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03/08/2007 Don Gelmini indagato per abusi sessuali; il legale: forse una vendetta (www.aduc.it)

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Dopo il caso dell'on. Cosimo Mele (Udc), accusato di aver portato cocaina ad un festino a cui hanno partecipato anche due squillo, arriva un'altra tegola sull'immagine del centro-destra per quanto riguarda il tema della droga.
Don Pierino Gelmini, fondatore della Comunita' Incontro, a cui fanno spesso visita importanti esponenti della Cdl (fra gli altri Pierferdinando Casini, Silvio Berlusconi, Carlo Giovanardi e Maurizio Gasparri), e' indagato dalla procura di Terni con l'accusa di abusi sessuali. Ad accusarlo -secondo quanto riporta 'La Stampa'- alcuni ex ospiti delle strutture della comunita' ad Amelia.
L'indagine, sottolinea il quotidiano, e' in corso da oltre sei mesi e i magistrati hanno ascoltato diversi testimoni con l'obiettivo di ricostruire la vicenda. Le dichiarazioni di accusa sarebbero molte e abbastanza concordanti; pagine e pagine di verbali in cui gli ex ospiti -giovani che hanno avuto o hanno tuttora a che fare con la droga, qualcuno anche scivolato nella delinquenza- ripeterebbero sempre gli stessi racconti.
I pm hanno anche gia' sentito il diretto interessato, scrive 'La Stampa', in un 'lungo e drammatico interrogatorio'.

PORTAVOCE:CROCE SU SANT'UOMO,MA VERITA' VERRA'FUORI - "Le parlo come portavoce di don Pierino, oltre che come amico fraterno. Siamo con lui ai piedi della croce. Posso anticipare che non arretreremo di un passo e sono pronto a fare il consulente per la difesa di don Gelmini". E' chiaro e deciso il professor Alessandro Meluzzi, psicologo e portavoce della Comunità Incontro. Che parla con il quotidiano online Affaritaliani.it esprimendo lo stato d'animo di chi, da tanto tempo, è "amico fraterno" del sacerdote fondatore della comunità Incontro, indagato dalla Procura di Terni per presunti abusi sessuali di cui lo accuserebbero, secondo quanto riporta 'La Stampa' oggi, due ragazzi che erano stati ospitati nella struttura di Amelia.
"Siamo costernati per almeno tre ordini di ragioni - dice ad Affaritaliani.it -: il primo è che viene gettata una croce incredibile addosso ad un sant'uomo che per 82 anni ha servito Cristo, la Chiesa e gli ultimi". In secondo luogo, "per come la comunità viene descritta, come una struttura chiusa e governata in maniera centralista, mentre la comunità è una struttura aperta, diffusa: 267 comunità nel mondo che si occupano non soltanto di tossicodipendenza", per cui "è l'esatto contrario di come viene descritta: non è una setta governata da un guru, ma una struttura con le porte aperte e i muri trasparenti".
Infine "siamo angosciati soprattutto non solo per don Pierino e il suo calvario, ma per la catastrofe che quest'attacco mediatico, più che giudiziario, rischia di creare in decine di migliaia di giovani che si trovano nelle comunità incontro di tutto il mondo e che stanno faticosamente lottando per la loro vita. Questa vicenda rischia di arrivare come una tegola terribile sul loro cammino e sulla loro fatica quotidiana".
Non finisce qui. Meluzzi sottolinea ancora: "Don Pierino, lo dico come amico fraterno e come 'cireneo', la vive come ogni cristiano. Come una salita al calvario. Ma gioiosa, perché - spiega - è stato tipico di molti santi dover patire vicende di questo tipo nell'ultima fase della loro vita. Non è una novità nella storia della Chiesa".
Conclude il portavoce di don Gelmini: questa vicenda "mi sembra abbia risvolti giudiziari sostanzialmente nulli e invece un'immensa rilevanza mediatica", ma "alla fine la Verità con la maiuscola saprà imporsi di forza propria con l'aiuto della Provvidenza".

IL LEGALE: ACCUSE FORSE VENDETTA RAGAZZI ALLONTANATI DA COMUNITA' - 'I fatti che sono stati ipotizzati sono destituiti di ogni fondamento'. Ad affermarlo, l'avvocato Lanfranco Frezza, uno dei legali di Don Pierino Gelmini, indagato dalla Procura della Repubblica di Terni per presunti abusi sessuali su alcuni dei ragazzi ospitati nella sua Comunita' Incontro.
Secondo il legale le accuse potrebbero essere frutto di una "ritorsione o vendetta".
'C'e' un'indagine in corso - ha affermato il legale - ma tengo a sottolineare che la Comunita' Incontro di Don Gelmini e' una Comunita' molto aperta e trasparente, che ha a che fare con ragazzi che provengono da esperienze orribili'. 'Quando si verificano fatti anche lievi - ha proseguito l'avvocato -, dopo meno di mezz'ora tutta la Comunita' ne viene a conoscenza e fino ad oggi non erano mai emersi fatti di questo genere'.
Il legale ha affermato che 'possono essere varie le ipotesi che si possono fare sul perche' siano state rivolte certe accuse'. 'Li riteniamo frutto di cattiveria spinta - ha detto - ma non sappiamo bene da cosa. Forse una ritorsione o una vendetta. Alcuni di quei ragazzi erano stati denunciati per furto all'interno della Comunita' ed erano stati allontanati'. 'Non c'e' stato il deposito degli atti - ha concluso Frezza -e fin quando non li leggeremo non possiamo dire di piu''. Sarebbero quattro o cinque i ragazzi che accusano Don Gelmini, tutti italiani.

