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22/06/2007 Arrivano controlli antidroga per molte categorie di lavoratori (www.aduc.it)

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Test antidroga obbligatori per una lunga lista di lavoratori: la norma potrebbe essere varata prima di agosto dalla Conferenza Stato-Regioni ed e' contenuta nella bozza di intesa voluta dal ministro della Salute Livia Turco subito dopo la tragedia di Vercelli, dove morirono due bambini che viaggiavano su un bus guidato da un autista che aveva fumato uno spinello. Cosi', dall'autista di taxi al pilota, dal controllore di volo a quello addetto al traffico dei treni, il controllo antidroga potrebbe presto diventare operativo. A realizzare i controlli saranno i Sert che hanno giudicato 'buona' la notizia dell'arrivo della nuova normativa che ha gia' avuto un primo si' da parte degli assessori alla Salute. Per il presidente di Federserd (federazione dei Sert), Alfio Lucchini, quelle interessate dal provvedimento, sono 'categorie importanti per la sicurezza dei cittadini' e il ruolo dei Sert che si delinea 'e' un giusto ruolo tecnico, che attiene alla consolidata professionalita' del personale, all'interno delle competenze sanitarie complessive delle aziende sanitarie'. Per Riccardo De Facci, responsabile tossicodipendenze del Coordinamento nazionale delle comunita' di accoglienza (Cnca), 'in una logica di sicurezza pubblica, gli strumenti di controllo, come gli etilometri, vanno potenziati. Ma il rischio che si corre e' di ridurre il tema al solo controllo, trascurando l'aspetto fondamentale della prevenzione'.
I lavoratori coinvolti sono quelli che svolgono mansioni particolarmente rischiose per la sicurezza propria e di altri, come tutte le attivita' di trasporto, chi lavora nell'impiego di gas tossici, con i fuochi di artificio o gli esplosivi.
In caso di esito positivo del test il lavoratore, che sara' avvisato tre giorni prima del controllo, non perdera' il posto di lavoro ma, se sara' accertata la tossicodipendenza, potra' essere spostato ad altre mansioni. Il testo e' stato gia' inviato al ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e dovra' ora passare all'esame della Conferenza Stato Regioni. Il provvedimento di fatto applica questo prevedeva gia' la normativa Iervolino Vassalli, cioe' la nascita di una norma da emanare di concerto da parte del ministero della Salute e del Lavoro e delle Politiche Sociali con l'indicazione delle mansioni a rischio e le modalita' dei controlli. Se il lavoratore non si dovesse presentare verra' invitato entro 10 giorni ad un nuovo controllo. Nel caso in cui il lavoratore non si presenti nuovamente e in assenza di un giustificato motivo il datore di lavoro sara' tenuto a sospenderlo dalle mansioni comprese nell'elenco stilato nella bozza, mansioni che per loro natura sono rischiose e che se svolte in condizioni mentali e fisiche alterate possono mettere in pericolo non solo la salute dello stesso lavoratore ma anche di altre persone. Gli accertamenti riguarderanno anche tutti i lavoratori previsti nell'elenco delle categorie coinvolti in un infortunio sul lavoro che ha causato una lesione con prognosi superiore ai 20 giorni e anche in tutti i casi in con il medico competente lo ritenga necessario. Sempre i Sert potranno attestare successivamente l'avvenuto recupero del lavoratore che potra' tornare alla sua mansione anche se potra' subire nuovi e ripetuti controlli. Le procedute diagnostiche e medico legali dovranno essere indicate da un accordo successivo. Nel caso in cui il test dovesse risultare positivo il lavoratore potra' chiedere entro 10 giorni la ripetizione dell'esame. Norme speciali vengono indicate per i controlli per il personale delle forze armate e di polizia e del corpo nazionale dei vigili del fuoco cosi' come per il personale marittimo.

Sulla questione dei test antidroga ad alcune categorie di lavoratori, proposta dal ministro Turco, 'prima degli annunci bisogna fare delle cose serie' per 'evitare di avere dei test che non siano validi'. Lo ha detto il ministro per la Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, a margine dell'Assemblea annuale dell'Anci in corso a Bari.
Per Ferrero, infatti, 'e' noto a tutti che la cocaina va via dalle urine entro dodici ore mentre la cannabis ci mette un mese, quindi bisogna evitare di avere dei test che non siano validi dal punto di vista dello stato effettivo di alterazione.
Ma che uno non debba poter guidare l'autobus con gente sopra quando non si e' nelle condizioni di farlo mi sembra normale'.
'Tutte queste cose vanno viste - ha concluso - e mal si prestano ad annunci scoop prima che si risolvano problemi del come si fa esattamente'.

