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  • 08/06/2007 Turco Show sulla droga: si' ai Nas, ni' ai kit, no a repressione (www.aduc.it)

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    Sul tema della della lotta alle droghe il programma dell'Unione e' stato molto preciso e credo che lo dobbiamo attuare: al primo posto c'e' la radicale modifica della legge Fini-Giovanardi, quindi il Governo deve presentare quanto prima la riforma di questa normativa". A lanciare l'invito e' il ministro della Salute, Livia Turco, oggi ai microfoni di 'Radio Anch'io' per un intervento sull'emergenza stupefacenti.

    La responsabile della Sanita' italiana ha tenuto a ribadire che la propria linea in materia "e' stata coerente, non solo nelle intenzioni, ma anche nelle cose fatte". Per quanto riguarda il Governo, ha detto, "e' ineludibile che vi sia una pluralita' di accenti", ma gli impegni presi vanno tutti rispettati. Sulla presentazione di un ddl di riforma alla legge Fini-Giovanardi, pero', Turco non e' in grado di definire tempi precisi.

    "Il ministro coordinatore non sono io, ma il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero. Posso dire che ci siamo visti e abbiamo parlato, e che per quanto riguarda me e lui abbiamo una fortissima sintonia. Tuttavia non sono in grado di annunciare scadenze". Secondo il ministro, inoltre, in Italia sul tema della droga serve in generale "un cambio di fase", verso "un dibattito aperto, serio e approfondito, senza semplificazioni e senza vuota retorica". In altre parole, la riflessione sull'argomento non deve 'ristagnare' in una scelta di campo politico. Non si tratta di un problema di destra o di sinistra: occorre "mescolare le carte" per garantire la tutela dei cittadini.
    Il ministro della Salute ha quindi difeso la sua proposta di inviare Nas in borghese nelle scuole per controlli antidroga. "I Nas sono i carabinieri della Sanita' e la loro collaborazione con il mondo della scuola esiste gia'. Per ora si tratta pero' di un fatto sporadico, che auspico venga generalizzato nell'interesse di genitori e ragazzi".

    Un'intenzione che "forse l'opinione pubblica puo' non comprendere, ma che un politico, un ministro, non puo' non capire". Il piano di intervento "e' pronto", ha assicurato Turco. Ma non si trattera' di fare 'blitz', perche' "non e' mio potere entrare coi Nas a scuola senza il benestare dei presidi". Quanto all'immagine di cani antidroga sguinzagliati negli istituti scolastici, il ministro ha sorriso: "Ma quali cani e cani? I Nas non hanno nemmeno un barboncino".

    Il ministro ha poi ribadito la totale assenza di contraddizioni nel proprio operato: "Bisogna solo mettersi d'accordo sul concetto di prevenzione, che secondo me non significa tolleranza, bensi' dare educazione e regole, combattere lo spaccio in tutte le sue forme e garantire ambienti sani e sicuri ai nostri ragazzi".
    Detto questo, il messaggio del decreto Turco sul quantitativo massimo di cannabis che e' possibile detenere per uso personale senza rischiare sanzioni penali, "voleva essere 'no al carcere per gli spinelli'. E non 'si' agli spinelli', come invece e' stato detto".

    Il ministro resta infatti "convinta che l'uso personale di droga debba rimanere fuori dal circuito penale", e "che anche le sanzioni amministrative come il ritiro patente siano da ripensare". Infine, in base ai dati scientifici disponibili, Turco ritiene che la cannabis non sia da inserire nella lista delle droghe piu' pericolose.

    Per questo, "una campagna di dissuasione allo spinello sarebbe forse utile, ma insieme a una campagna sui rischi di cocaina, fumo, alcol e ogni stupefacente", ha concluso.

    COMMENTI

    "Il ministro Livia Turco continua a dare segni di confusione in tema di droga". Questo il commento della coordinatrice nazionale dei giovani di Forza Italia, Beatrice Lorenzin. "Ma siamo davvero sicuri- si chiede Lorenzin- che il ministro che ha parlato stamattina a Radio 24, continuando a fare un distinguo tra l'uso di cannabinoidi e droghe pesanti ed insinuando comunque il dubbio che fare uso di sostanze cosiddette leggere non sia grave, e' lo stesso ministro che pochi giorni fa chiedeva blitz dei Nas dentro le scuole italiane?".
    Ci sembra, dice la giovane azzurra, "che il ministro Turco viva uno sdoppiamento di personalita' politica". Da un lato, "sulla spinta emotiva del tragico fatto di Milano, ricerca il consenso delle famiglie invocando azioni da stato di polizia", dall'altro, aggiunge Lorenzin, "vuole ottenere anche il consenso dei giovani che oggi fanno uso di droga e chissa' domani potrebbero anche votarla". Cosi' fa un cattivo servizio ai giovani e a chi ogni giorno, conclude Lorenzin, "si impegna sul campo difficile della lotta agli stupefacenti".