"Noi abbiamo grande rispetto per la magistratura, ma a pelle diciamo che Don Gelmini e' un santo: chiediamo alla stampa di non ucciderlo da innocente". Lo afferma Maria Burani Procaccini, responsabile nazionale famiglie e minori di Forza Italia.
"Non vogliamo mettere freni alla Magistratura - spiega - e men che meno nel perseguire reati cosi odiosi, ma crediamo in Don Pierino e confidiamo che egli, avendo 82 anni, non diventi l'ennesimo martire dell' ennesimo errore giudiziario".

"E' indegna la congiura mediatica contro don Pierino Gelmini". Cosi' il senatore Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie.
"La stampa italiana persegue una crociata volta a trasformare gli eroi positivi della lotta alla droga in mostri- prosegue Rotondi- sullo sfondo resta un progetto di scristianizzazione del Paese". Per il senatore la questione e' chiara: "Tutti sanno due cose: i drogati farneticano e se la prendono con chi li cura.
Condizione per recuperare un drogato- spiega- e' ignorare le sue farneticazioni, restargli vicino e non diventarne complici".
Oggi, conclude Rotondi, "i complici dei mercanti di morte sono quelli che puntano le loro penne nel costato di don Gelmini".

"Capita raramente, ma a volte capita e, lungo il percorso della nostra vita incontriamo persone che riescono con la sola forza della loro testimonianza a dare un senso a tutto, anche al dolore. Chi conosce don Pierino Gelmini sa che egli e' uno di quei rari incontri". Luca Bellotti, deputato di Alleanza nazionale, esprime cosi' la sua solidarieta' al sacerdote di Amelia.
"La vita di don Pierino- afferma Bellotti- e' stata ed e' totalmente dedicata al prossimo". Con la sua forza, spiega il deputato di An, "e' riuscito a recuperare migliaia di vite altrimenti stroncate dal 'cancro' della droga, ha recuperato dignita' all'esistenza di molti giovani, ha supportato e ridato speranza a molte famiglie affrante per la perdita di un figlio".
Don Gelmini, prosegue Bellotti, "parlando dalle Comunita' Incontro di tutto il mondo ha invitato i suoi ragazzi, e noi con loro, ad alzarci dal torpore di un'esistenza egoista e a puntare in alto". Sono certo, conclude il deputato di Alleanza nazionale, "che le indagini renderanno giustizia alla bonta' dell'azione e della missione umana e cristiana don Pierino Gelmini".

"Non sono un magistrato, e quindi non entro nel merito dell'indagine. Invito solo le persone a non assolvere una persona indagata per reati cosi' gravi solo perche' e' un sacerdote". E' l'appello di Vladimir Luxuria, deputato di Rifondazione Comunista. Al fondatore della Comunita' Incontro cominciano a giungere attestati di stima e di solidarieta' da diversi esponenti politici, ma Luxuria tiene a sottolineare che "il problema delle violenze sessuali e' molto grave, e devo dire che quando coinvolge chi riveste un ruolo di guida spirituale e' ancora piu' grave, perche' il sacerdote incute soggezione e alcune persone possono esserne piu' facilmente vittime. Il mio invito - conclude Luxuria - e' di non fare assoluzioni preventive".

"Quello che è accaduto a Muccioli 15 anni fa si ripete oggi per don Gelmini. Se ci sono denunce, la magistratura indaghi con rigore; ma lo faccia presto: don Gelmini è una delle persone più amate e stimate nel mondo per ciò che di straordinario ha fatto in mezzo secolo. Ha diritto più di chiunque altro che si diradi ogni ombra". Lo afferma, in una nota, il senatore di An Alfredo Mantovano.
"La cura e il recupero dei tossicodipendenti - ricorda - sono costellati da drammi quotidiani, da insuccessi superiori ai successi, da risentimenti in chi sembra essere riuscito a venire fuori dal tunnel e poi ripiomba".
"Chi impegna ogni sua energia in questa guerra continua come chiunque va in guerra - conclude Mantovano - rischia in prima persona".

'In Italia e in ogni parte del mondo, centinaia di migliaia di ragazzi e di famiglie ritrovano la vita e il sorriso grazie all'opera infaticabile di don Pierino Gelmini. Sono prive di senso le accuse infondate a chi, operando con generosita' nel mondo dell'emarginazione e della droga, si confronta ogni giorno con vite fitte di reati e rancori verso la societa''. Lo dice il parlamentare di An Maurizio Gasparri.
'La solidarieta' e la devozione nei confronti di uno dei pochi eroi civili del nostro tempo - sottolinea - e' convinta e totale. Come la pena nei confronti di chi, invece di mostrare gratitudine a chi apre a chiunque la sua casa, avanza accuse false che la magistratura e l'informazione dovrebbero valutare per quel che sono, cioe' nulla, conoscendo don Gelmini e la sua grandiosa opera. Avanti con don Pierino contro la droga e le menzogne che genera'.

