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12/06/2007 Messico. L'ambasciatore boliviano propone la legalizzazione delle droghe (www.aduc.it)

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L'ambasciatore della Bolivia in Messico, Jorge Mansilla Torres, ritiene che per far cessare la narcoviolenza che imperversa nei Paesi dell'area, una via sarebbe la legalizzazione del consumo di droghe. Intervistato mentre partecipava a un colloquio organizzato dall'Universita' Autonoma di Guerrero, il diplomatico ha sostenuto che "e' una lotta sanguinaria, una lotta dei cartelli contro la popolazione messicana. E' una lotta che dovrebbe svolgersi negli Stati Uniti dove ci sono i cartelli, dove c'e' la loro matrice e dove ci sono le banche di queste organizzazioni". Pensa che "sia una bestialita' dire che negli Stati Uniti non ci sono cartelli, come se la droga fosse cosi' saggia e automatica da far si' che quando passa la frontiera si distribuisce da sola e raggiunge la casa dei consumatori senza la partecipazione delle reti del narcotraffico". Mansilla Torres si e' lamentato che il narcotraffico "abbia gettato le sue radici qui, non nel Messico in quanto Paese, ma soltanto perche' e' di fronte agli Stati Uniti; disgraziatamente il piu' crudele e satanico dei cartelli si trova in Messico, ed e' composto necessariamente anche di messicani". "Sono i narcotrafficanti che non hanno scrupoli, bandiera, storia, madre ne' dignita'. Gli sforzi che il Messico fa per contrastarli merita il sostegno delle popolazioni". Per questo, ha affermato che "legalizzare sarebbe un'alternativa; noi dimostriamo che il consumo della foglia di coca non crea dipendenza. Diverso e' quando la trasformano in cocaina, ma la cocaina la comprano quelli che vogliono avvelenarsi e morire". "Magari la si vendesse in farmacia per sapere chi e quanto ne compra! Cosi' si ucciderebbero i cartelli. Non mi piace il termine, ma i prezzi commerciali si democratizzerebbero come e' successo negli anni 20 con il whisky", ha concluso.

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