    "La nuova esternazione in materia di droga del ministro della Salute, on. Livia Turco, e' un condensato di confusione e disinformazione". Questo il commento di Carlo Giovanardi, deputato dell'Udc.
    "Ripetiamo per l'ennesima volta- spiega Giovanardi- che, nel nostro sistema, per il consumatore di droga non e' prevista nessuna sanzione penale, quindi e' assurdo continuare a ripetere che si vuole depenalizzare il consumo".
    Ma, continua l'esponente centrista, "la Turco aggiunge che vuole abrogare anche le semplici sanzioni amministrative come il ritiro della patente colpendo cosi' al cuore il principio universalmente riconosciuto che non c'e' un diritto a drogarsi", comportamento "ritenuto illecito dall'ordinamento cosi' come parcheggiare la macchina in sosta vietata o superare i limiti di velocita' nei centri storici". Secondo Giovanardi, "abrogare le sanzioni amministrative collegate ad un comportamento illecito vuol dire liberalizzare e legalizzare il consumo personale di droga", vanificando cosi' "di ogni significato le campagne informative sui pericoli alla salute propria e degli altri derivanti dall'utilizzo delle droghe". Vedremo, conclude Giovanardi, "se il Parlamento e gli italiani condivideranno l'idea del ministro Turco che i tossicodipendenti possano tranquillamente guidare automezzi con la licenza di uccidere".

    La cannabis non uccide ma puo' compromettere gravemente lo sviluppo del cervello negli adolescenti. La conferma arriva dalla terza giornata del 33/o Congresso nazionale della Societa' italiana di Farmacologia, presieduta dal cagliaritano Giovanni Biggio.
    'E' vero, la cannabis non uccide. Ma ci lasciano perplessi certe affermazioni 'politiche', basate il piu' delle volte su scarse o nulle basi scientifiche, secondo cui le 'canne' sono una droga non pericolosa, non pesante, ad esempio, come puo' esserlo l'eroina. Un messaggio che puo' provocare, e provoca, danni ingenti'.
    Gli oltre mille neuropsicofarmacologi giunti alla Fiera di Cagliari dai piu' quotati centri di ricerca internazionali, lanciano quindi un monito alla banalizzazione degli effetti indotti dall'uso di cannabis. E a quella sorta di permissivismo che, in eta' adulta, puo' determinare anche l'insorgere di importanti patologie di natura cerebrale. 'Su questo argomento bisogna essere chiari: la cannabis - ribadisce il prof. Biggio - nel cervello ancora in formazione degli adolescenti, provoca delle modificazioni a livello funzionale di cui si era gia' a conoscenza. Ma oltre a questo problema, studi recenti hanno confermato quel che si temeva: le alterazioni conseguenti all'uso della cannabis determinano anche una serie di modifiche morfologiche. In altre parole, viene alterata la capacita' dei neuroni di svilupparsi in maniera appropriata. Il risultato? Il cervello di un adulto che da adolescente si e' fatto spinelli col passare del tempo e' piu' debole, vulnerabile ed esposto all'insorgere di varie patologie mentali. Tra queste, la depressione'.
    Tra gli altri argomenti affrontati dagli specialisti, l'uso dei farmaci nei bambini con Adhd, l'effetto dello stress sui livelli ormonali e la differente sensibilita' ai medicinali tra il sesso maschile e quello femminile. Domani, giornata di chiusura dei lavori, si dibatte di depressione.