Nella diocesi di Terni c' e' 'sorpresa e incredulita'' per la vicenda riguardante don Pierino Gelmini e 'fiducia nell' opera della magistratura'.
Il vescovo, mons. Vincenzo Paglia, per motivi pastorali non e' a Terni e l' unico commento dall' ufficio stampa diocesano e' stato che 'nessuno aveva mai avuto sentore di un fatto di questo tipo' con 'l' augurio che sia smentito nel corso dell' indagine. Per ora - e' stato detto - si puo' solo dire che si ha fiducia nell' opera della magistratura'.

"L'esistenza di Don Gelmini e' da sempre dedicata alla cristallina sequela di Cristo. Solo un giornalismo d'accatto puo' tentare di infangare la storia e le opere di un uomo che ha fatto della generosita' e del servizio la propria regola di vita". Lo afferma il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte'.
"Sembrerebbe che siano ancora in corso- spiega l'esponente centrista- le indagini per verificare l'attendibilita' dei denuncianti e gia' La Stampa si lancia in processi mediatici: i cinque ragazzi sarebbero stati allontanati dalla Comunita' Incontro ben piu' di un anno fa, perche' non seguivano il programma di recupero e perche' scoperti a compiere furti".
Alcuni di essi, prosegue Volonte' "sarebbero in carcere per reati connessi alla tossicodipendenza. E' facile immaginare gli improperi e le minacce che tali specchiati e immacolati personaggi abbiano rivolto alla Comunita' Incontro e a Don Gelmini nel momento in cui furono allontanati". Volonte' suggerisce al ministro della Giustizia Clemente Mastella di intervenire "con i suoi ispettori per capire cosa sta accadendo alla procura di Terni, fino a poco tempo fa impegnata in un'indagine sugli intrecci tra massoneria, partiti e imprenditori, di cui stranamente non si sa piu' nulla: e' bene che al piu' presto si torni a far parlare la verita' e non il furore anticattolico".

"Grazie a Don Gelmini, tanti giovani hanno un futuro. Basta questo per rendere omaggio a un uomo d'azione, un prete di confine, un angelo tra i diseredati".
Cosi' Massimo Polledri, senatore della Lega Nord, sull'iscrizione nel registro degli indagati di Don Pierino Gelmini. "Ne uscira' a testa alta, ne' uscira' grazie anche all'aiuto dei tanti giovani, ragazzi e ragazze, ma anche donne e uomini che sono usciti dal tunnel della disperazione. Forza Don Pierino rispondi con il rosario e l'energia che ci dai e hai sempre dato. Tanti uomini politici e industriali sanno che devono a lui tanto, tantissimo. Verso Don Gelmini e' stato fatta un'azione che non sta in piedi".

"Mi auguro vivamente che non si apra un clima negativo, di aggressione o di vero e proprio linciaggio mediatico nei confronti di don Pierino Gelmini. Sarebbe gravissimo". E' quanto auspica il presidente della commissione Attivita' produttive della Camera, Daniele Capezzone.
"Troppe volte, in Italia, persone innocenti sono state infangate. La triste storia della giustizia italiana e' piena di casi di lesione grave, profonda, dell'immagine. Non aggiungiamo un altro caso - conclude Capezzone - a questo drammatico elenco".

"La calunnia, l'insulto, l'offesa gratuita fanno parte del destino naturale dei discepoli di Cristo. Questo in ogni epoca storica e in ogni paese ed oggi anche in Italia.
Sono sicuro che don Pierino Gelmini vive l'umiliazione di queste accuse come un completamento quasi necessario di una vita di carita' e di fede". E' quanto afferma il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione.
"Fermo restando il rispetto per l'azione dei giudici e la fiducia nella magistratura- prosegue il leader dei cristiano democratici-, e' necessario denunciare politicamente con sdegno e forza l'attacco che si rivolge contro la Chiesa italiana colpevole di non piegarsi ai poteri del momento e di testimoniare con semplicita' di cuore la propria fede". Secondo Buttiglione, "c'e' qualcosa che lega tra di loro questo ulteriore tentativo di delegittimazione con le minacce contro monsignor Angelo Bagnasco, le scritte sui muri, i tentativi di emarginazione dei cristiani nella vita pubblica e anche gli ammonimenti piu' o meno minacciosi che qualche potente della politica rivolge alla Chiesa invitandola senza mezzi termini a sottoporsi al suo patronato".

