
        Siamo arrivati al punto che quando non è l'apparato delle banche centrali a battere moneta, inconsciamente, il possibile verificarsi il "PROBLEMA dell'INFLAZIONE", nel convincimento collettivo diventa addirittura "OVVIO".
    Giova anche chiarire cosa è l'inflazione, questa minaccia, questo spauracchio brandito ogni piè sospinto dai soliti pochi media interessati e ripresi, nella stragrande maggioranza, da quelli solo ignoranti od al limite compiacenti.

        Il termine inflazione, dal punto di vista letterario, significa e sintetizza la situazione per cui sul mercato circola una quantità di moneta superiore a quella che serve.
    Dell'inflazione pertanto nessuno se ne deve preoccupare, in primo luogo perché in Italia l'inflazione non c'è mai stata, sin da quando i nostri emigranti erano costretti a salpare con la valigia di cartone legata con lo spago, in secondo luogo poiché potendo scegliere tra inflazione o deflazione, è sicuramente preferibile la prima situazione poiché fluidifica l'economia ed assolve anche la funzione di scoraggiare la tesorizzazione, risultato che si ottiene senza ricorrere a strampalati sistemi tipo bollini vari od interessi negativi. Proprio per questo motivo questa evenienza è avversata dal sistema bancario e monetario, anche se in apparenza dovrebbero trarne profitto, poiché in situazioni inflative non può prosperare l'usura, sia quella delle banche che quella dei cravattari. (siamo arrivati al punto che per comperare un tostapane bisogna ricorrere al credito al consumo tasso 25 %, per quanto riguarda i cravattari si va a ruota libera)
       Mantengono lo spauracchio rievocando le code fuori dalle banche tipiche dei film di Ridolini, quando la gente preoccupata dell'inflazione (era di tipo diversa, avevano stampato più banconote dell'oro che rappresentavano) si accalcava per cambiare la cartamoneta in oro.  Oggi la convertibilità da tempo non c'è più e nonostante la pesante deflazione in atto non si è salvaguardato nessun tipo di risparmio. Poiché i prezzi per altre cause sono aumentati lo stesso, e quelli preoccupati dall'inflazione, sempre strombazzata dai banchieri per invogliarli ad acquisire i bond, hanno imparato a loro spese che il problema più grosso sicuramente non è l'inflazione ma l'attuale disinvolta situazione bancaria sottoposta all'alta sorveglianza di Banchitalia.

    Ciò che occorre fare, per non creare sconquassi economici, riguarda in primis quello di cancellare dalla mente l'esistenza del problema dell'inflazione poiché non esiste. Rifiutare il nesso di casualità tra aumento dei prezzi ed inflazione, poiché sono cose completamente diverse e spesso producono effetti divergenti. Infatti l'aumento dei prezzi è causato dall'aumento di costi e tariffe, che spesso producono proprio deflazione, poiché l'aumento dell'indispensabile circolazione monetaria, necessaria sempre in queste circostanze,  non è sempre pronta ed adeguata.
        Dobbiamo puntare alla creazione di un mercato stabile ed equilibrato, incrementando  subito la liquidità  necessaria per il mercato. (operazione che contrariamente agli spauracchi ed  alle visioni bancarie non crea inflazione) Per far ciò basta tenere sotto continuo controllo il rapporto tra gli strumenti che misurano il valore (circolazione monetaria) e beni da misurare.
        Questo rapporto deve restare costante, non la quantità di denaro che deve crescere di pari passo con l'incremento della quantità e dei valori dei beni. Ciò significa che a fronte o in previsione di maggiori beni esistenti o da far giungere sul mercato si può incrementare subito la circolazione monetaria, a tutto vantaggio della occupazione, dell'incremento del benessere e della pace sociale.

    Seguendo questo criterio possiamo benissimo, senza creare inflazione, continuare ad incrementare la massa monetaria, operazione che deve essere sospesa quando si comincia ad avvertire che i prezzi tendono ad avvicinarsi ai costi.
       Ovviamente tutto ciò è possibile se a fronte di queste operazioni non si determina contestualmente, come ora accade, l'incremento del debito pubblico, altrimenti si finisce per lavorare tutti a sostegno dei i banchieri, che peraltro non ne hanno alcun bisogno. Proprio per questo motivo, e per far cessare allo Stato di svolgere la funzione di esattore per il sistema bancario e monetario, è necessario che l'emissione monetaria avvenga direttamente da parte dello Stato, nella misura utile e necessaria per il mercato. I mezzi e gli strumenti di rilevamento necessari, per far si che non si determini inflazione, oggi non mancano. Continuare a pensare che quando lo Stato monetizza in proprio il proprio mercato debba necessariamente nascere l'inflazione, equivale a considerare i politici più delinquenti dei banchieri, la qual cosa non mi sembra proprio impossibile.
       In ogni caso quand'anche così fosse, non dimentichiamo che il politico è sempre sottoposto al giudizio degli elettori, contrariamente al banchiere che risponde solo alle sue tasche.
    Spero di non sentire più parlare d'inflazione, almeno per un congruo periodo di tempo.

    http://www.disinformazione.it
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