    'In materia di tossicodipendenze, bisogna fare quello che ha fatto la legge Fini antidroga e antispaccio, che difenderemo in Parlamento e nel Paese dall'assedio della Turco, di Ferrero, di Bertinotti, della sinistra e di tutti coloro che pensano che con la droga, se assunta con intelligenza, in fondo, si possa convivere'. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi (An), replicando alle affermazioni del ministro della Salute, Livia Turco.
    'Occorre sancire - continua Pedrizzi - che la cannabis e' una droga tutt'altro che leggera la quale provoca gravi danni alla salute psicofisica delle persone. Inoltre, bisogna punire gli spacciatori e i mercanti di morte, rivolgendo ai semplici consumatori una mera sanzione amministrativa, atta pero' a riaffermare il principio fondamentale e decisivo, nell'ottica della prevenzione, che drogarsi non e' lecito e non e' un diritto, ma un delitto contro la salute, la vita, la dignita', la liberta', la volonta' razionale, la propria personalita' e la societa' nella sua interezza'.
    'Ancora, - aggiunge Pedrizzi - occorre evitare il carcere ai tossicodipendenti, persone che hanno bisogno di aiuto e non di essere sbattute in galera, favorendo e incentivando il loro pieno recupero umano e sociale, lontano da ogni droga. Infine, e' necessario applicare il principio costituzionale di sussidiarieta', garantendo parita' di trattamento fra pubblico e privato sociale e riconoscendo liberta' di scelta terapeutica al tossicomane e alla sua famiglia'.

    'Incredibili': cosi' Maria Burani Procaccini, responsabile famiglia e minori di Forza Italia giudica le dichiarazioni del ministro della Salute, Livia Turco, sulla questione 'droga'.
    'E' incredibile - spiega Burani - che il ministro della Salute dica che riscriverebbe il decreto sulla quantita' di cannabis bocciato dal Consiglio di Stato e sia lo stesso ministro che ha inviato i Nas nelle scuole dove gli spinellisi fumavano: siamo alla schizofrenia politica'. Secondo l'esponente di Forza Italia Livia Turco 'rischia di finire nel ridicolo con frasi e dichiarazioni che minano l'autorevolezza del Ministero che dirige e che sono un viatico non certo positivo in previsione di una seria politica di prevenzione della tossicodipendenza'.

    'Il problema del consumo di droga e delle sanzioni da applicare va affrontato nelle sedi appropriate e non attraverso i media'. E' quanto dichiara Lucio Babolin, presidente nazionale del Coordinamento nazionale comunita' di accoglienza (Cnca), riunite a Roma per l'assemblea nazionale.
    'Non serve una sola soluzione, ma piu' interventi perche' le possibilita' di consumo delle sostanze stupefacenti, sono molteplici', ha concluso.

    'Le affermazioni del ministro della Salute Livia Turco dimostrano che servono forme di coinvolgimento attraverso i servizi sociali e non sanzioni punitive'. Cosi' Fiorenza Bassoli, responsabile Welfare Ds commenta l'intervento odierno del ministro della Salute.
    'Coinvolgere di piu' i servizi sociali e utilizzare i lavori socialmente utili e' una buona soluzione per affrontare il problema del consumo delle droghe', ha concluso.


    "Nel Disegno di legge che sto predisponendo non ci saranno 'i lavori forzati'". Cosi' il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, parla del testo di legge sulle droghe a cui sta lavorando.
    "Il programma dell'Unione prevede l'eliminazione delle sanzioni amministrative; per questo mentre ritengo che debbano essere sanzionati i comportamenti che mettono a rischio l'incolumita' degli altri (come la guida in stato di alterazione), constato che in presenza delle sanzioni i consumatori sono diventati milioni, dato che segnala da solo tutta l'inefficacia di simili misure". Per il ministro della Solidarieta' sociale, "si tratta, piuttosto, di mettere al centro dell'intervento la prevenzione che e' il punto decisivo in tema di dipendenze, sostenendo e dando conforto attraverso il dialogo e il confronto alle famiglie che hanno a che fare con questo problema".

    Anche un sistema di telecamere all'esterno delle scuole puo' aiutare contro lo spaccio della droga. Ne e' convinto il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. 'Dopo cinque anni di condoni e leggi sull' impunibilita' - ha detto il ministro parlando a Livorno dopo un incontro in Comune con i sindacati della scuola che chiedevano chiarimenti sui presunti tagli agli organici - dobbiamo ripristinare la fase delle regole. Dobbiamo anche lavorare sull' informazione e spiegare ai ragazzi quali siano i danni provocati dall' abuso di droga, alcol e fumo. Ma lavoreremo anche sui controlli, soprattutto con un sistema di telesorveglianza collegato alle centrali delle forze dell' ordine per debellare lo spaccio di stupefacenti intorno alle nostre scuole'.
    Fioroni si e' soffermato sul programma contro la diffusione della droga nelle scuole elaborato dopo un anno di lavoro del comitato per la legalita' mentre in strada un gruppo di manifestanti di Cobas, Unicobas, Uilscuola, Cgil e comitato studentesco hanno esposto striscioni contro i tagli alla scuola.
    A questo proposito il ministro ha ribadito che 'La scuola italiana ha un debito complessivo di un miliardo e 200 milioni di euro ereditato dal Governo Berlusconi'. 'Adesso - ha detto - dobbiamo intervenire evitando che questo dato diventi cronico'.