'Don Pierino Gelmini ha dedicato la sua intera vita ai deboli e ai bisognosi ed e' stato ripagato con la calunnia. E' un mondo cinico quello in cui viviamo, dove chi ha ricevuto comprensione ed aiuto da don Pierino lo ripaga con la menzogna'. Lo afferma Mario Baccini, senatore dell'Udc e vicepresidente dell'assemblea di Palazzo Madama.
'Sono vicino a don Pierino, conosco il difficile e duro lavoro che compie nella sua comunita' e che si voglia infangarlo puo' anche non sorprendere. Confido - conclude Baccini - che la magistratura sappia rapidamente ristabilire la verita''.

 "E' un fulmine al ciel sereno! Provo rammarico e dispiacere per le accuse che sono state mosse a don Gelmini: e' difficile, tra l'altro, esprimere un parere senza conoscere gli atti e le carte processuali". Don Fortunato di Noto, presidente dell'associazione Meter che si occupa di combattere la pedopornografia, stenta a credere alle accuse di molestie sessuali mosse a don Pierino Gelmini.
"Spero che la magistratura - prosegue don Fortunato - faccia al piu' presto chiarezza su questa delicata situazione anche perch' non vorrei che si colpisse, come in passato, la Chiesa; la cosa piu' strana e' che tutti quelli che fanno del bene vengono colpiti indiscriminatamente. Spero che la stampa, senza dati oggettivi, non ingigantisca troppo la vicenza, immagino anche la costernazione di migliaia di famiglie che hanno portato i loro ragazzi da don Gelmini. E poi penso - chiude cosi' Don Fortunato di Noto - che i due ragazzi maggiorenni che hanno sporto la denuncia, se veramente hanno subito degli absusi, potevano con grande naturalezza e forza opporsi ad un persona di 80 anni".

A don Gelmini avrebbero detto 'te la faremo pagare' i due giovani che ora lo accusano di abusi sessuali: e' quanto ha riferito un collaboratore di don Pierino stamani a Mulino Silla di Amelia nella casa madre della Comunita' incontro.
'Erano venuti qui - ha ricordato, chiedendo di non essere citato - per scontare una condanna alternativa al carcere e durante la loro permanenza a Mulino Silla avevano anche tentato di rapinare don Gelmini nel suo appartamento'.
'Poi - ha ricordato ancora il collaboratore del sacerdote - hanno compiuto un furto nella casa di una delle segretarie e per questo furono denunciati dai carabinieri'.
'E' in quella occasione - ha riferito l'uomo - che a don Gelmini dissero 'te la faremo pagare''.

L'ipotesi di accusa di abusi sessuali che vede indagato a Terni don Pierino Gelmini e' "assurda"; anzi, una "diffamazione", una "trappola" studiata per un personaggio scomodo che lotta contro poteri forti. Don Vitaliano della Sala, il prete campano no-global testimonia attraverso l'Agi la sua solidarieta' al fondatore della comunita' Incontri. "Siamo su posizioni diametralmente opposte su molti temi quali la droga, e ce lo siamo anche detti in qualche trasmissione televisiva - dice - ma lo ammiro. E' una persona coerente che ha sempre lottato con mete precise. Non vorrei che la mia difesa di don Gelmini fosse scambiata per una difesa corporativa. Per me la Chiesa ha un problema serio su come il clero vive la propria sessualita'. Questo pero' non c'entra con don Gelmini, cui va la mia solidarieta'. Piu' che l'inchiesta, perche' accuse e vendette del genere sono da mettere in conto quando lavori come lavora, mi preoccupa il fatto l'enfasi mediatica. Sembra una trappola che scatta per chi lotta contro poteri forti, quasi a dire intanto ti diffamo, poi ti devi difendere. Quanto alla magistratura, non ha scelta, deve fare indagini".

Piena condivisione e vicinanza a Don Pierino Gelmini viene espressa da don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera e del gruppo Abele.
'La mia prima reazione - afferma Don Ciotti - e' un istintivo sentimento di condivisione, attenzione e vicinanza per tutte le persone coinvolte, sia per le vittime che per don Pierino Gelmini'.
'C'e' una grave situazione - aggiunge - che testimonia un enorme sofferenza. Sofferenza di Don Pierino, che conosco da anni e di cui ho avuto modo di apprezzare l'impegno, le doti, la generosita', pur a volte con vedute e impostazioni profondamente diverse'.
Il presidente del gruppo Abele ricorda inoltre 'la sofferenza delle persone che hanno denunciato gli abusi sessuali, le cui parole devono essere ascoltate nella pura e disinteressata ricerca della verita''.
'Mi conforta - dice don Ciotti - in questa vicenda, la fiducia nella Magistratura, che quasi sempre ha saputo dipanare matasse anche molto intricate, e che puo' essere aiutata solo da un rispettoso silenzio. E da una altrettanto doverosa sospensione di giudizio'.
Don Luigi Ciotti vuole sottolineare che 'mai come in questo caso il commento sbrigativo e la sintesi inopportuna contribuiscono solo a diffondere il pettegolezzo e la maldicenza, dilatando la confusione. L'esatto opposto di un atteggiamento equilibrato, rispettoso e responsabile'.