"Il ministro della Salute, Livia Turco, venga in Commissione Sanita' al Senato a riferire sull'iniziativa dei test obbligatori anti-droga per i conducenti di autobus, taxi, treni e per altri lavoratori come i piloti e i controllori di volo". Lo chiede il senatore di An, Cesare Cursi, vicepresidente della Commissione Sanita' di palazzo Madama, con una lettera inviata al presidente dell'organismo parlamentare, Ignazio Marino.
"Sarebbe quanto mai opportuno - scrive Cursi - che il Parlamento venga informato direttamente dal ministro sull'importanza dell'iniziativa intrapresa, sui metodi che si intendono utilizzare nell'effettuazione del test, sui risultati che si vogliono conseguire e - conclude - per un approfondimento serio su una materia cosi' pregnante per la sicurezza dei cittadini".

"Il governo non e' capace di affrontare il drammatico problema della droga perche' non ha un orientamento politico chiaro fondato su valori condivisi". Cosi' Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, analizza la posizione dell'esecutivo sull'emergenza droga.
E lo fa nel corso della conferenza stampa a Montecitorio di presentazione della manifestazione organizzata dai Giovani di Forza Italia in occasione della giornata mondiale contro la droga. L'appuntamento e' per martedi' 26 giugno in piazza Farnese, dalle ore 18,30, con una serata di festa con musica dal vivo e testimonianze di giovani sul tema della lotta alle tossicodipendenze.
"Trasformiamo le cattive dipendenze in 'dipendenza' dall'amore per la vita", suggerisce Domenico Di Virgilio, deputato di Forza Italia e capo del dipartimento nazionale di sanita'.
Beatrice Lorenzin, coordinatrice nazionale dei giovani di Forza Italia, spiega cosi' l'iniziativa "abbiamo deciso di mobilitarci nelle piazze italiane per una campagna dei giovani per i giovani contro la droga, perche' riteniamo che il problema dell'uso e dell'abuso di sostanze e di alcol non sia affrontato nel nostro paese nel modo giusto". E al ministro della Salute Livia Turco chiede: "una strategia coerente, fatta di azioni concrete, per informare e aumentare la cultura della responsabilita' tra i giovani".

L'accelerazione data dal ministro Livia Turco ai test antidroga per alcune categorie di lavoratori e' positiva, ma quella norma e' in vigore da almeno dieci anni, solo che l'opposizione dei sindacati ne aveva impedito l'attuazione: lo ha detto Carlo Giovanardi, deputato dell'Udc ed ex ministro con delega in materia di droga, intervenendo a un seminario organizzato dalla Fondazione 26 giugno.
'In tutti questi anni - ha spiegato Giovanardi - e' mancato il regolamento attuativo, a causa del veto posto dai sindacati e dai burocrati'. 'Governo e Parlamento - ha aggiunto - hanno poca capacita' di intervento in queste materie, sono le Regioni che hanno la maggior parte delle competenze'.
Anche il deputato di An Maurizio Gasparri, pur definendo una 'buona iniziativa' quella di Livia Turco, ha precisato che 'occorre verificare quali sono le leggi esistenti, prima di farne di nuove' e ha accusato il ministro di 'andamento schizofrenico' sulla questione droga.

La norma sui test antidroga ad alcune categorie di lavoratori, su cui ieri si e' registrata un'intesa tra le Regioni e il Ministero della salute, solleva perplessita' 'nel metodo e nel merito' nel Prc, il partito del ministro Paolo Ferrero al quale spetta il coordinamento in materia di droga.
Innanzitutto, precisa il responsabile droga del partito Francesco Piobbichi, 'a quanto e' dato sapere fino ad ora non si e' avuto un confronto reale con i rappresentanti sindacali, e per come si legge sulla stampa il principio, cosi' com'e', potrebbe trasferire la responsabilita' dell'incidente ai lavoratori, senza indagare altri fattori che chiamano in causa il datore di lavoro, numero ore lavorate, doppi turni ecc.'.
'Non e' dato sapere inoltre - continua - a quali tipi di sostanze ci si riferira' rispetto ai test, perche' ad esempio le sostanze che possono provocare effetti psicotropi sono anche gli psicofarmaci e l'alcol'. 'E' sbagliato, inoltre - aggiunge Piobbichi - parlare di verifica dello stato di tossicodipendenza, mentre quello che occorre indagare e' se il lavoratore e' idoneo o non idoneo mentre svolge le sue funzioni, e per questo ci vogliono controlli appropriati, in quanto molte sostanze lasciano tracce nel sangue anche giorni dopo che i loro effetti sono terminati'.
'La stessa cosa - conclude - vale per la lista dei lavori.
E' estremamente discrezionale la lista di quali lavori inserire nei controlli: in base a quale criterio infatti un tassista deve essere sottoposto ai test e un chirurgo no?'.

