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  • 17/11/2006 Rischio aspergillo per chi consuma cannabis orientale (www.aduc.it)

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    Cannabis orientale a rischio aspergillo: un microfungo 'stracciapolmoni' che ama gli ambienti caldo-umidi tipici dei Paesi dell'altra meta' del mondo, e che colpisce almeno 4mila italiani l'anno causando complicanze anche mortali se il paziente ha un sistema immunitario particolarmente 'depresso'. Il monito - a pochi giorni dal decreto con cui il ministro della Salute Livia Turco ha raddoppiato i quantitativi di tetraidrocannabinolo 'pret-a-porter', detenibili ad uso personale - arriva dagli esperti che oggi a Milano hanno presentato il 'Workshop Focus on Aspergilloses-Uptade 2006', in programma per venerdi' 24 novembre nel capoluogo lombardo.
    'Il problema e' la zona di produzione - spiega Gianfranco Schiraldi, specialista in pneumologia e oncologia dell'Istituto Villa Marelli-Niguarda e presidente del Niguarda Mycoses Group promotore dell'evento meneghino - Se la materia prima dello spinello e' stata lavorata in ambienti caldi e umidi e in condizioni igieniche precarie, e poi importata in container con le stesse caratteristiche, allora il pericolo aspergillo e' reale. In quelle condizioni climatiche, infatti, le sue spore proliferano. E quando la cannabis viene fumata, la parte di spore che non brucia passa a bronchi e polmoni'.
    Lo conferma l'esperienza di Villa Marelli, che insieme il Dipartimento di Medicina di Niguarda assiste ogni anno 150-200 malati di aspergillosi polmonare: 'Di casi di fumatori assidui di cannabis con infezioni legate a questo fungo ne abbiamo viste parecchie', assicura il medico. Ma la cannabis 'made in Oriente' non e' l'unica insidia: 'Il rischio vale anche per tessuti e abiti 'esotici' provenienti da quelle zone', avverte Schiraldi. Ed esistono anche minacce 'casalinghe': 'L'aspergillo si annida pure negli intonaci delle vecchie case', e in caso di ristrutturazioni, scavi o cantieri a cielo aperto viaggia nell'aria'.
    'Nella sola Lombardia i casi di aspergilosi polmonare sono 700-800 l'anno', continua Schiraldi.
    Numeri di una malattia 'rara, ma non rarissima. E da non sottovalutare - aggiunge - soprattutto se si pensa che le forme infettive acute, che l'Istat stima in 315 casi ogni anno, sono letali nel 50% dei casi. Il che significa che un italiano al giorno si ammala e che un connazionale ogni due giorni muore'.
    L'aspergillosi polmonare 'e' un problema medico particolarmente grave (che puo' condurre a ossigenoterapia o al trapianto di polmone) per tutti i pazienti immunocompromessi -conferma Giancarlo Palmieri, direttore del Dipartimento di Medicina di Niguarda- O per l'eta' avanzata oppure per tumori e terapie anticancro'. Ma anche dopo 'un trapianto di organo o midollo -precisa Schiraldi- a causa della fibrosi cistica o di alterazioni broncopolmonari, tipo asma cronica o danni da infezioni pregresse, oppure per malattie croniche debilitanti in cui vengono utilizzati farmaci immunosoppressori'.
    Le forme di aspergillosi polmonare possono essere allergiche, acute o croniche. 'E le piu' difficili da diagnosticare -assicura Franco Carnesalli del direttivo Aimef (Associazione italiana medici di famiglia)- sono in assoluto quelle che non riguardano i pazienti ospedalieri, bensi' i malati che transitano negli ambulatori del medico di base'. I sintomi dell'infezione sono infatti poco specifici (febbre leggera, tosse con catarro, sangue nell'espettorato, respiro corto, dolore toracico e anemia), e 'spesso il medico di medicina generale non pensa all'eventualita' aspergillo. Per questo -promette Carnesalli- nei prossimi corsi di aggiornamento Aimef vedremo di sottolineare il problema '.
    'Diagnosticare un'aspergillosi polmonare e' semplice -garantisce Palmieri- Basta pensarci'. La questione, insomma, e' culturale. 'Il medico -suggerisce Schiraldi- deve iniziare a sospettare quando una malattia respiratoria non guarisce con nessuna delle terapie indicate'. Una volta che il dubbio viene, continua l'esperto, 'la prima cosa da fare e' prescrivere al paziente test per la ricerca degli anticorpi anti-aspergillo. Sono esami semplicissimi e poco costosi, ma purtroppo ancora assenti negli ospedali del Sud Italia'. In seconda battuta, 'se occorrono altre conferme si puo' passare alla Tac-Pet e infine a broncoscopia e ago aspirato polmonare'.
    E le terapie? Come in ogni altra infezione di natura non batterica gli antibiotici non servono a nulla, anche se 'il piu' delle volte, per le difficolta' di diagnosi - fa notare Palmieri - si usano rischiando di sovraccaricare il paziente di cure inutili'. Il bagaglio di farmaci a disposizione per combattere l'aspergillo 'e' esiguo, ma si sta arricchendo -conclude Schiraldi - I nuovi farmaci come l'echinocandina (endovena) e il voriconazolo (orale o endovena) sono molto costosi (fino a 10mila euro al mese).
    C'e' poi il 'vecchio' itraconazolo', economico e disponibile in una nuova formulazione endovena. Infine c'e' la terbinafina, un medicinale economico (neanche 10 euro al giorno) che abbiamo scoperto essere utile anche contro l'aspergillo. E' l'unico che si puo' somministrare anche in gravidanza, ma il suo brevetto sta per scadere e l'azienda produttrice non giudica conveniente richiedere il via libera all'indicazione specifica anti-aspergillo. Il suo uso contro il microfungo e' quindi possibile solo 'off-label''. Per informazioni sull'aspergillo sta per sbarcare in rete il sito www.micosionline.it ed e' gia' sul web www.humanmycoses.org.

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