Giorgia Meloni
, vicepresidente della Camera e presidente nazionale di Azione giovani, e Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria, esprimono "piena solidarietà a Don Gelmini e a tutti gli ospiti dei 287 centri della Comunità Incontro perché sono loro le vere vittime di questa vergognosa diffamazione".
"Le accuse - spiegano - nuoceranno alle migliaia di giovani che vedono in Don Gelmini un punto di riferimento, per poter uscire dal dramma della tossicodipendenza, giovando invece a spacciatori, opinionisti e tutti coloro che in lui vedono un nemico perché ha dimostrato che la droga si può sconfiggere. Don Pierino è un'ancora di salvezza nel mare in tempesta dei drammi quotidiani, è la speranza di un mondo migliore, è l'esempio della forza del bene che può vincere il male. Non permetteremo a nessuno di strumentalizzare queste offese per distruggere la speranza nelle nuove generazioni. Ci mettiamo sin da ora a completa disposizione della Comunità Incontro, così come abbiamo fatto per Muccioli, altro grande esempio di eroe moderno.
Chiediamo grande attenzione e celerità alla magistratura, così come chiediamo al mondo dell'informazione il massimo rispetto nel trattare questo caso, perché di mezzo non c'è solo un piccolo grande uomo, ma tanti uomini e donne che hanno legato la loro vita a Don Pierino".

'Fermo restando il dovuto rispetto nei confronti dell'azione inquirente, riguardo alla quale si conosce ancora ben poco, e' legittimo dubitare sulla fondatezza di un veemente attacco concentrico che potrebbe rivelarsi fatale per la tenuta emotiva delle migliaia di giovani che affollano le comunita' del sacerdote'. E' quanto afferma il presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, circa la vicenda di Don Pierino Gelmini.
'Conosco don Pierino - ha aggiunto - e la sua opera in Aspromonte, che ha sfidato in loco gli interessi della criminalita' stabilendo nei piani di Zervo', noti al mondo come crocevia del traffico dei sequestri di persona, un insediamento di recupero di giovani destinati a morte certa. Per tale ragione e' davvero difficile digerire la sola idea che un uomo cosi' coraggioso possa avere procurato del male alle stesse persone che ha sostanzialmente rimesso al mondo'.
'Esprimo - ha concluso Marziale - solidarieta' a don Gelmini, fiducia nella magistratura, nella speranza che i media trattino il caso con la dovuta accortezza'.

"Piena solidarieta' e sostegno a don Pierino Gelmini e alla 'comunita' Incontro', la cui opera di recupero e reinserimento nella vita sociale dei tossicodipendenti e' affermata e conosciuta in tutto il mondo.
Speriamo solo che dietro questo calunnioso attacco non ci sia un disegno ben preciso del centrosinistra per favorire la politica della riduzione del danno". Lo afferma in una nota il capogruppo di FI al Parlamento europeo, Antonio Tajani.

"L'unico commento che ci sentiamo di esprimere, a nome di tutti i ragazzi di San Patrignano, e' di profondo rispetto, vicinanza, incoraggiamento e solidarieta' ai ragazzi della Comunita' 'Incontro', alle loro famiglie, ai volontari e, personalmente, a don Pierino Gelmini". E' quanto affermano Andrea Muccioli e tutti ragazzi di San Patrignano in una nota. "La sua opera- concludono- ha consentito a migliaia di ragazzi e famiglie di uscire dall'incubo della tossicodipendenza e tornare a una nuova vita".

"Forza Italia esprime solidarieta' e vicinanza a don Pierino Gelmini, vittima di odiose calunnie che presto si riveleranno per quelle che sono". Lo ha dichiarato Francesco Giro, deputato di Forza Italia e responsabile dei rapporti con il mondo cattolico.
"Il mondo della tossicodipendenza - ha proseguito - e', per definizione, un mondo difficile e dolorosissimo, abitato da donne e da uomini bisognevoli di aiuto, quel sostegno che don Gelmini non ha mai fatto mancare loro, ma, come gia' sta emergendo in questa vicenda, chi fa del bene deve essere sempre pronto anche a ricevere, come contropartita, del male".
"Ma don Gelmini - ha concluso - questo lo sa bene perche', con la sua opera cosi difficile e', come tutti i cristiani cercano di essere nella loro vita, testimone della sofferenza di Cristo. Per questo gli siamo grati e per questo lo consideriamo innanzitutto il sacerdote della sofferenza."

'Piena solidarieta'' al fondatore della Comunita' Incontro di Amelia, Don Pierino Gelmini, e' stata espressa dal consigliere regionale di An Andrea Lignani Marchesani che definisce il sacerdote 'oggetto di un'accusa infame gia' altre volte innescata nei confronti della Chiesa cattolica al fine di infangare non solo personalita' al di sopra di ogni sospetto che con la loro attivita' hanno salvato centinaia di vite umane, ma anche una istituzione che in migliaia di anni ha consentito uno sviluppo armonico della societa''.
'Colpendo lui si ottengono contemporaneamente due risultati - afferma l'esponente di An - si mette in discussione la comunita' di recupero come istituzione cardine della lotta alla droga e si intende screditare la Chiesa cattolica che oggi rappresenta uno dei pochi baluardi contro la cultura del relativismo morale e dello sballo'.
'Siamo fiduciosi - ha aggiunto Lignani Marchesani - che Don Pierino vincera' anche questa battaglia e gli confermiamo la nostra immutata fiducia, esprimendogli piena solidarieta'.