'E' solo fumo'. Questo il commento di Silvio Viale, medico e dirigente radicale, all'annuncio dei test antidroga, frutto dell'intesa fra il ministro della Salute Livia Turco e gli assessori alla Sanita', e non soltanto perche' 'si penalizza solo la cannabis', dice Viale sottolineando che i test sono nati 'emotivamente su dei falsi. La cannabis, infatti, non e' la causa dell'incidente dell'autobus a Vercelli, ne' della morte dello studente di Paderno'. E rischiano di penalizzare solo i consumatori di droghe leggere e chi prende psicofarmaci.
Per Viale, infatti, i test antidroga della Turco 'faranno la fine dei test sull'alcol, previsti da anni per milioni di lavoratori e mai eseguiti'. L'esponente radicale ricorda che per fare controlli su milioni di lavoratori, bisognerebbe triplicare 'il personale dei Sert per il solo aspetto laboratoristico e prevedere un esercito di terapeuti e di sostituti per i lavoratori impegnati in mansioni alternative'. Per Viale si tratta di una proposta 'astratta': 'il preavviso di tre giorni, dilazionabile di altri dieci, fara' cadere nella rete sostanzialmente i consumatori di sostanze con un metabolismo piu' lungo, come la cannabis, ma non quelli di sostanze che si eliminano in pochi giorni come la cocaina'.
'Si verra' beccati - dice Viale - per uno spinello, ma non per un consumo settimanale di cocaina. Inoltre nella rete cadranno i pazienti consumatori di benzodiazepine, il cui metabolismo e' lungo, essendo moltissime le persone in terapia con ansiolitici e tranquillanti, o che le assumono per favorire il sonno. Sara' difficile sostenere che le benzodiazepine perdono la propria pericolosita' solo perche' l'ha prescritta un medico e non e' stata assunta di propria iniziativa'. I test antidroga generalizzati, insomma, 'rientrano perfettamente nella propaganda antiproibizionista, ma non risolvono alcun problema sociale'.

'In linea generale siamo sicuramente favorevoli alla proposta del Ministro Turco di sottoporre periodicamente a test antidroga i lavoratori che hanno responsabilita' sulla sicurezza delle altre persone nel proprio operare, ma esprimiamo grande perplessita' sull'incarico diretto ed esclusivo ai Sert dell'applicazione di questi accertamenti'. Lo rileva Giovanni Serpelloni, Direttore dell'Osservatorio Regionale sulle Dipendenze della Regione del Veneto e direttore del Dipartimento delle Dipendenze di Verona.
'I Sert - sottolinea - devono continuare a operare prevalentemente quale luogo terapeutico, ove operatori e professionisti dell'ambito sanitario assistono e aiutano le persone malate di dipendenza a uscirne attraverso interventi di natura clinica e riabilitativa. La funzione di controllo di idoneita' lavorative non compete e non dovrebbe competere ai Sert, ma per questo tipo di verifiche esistono gia' i professionisti dell'area della medicina del lavoro, cosi' come la Legge attuale indica. E' necessario inoltre considerare gli aspetti medico legali e gli eventuali contenziosi che questo tipo di verifiche potrebbe generare: e' per tale ragione che riteniamo inoltre le Tossicologie Forensi meglio attrezzate e maggiormente competenti in merito, sia nella raccolta dei materiali biologici che nella conduzione di tali procedure diagnostiche con finalita' di idoneita' al lavoro. Non va poi dimenticato che i servizi per le tossicodipendenze ad oggi sono strutture fortemente in crisi di risorse, con quotidiane difficolta' nell'erogazione finanche dei normali livelli di assistenza all'utenza attuale. Pensiamo che questo lo possa capire chi ha una 'visione realistica' dei servizi in Italia'. 'I Sert e i Dipartimenti delle Dipendenze - conclude - potrebbero invece essere chiamati a collaborare nel momento in cui una persona esaminata risulta positiva e decide di entrare in terapia. Per quanto attiene poi agli ambiti professionali considerati dal Ministro, riteniamo opportuna una piu' ampia valutazione che vada a considerare anche ad esempio tutti i professionisti dell'ambito sanitario, i medici, gli infermieri, i farmacisti, ma non vedremmo negativamente anche i decisori politici e tutte le persone che in qualche modo hanno funzioni decisionali che possono condizionare la vita degli altri cittadini. Infine, sotto l'aspetto istituzionale formale, a nostro avviso sarebbe stato meglio coinvolgere in via preliminare le Regioni, se non altro per le indubbie competenze che esse detengono nella programmazione dell'uso delle risorse pubbliche che dovranno essere utilizzate per questi test'.

"Con il concerto organizzato in piazza Farnese martedi' 26 alle 18,30 i Giovani di Forza Italia prendono una posizione chiara e netta nella lotta alla droga", dichiara Giancarlo Miele, coordinatore del Lazio dei giovani 'azzurri', fra i promotori della manifestazione. "Non e' piu' accettabile l'atteggiamento ondivago, contraddittorio e inconcludente della sinistra su un problema sociale dilagante come la tossicodipendenza. Siamo orgogliosi - conclude - di essere gli unici a tenere alta l'attenzione sulla lotta alla droga proprio in una citta' come Roma dove il sindaco, ora impegnato dalla candidatura a leader del Pd, non fa alcunche' per arginare il disagio diffuso di cui il consumo di droga dilagante e' un chiaro sintomo".

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