    Tommaso Pellegrino, capogruppo dei Verdi nella commissione affari sociali della Camera, annuncia che nel prossimo ufficio di presidenza chiedera' di mettere in calendario al piu' presto una nuova legge sulla droga, perche' 'l'appello del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e' importante e da accogliere'.
    Per Pellegrino, la legge Fini-Giovanardi ha 'fallito: basta guardare i risultati in termini di numero delle persone che fanno uso di stupefacenti'. Per questo, il parlamentare dice di condividere le parole del ministro della sanita', Livia Turco, perche' 'la legge della Cdl e' dannosa ed inutilmente proibizionista'. Mentre 'la nuova normativa dovra', invece, puntare prioritariamente sulla prevenzione', e la repressione 'dovra' essere rafforzata contro gli spacciatori e i grandi trafficanti'. Per questo, conclude Pellegrino, 'le polemiche della Cdl sono semplicemente strumentali'.

    'C'e' bisogno di un nuovo ordinamento' in tema di lotta alla tossicodipendenza ha chiesto oggi il presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Ma sui contenuti, anche nella coalizione di centrosinistra, le posizioni non sono univoche. La Fini-Giovanardi, si sa, non piace alla maggioranza e il programma dell'Ulivo parla di modifica delle norme attuali.

    Elisabetta Gardini, portavoce di Forza Italia, accusa il ministro della sanita', Livia Turco, di 'accanimento ideologico'.
    'Infatti - spiega la parlamentare - dopo un referendum che ha mostrato nettamente la volonta' degli italiani di non stravolgere la legge votata dal parlamento sulla fecondazione assistita', e 'dopo la bocciatura da parte del Tar' del decreto sulle soglie di punibilita' per il possesso di droga, 'il ministro Turco prosegue ottusamente sulla strada da lei intrapresa'. 'Non ce lo saremmo proprio aspettati, soprattutto perche' - secondo la Gardini - in quanto donna dovrebbe avere a cuore in primo luogo la salute dei giovani e delle donne'.
    'Inoltre ci chiediamo - conclude la parlamentare - come mai insista nel buttarsi a capofitto in battaglie impopolari. Pensa forse che il suo governo possa permetterselo?'.

    Il consigliere regionale di Forza Italia, Ermano Russo, definisce 'schizofrenico' l'atteggiamento politico del ministro Turco in merito alla questione droga. 'Non si puo' proporre di depenalizzare il consumo, chiedere la revoca della sanzione amministrativa del ritiro della patente, e poi contestualmente decidere di far controllare dai carabinieri gli studenti nelle scuole, come se fossero tanti sorvegliati speciali', sottolinea Russo.
    'Come se liberalizzare e reprimere fossero due voci dello stesso verbo - aggiunge - invece che una stridente dicotomia che farebbe impallidire anche il piu' elastico e diplomatico tra i filosofi. E' chiaro come una tale doppiezza, un linea cosi' difforme e barcollante di condotta in uno dei settori strategici dell'educazione del nostro Paese, stia provocando un pericoloso senso di sbandamento in piu' ambienti della societa', a partire da quello della politica e delle istituzioni'.
    'A noi amministratori locali - ha sottolineato Russo - riesce sempre piu' difficile, infatti, comprendere il limite fra repressione e prevenzione. Limite che, forse, questo Governo, dai suoi primissimi atti ad oggi, non ha mai fissato. Come presidente della Commissione giovanile, che e' anche una commissione speciale che si occupa di disagio sociale e una commissione di controllo, davvero mi riesce impossibile seguire le direttive del ministro Turco che avrei preferito avesse assunto un atteggiamento piu' riflessivo e condiviso su una problematica tanto importante come quella delle tossicodipendenze'.
    'E' un ministro a caccia di primogeniture e paternita' quello che oggi leggiamo sui giornali - ha concluso Russo - che sconcerta e rende sgomenti per le sue proposte imbarazzanti e contrastanti'.

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