'Se fossero vere le accuse, peraltro molto circostanziate e credibili, il caso don Gelmini sarebbe un caso Mele alla diecimila'. Lo afferma il deputato di Sinistra Democratica Franco Grillini che, pur invocando la presunzione di innocenza fino a prova contraria e augurandosi la non colpevolezza dell'indagato, si dice insospettito 'dagli altola' innocentisti della destra: o hanno la coda di paglia su questi temi, o hanno prove che i magistrati non hanno'.
Il deputato, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa a Bologna, ha commentato la richiesta di ispezione alla Procura di Terni da parte del capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte', invitando l'opposizione a 'lasciare la magistratura libera di fare il suo lavoro: se don Gelmini e' innocente, tutti saremo lieti, io per primo. Ma se e' colpevole, e' giusto che paghi'.
'A fronte del presunto bene che don Gelmini ha fatto - conclude Grillini - si puo' ragionare anche sul presunto male delle politiche proibizioniste. Quante vite costa il proibizionismo? Quanti ragazzi si sono suicidati perche' arrestati per aver fumato uno spinello?'.

'Affettuosa solidarieta' all'amico Don Pierino Gelmini per le deliranti accuse mosse nei suoi confronti e il linciaggio mediatico a cui e' sottoposto'. Lo dice in una nota il parlamentare dell'Udc Carlo Giovanardi.

"Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Don Gelmini il cui prezioso operato, a sostegno di tanti ragazzi emarginati, rischia oggi di essere offuscato da una vera e propria gogna mediatica. Don Pierino ha votato la sua vita alla solidarietà verso il prossimo ed è quanto meno doveroso che oggi la società lo ricambi con un gesto solidale rinunciando a ogni linciaggio mediatico e assicurandogli invece un doveroso sostegno in un momento difficile della sua vita". Lo dichiara Barbara Saltamartini, coordinatrice nazionale del dipartimento Pari Opportunità di An e membro dell'esecutivo nazionale del Partito.

'E' auspicabile che la Procura di Terni faccia chiarezza il piu' presto possibile sull'inchiesta inerente Don Gelmini, al fine di evitare un'ingiusta gogna mediatica ad un sacerdote che ha speso la sua vita al servizio dei piu' deboli e di tutte le persone alle prese con problemi di tossicodipendenza'. Lo afferma il deputato Antonio Martusciello, componente della Consulta del presidente di Forza Italia.
'Il generoso impegno profuso da Don Gelmini negli ultimi 44 anni ha permesso ad oltre 300 mila persone di trovare una valida alternativa al tunnel della droga, venendo ospitate presso le Comunita' Incontro presenti in Italia e all'estero. Proprio a fronte di questa opera incommensurabile e' opportuno che si sgombri il campo da qualsiasi accusa ed illazione in tempi rapidi, al fine di evitare che possa essere messa in discussione la figura di Don Gelmini ed il punto di riferimento che egli rappresenta da decenni per tutti i giovani ed i loro familiari che sono riusciti a sottrarsi all'incubo della droga', evidenzia ancora Martusciello.

Dopo la notizia dell'avvio di un'indagine, condotta dalla magistratura di Terni, che vede coinvolto don Pierino Gelmini fondatore della "Comunita' Incontro", il presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, monsignor Mauro Inzoli, manifesta la sua solidarieta' e vicinanza al religioso. "A nome di tutta la Rete Banco Alimentare -dichiara Inzoli- ci sentiamo addolorati ma certi della vittoria del bene. Con immutata stima, vogliamo condividere questa prova fino alla fine, sicuri che nulla va perduto."

Si augura che non si verifichi alcuna 'speculazione mediatica' sulla 'triste vicenda' che ha coinvolto Don Gelmini, al quale rinnova 'solidarieta' e vicinanza'. Interviene cosi' Renzo Lusetti (Dl) che definisce il fondatore della Comunita' Incontro 'uomo di grande valore'.
'Don Gelimini -dice- ha dedicato la sua vita alla lotta alla droga, recuperando alla vita migliaia di giovani tossicodipendenti. La sua coraggiosa ed instancabile opera a fianco dei piu' deboli merita grande ammirazione e rispetto, percio' mi auguro che non si verifichi nessuna speculazione mediatica su questa triste vicenda sulla quale la magistratura deve poter svolgere serenamente il proprio lavoro'.
'A Don Gelmini -conclude Lusetti- e alla sua comunita' va il mio sostegno e l'incoraggiamento a continuare nella loro opera, anche in un momento cosi' delicato e doloroso'.

"Grillini oltre ad aver perso un'altra occasione per non dire sciocchezze ha perso anche ogni senso del pudore e non conoscendo ne' Don Gelmini ne' la sua opera continua vacuamente a pontificare". Lo ha dichiarato Maurizio Ronconi, vicepresidente del gruppo parlamentare Udc.
"Ormai - ha aggiunto - preso dalla sua ossessione e' incapace perfino di ogni senso critico oltre che chiaramente ridicolo. Da parte dell'Udc che ben conosce Don Gelmini e tutto quello che fa - ha concluso Ronconi - solidarieta' vera e un riconfermato senso di amicizia e riconoscenza".

"Io ho conosciuto Don Pierino come unica speranza per alcuni ragazzi, e nemmeno pochi a giudicare dalle affollatissime riunioni familiari (migliaia e migliaia di genitori, uomini, donne, bambini) o riunioni di preghiera alle quali ho personalmente partecipato con la mia famiglia". Lo ha dichiarato Mauro Cutrufo, capogruppo della Dc per le autonomie al Senato.
"Faccio parte della confraternita - ha aggiunto - e sono stupito ed indignato di queste infamanti accuse dalle quali pero' Don Pierino, con la sua forza straordinaria nonostante gli 83 anni sapra' difendersi, circondato dalla sua confraternita fatta di anziani e giovani allo stesso modo e - ha concluso Cutrufo - dalle migliaia di persone pronte a testimoniare del grande miracolo ricevuto da questo piccolo grande uomo".

Non c'e' dubbio che la notizia di presunte molestie sessuali di cui e' accusato don Piero Gelmini, fondatore della Comunita' Incontro, susciti 'enorme clamore'.
Ad affermalo e' Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay.
Piu' volte, ricorda, don Gelmini ha manifestato opinioni 'clericali e retrive di stampo omofobico. Se le notizie fossero sostanziate da prove, ci troveremmo semplicemente di fronte ad un ennesimo caso di reazionario cattolico che, per coprire le proprie inclinazioni, pubblicamente si e' scagliato per anni contro le sue stesse paure'.
Adesso e' necessario accertare i fatti, sottolinea, anche se 'dobbiamo dire che, fatto salvo il diritto di ognuno ad avere un giusto ed equo processo, cose del genere non sono nuove ed eccezionali'. Il riferimento e' agli episodi di molestie e violenza sessuali denunciate negli ultimi anni nelle comunita' religiose di assistenza.
'Per questo - dice - a differenza dei politici italiani che o attaccano a testa bassa gli inquirenti o stanno zitti per convenienza, vogliamo ricordare che il tema dei soprusi sessuali di cui si macchiano i sacerdoti cattolici dovrebbe essere trattato con serieta''.

'Vorrei esprimere tutta la mia solidarieta' a don Gelmini dal momento che sono certo che si tratti di una questione infondata'. E' quanto afferma il deputato di An, Edmondo Cirielli, in una nota.
'Ritengo che sia infondata - prosegue il parlamentare - per come lo conosco e per quello che ha fatto in tutta la sua vita'.

"Don Gelmini e' una persona pura al di sopra di ogni sospetto". E' quanto dice il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro commentando l'inscrizione nel registro degl indagati del prete per abusi sessuali.
"Riconfermo tutto il mio affetto e la mia solidarieta' a don Pierino Gelmini -ha detto ancora Cuffaro- a lui la mia vicinanza di politico e di cristiano. Conosco bene sia l'uomo sia il sacerdote. So quanto radicati siano in lui alcuni valori e sono testimone di quanto bene abbia fatto, di quanti ragazzi, anche in Sicilia, abbia tirato fuori dal dramma della droga e dell'emarginazione". E conclude: "Ribadisco l'assoluta purezza d'animo e d'azione di don Gelmini e grido a gran voce che e' una persona al di sopra di ogni sospetto. Mi dispiace che ci sia qualcuno che tenti di infangare una persona cosi' straordinariamente limpida e innocente".

"Pieno sostegno a Don Gelmini ed alla sua inesauribile opera che consente, ogni giorno, di aiutare molti giovani che hanno intrapreso, accompagnati da lui, un lungo percorso di lotta per uscire dal mondo oscuro della tossicodipendenza". Lo hanno dichiarato, in una nota congiunta, Gian Luca Bianchi, Piero Cavallo, Luciano Cavaliere e Andrea Volpi, dirigenti nazionali di Azione Giovani ed Azione Universitaria, i movimenti giovanili legati ad Alleanza Nazionale.
"Questa diffamazione - hanno proseguito - sembra frutto di rancori e auspichiamo sia adeguatamente trattata dalla stampa, perche' chi lo conosce non puo' che ritenere Don Gelmini lontano anni luce dai gesti per i quali e' stato accusato. La diffamazione non puo' cancellare i molti risultati positivi di chi riesce a sconfiggere realmente la droga e le sue tentazioni, ne' colpire l'efficace sistema delle comunita' di recupero. Infatti, l'opera di queste comunita' e' fondamentale per favorire il reintegro sociale dei tossicodipendenti.
D'altronde molti giovani finiscono per drogarsi a causa di disadattamento, solitudine, emarginazione sociale, mancanza di lavoro".
"E queste strutture - hanno concluso i dirigenti della Destra giovanile - aiutano ad uscire dal mondo della tossicodipendenza perche' consentono di superare il disagio generato da queste criticita' individuali. Insomma,comunita' come quella di Don Gelmini, cui va tutta la nostra solidarieta', aiutano i giovani ad allontanarsi dalla morsa delle organizzazioni criminali che guadagnano illegalmente attraverso lo spaccio di droga, incuranti dei danni che creano sulle persone".

"Piena solidarieta' per Don Gelmini vittima di una attacco meditico senza paragoni". Cosi' Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia al Consiglio Regionale della Lombardia, commenta le notizie riportate sui media relative all'indagine condotta a Terni sul religioso. "Questa mattina leggendo i giornali sono rimasto sconcertato -dichiara Boscagli- vedendo come una persona, che da anni combatte in prima linea contro la droga, venga pubblicamente messo alla berlina".
"La comunita' Incontro, fondata 44 anni fa-ricorda Boscagli- e' uno degli esempi piu' positivi del nostro paese, una comunita' che ha aiutato piu' di 300 mila persone in tutte gli angoli d'Italia e del mondo. Ora spero che la magistratura faccia al piu' presto chiarezza, restituendo a Don Gelmini la sua dignita' e ai ragazzi della comunita' la sua preziosa opera'.

Il consigliere regionale di Alleanza nazionale, Alfredo De Sio 'anche a nome del partito umbro', esprime 'sconcerto per le assurde accuse avanzate nei confronti di Don Pierino Gelmini' e manifesta la 'solidarieta' al fondatore della Comunita' Incontro, confidando che l'accertamento tempestivo della verita' da parte degli inquirenti cancelli al piu' presto il fango che si sta tentando di gettare su chi ha dedicato la propria vita ad aiutare migliaia di giovani ad uscire dal tunnel della droga'.
L'esponente di An sottolinea che 'non si tratta di esprimere una fiducia aprioristica, perche' la storia di Don Pierino parla da sola ed e' la storia di chi, in tanti anni, ha dimostrato come la forza dell'amore per il prossimo sia in grado di generare una nuova voglia di vivere, sconfiggendo la cultura della morte che scaturisce dall'uso della droga'. 'Per questi motivi - conclude De Sio - dietro questa infame accusa non possiamo non cogliere il tentativo di inficiare l'autorevolezza e la legittimita' del lavoro che le 'Comunita' Incontro' fondate da Don Pierino Gelmini svolgono da anni in Italia e nel mondo, per il recupero di tutti coloro che sono vittime della tossicodipendenza'.

'C'e' da chiedersi perche' certe denunce raggiungano personaggi dello spessore di don Pierino Gelmini soltanto quando questi vivono un'eta' in cui dovrebbero, invece, raccogliere i frutti del loro vissuto in favore dei piu' deboli'. E' la riflessione del sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, secondo il quale: 'Fermo restando il dovuto rispetto nei confronti dell'azione inquirente, riguardo alla quale si conosce ancora ben poco, e' legittimo dubitare sulla fondatezza di un veemente attacco concentrico che potrebbe rivelarsi fatale per la tenuta emotiva delle migliaia di giovani che affollano le comunita' del sacerdote sparse in tutto il mondo'. Marziale continua: 'Conosco don Pierino e la sua opera in Aspromonte, che ha sfidato in loco gli interessi della criminalita' stabilendo nei piani di Zervo', noti al mondo come crocevia del traffico dei sequestri di persona, un insediamento di recupero di giovani destinati a morte certa. Per tale ragione - sottolinea il sociologo - e' davvero difficile digerire la sola idea che un uomo cosi' coraggioso possa avere procurato del male alle stesse persone che ha sostanzialmente rimesso al mondo'. Il presidente dell'Osservatorio conclude esprimendo: 'Solidarieta' a don Gelmini, fiducia nella magistratura, nella speranza che i media trattino il caso con la dovuta accortezza'.

"Prima di avventurarsi in giudizi sommari, e' opportuno conoscere bene i fatti che vengono contestati.
La moralita' e' una cosa seria, ben diversa dal moralismo". Lo dichiara Nello Formisano, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Madama.

'Queste notizie, questo attacco alle comunita' terapeutiche, queste strumentalizzazioni, non possono mettere in discussione l'operato di don Gelmini da quarant'anni a questa parte. Oltre centosessanta sedi aperte in Italia e settantaquattro all'estero costituiscono un 'curriculum' difficilmente scalfibile. Gli attacchi mediatici che sta subendo in queste ore non trovano giustificazioni plausibili. Chi si e' sempre battuto per la vita merita riconoscenza, non calunnie. E noi non accettiamo che si vada oltre. Mi auguro di cuore che la magistratura possa, quanto prima, far luce sulle vicende che lo riguardano. A nome mio e del gruppo regionale che rappresento, dico a Don Gelmini di non mollare in questo momento'. E' quanto dichiarano, in una nota, i consiglieri Francesco Lollobrigida, rappresentante di An in commissione Politiche sociali, e Pietro Di Paolo, consigliere di An alla Regione Lazio.
Un ordine del giorno di solidarieta' nei confronti del sacerdote, a firma del gruppo verra' presentato oggi in apertura di Consiglio.

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