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  • 17/11/2006 Lettera di 51 parlamentari sulle quantita' di cannabis. Turco: confrontiamoci (www.aduc.it)

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    51 Parlamentari dell'Unione (in realta' siono 50 a cui si aggiunge il senatore indipendente Luigi Pallaro) hanno inviato una lettera al Ministro Turco, ai cofirmatari Mastella e Ferrero e, per conoscenza, ai Ministri Bindi e Melandri in merito al recente decreto emanato dal Ministero della Salute in cui si raddoppia la dose di cannabis che ciascuno puo' detenere a titolo di consumo personale. Nella lettera si chiede di "promuovere un confronto vero e approfondito, finalizzato a riesaminare il provvedimento, in modo tale che nessuno possa pensare che si e' presa una decisione di tipo ideologico, scientificamente debole, banalizzante rispetto ad un problema di questa portata".
    I primi firmatari sono i senatori Paola Binetti, Luigi Bobba, Emanuela Baio.
    "Il tema delle dipendenze di ogni tipo-scrivono i 51 parlamentari- va affrontato e approfondito nel suo insieme, confrontandoci serenamente prima di prendere decisioni in merito, senza nasconderci le differenze e cercando di arrivare ad un compromesso virtuoso che permetta di condividere una linea di condotta che offra risposte a tutti i soggetti coinvolti". E cioe': coloro che hanno gia' un rapporto di dipendenza dalla droga e i loro famigliari; i giovani, che "hanno il diritto di conoscere la verita' scientifica su questi temi"; gli operatori e i volontari che operano nelle comunita' di recupero, "affinche' non si sentano soli, ma siano sostenuti nel loro difficile ed insostituibile lavoro". Quindi, prosegue la lettera, "non ci e' parso saggio ne' prudente emanare in questo momento un provvedimento di tale portata. Proprio la rilevanza del problema richiede un confronto in parlamento, o almeno nelle commissioni competenti, con una ampia consultazione delle parti sociali. Limitarsi a raddoppiare la dose di cannabis consentita per non incorrere nelle sanzioni penali non e' una soluzione per nessuno".
    "Siamo convinti- si legge nella lettera- che vada rapidamente superata la legge Fini-Giovanardi [...] Non c'e' dubbio: il carcere non e' luogo di cura e di recupero per il tossicodipendente". "Servono misure alternative". E ancora: "Una nuova legge deve poter rispondere a questa profonda esigenza dei giovani che vogliono fare esperienze innovative, audaci e coraggiose. E' su questa nuova prospettiva che vogliamo aprire il confronto con i ministri competenti. Cerchiamo una soluzione multidimensionale in cui nessuno si senta escluso, ma in cui tutti possano dare un contributo positivo che vada ben oltre il raddoppio della dose di cannabis".

    TURCO: PRONTA AL CONFRONTO, MA NON RITIRO IL DECRETO
    Nessuna intenzione di ritirare il decreto che raddoppia la dose di cannabis per uso personale.
    Meglio aprire un tavolo di confronto. E' questa la posizione del ministro per la Salute Livia Turco che in un'intervista pubblicata questa mattina su La Repubblica afferma: 'Ho solo applicato il programma dell'Unione'.
    Il ministro dice di essere disponibile al dialogo purche' non sia solo con i 51 parlamentari che le hanno inviato una lettera, ma 'con l'intera coalizione'. 'Aprire un tavolo di confronto - aggiunge - e' come invitarmi a nozze. Pero' deve essere con tutta l'Unione'. E sul provvedimento incalza: 'E' ormai in Gazzetta Ufficiale quindi non vedo cosa dovrebbe essere ritirato'. In quanto all'ipotesi di dimissioni il ministro chiarisce: 'Se mi dimetto lo faccio e non lo dico. Non sono tipo da annunci'.
    'Sono serena con la mia coscienza di madre e di persona che e' contro le droghe. - continua Turco - Sfido chiunque a essere coerente nella vita come lo sono io sulle droghe. E sono serena come membro del Governo perche' siamo all'interno del programma di centrosinistra'. Secondo il ministro la legge Fini-Giovanardi 'prevede due cose gravi: l'equiparazione tra tutte le sostanze: della persona non c'e' piu' traccia dal momento che il tema diventano le sostanze stupefacenti. Impone inoltre che dopo la dose massima, che si era voluto tenere bassissima scatta la presunzione di spaccio'.

    ALTRI COMMENTI

    Cio' che deve aumentare sono le occasioni di speranza, non gli spinelli': lo diranno al ministro Livia Turco gli oltre 1.000 'ragazzi Doc' che da domani a domenica prossima si incontreranno, nella casa madre di Mulino Silla, in rappresentanza delle decine di migliaia di loro compagni che dopo avere lasciato la Comunita' Incontro si sono realizzati nella societa'.
    Nel loro documento finale - riferisce una nota della comunita' - i partecipanti risponderanno infatti 'alla loro amica' Livia Turco, che ha inviato loro un messaggio 'I 'ragazzi Doc' diranno al ministro - e' detto nella nota - che questa battaglia non si risolve a forza di diktat ideologici ma, soprattutto, che la loro esperienza e' per un no chiaro agli spinelli che, prima del paventato carcere per alcuni, producono danni irreparabili nella vita di una moltitudine di giovani. Non sono gli spinelli da aumentare, ma le occasioni di speranze'.
    A questo proposito don Pierino ha affermato che 'non possiamo pensare che l' aumento della soglia di principio attivo che prevedrebbe il carcere, possa risolvere qualcosa in bene o in male. Ma sicuramente, la fermezza di un principio crea costume sociale, mentre l' altalena di pura contrapposizione ideologica tra i politici crea confusione sociale nelle famiglie che non avranno piu' sponde sicure di riferimento per sostenere i loro figli gia' bersagliati dai messaggi piu' strani e contradditori di questa societa''.

     "Dopo la presa di posizione dei 51 parlamentari dell'Unione che contestano il raddoppio del quantitativo di cannabis detenibile per uso personale, mi sembra ragionevole che i ministri firmatari del provvedimento Livia Turco e Clemente Mastella lo ritirino, affinche' le commissioni competenti di Camera e Senato possano adeguatamente approfondire il problema".
    Lo dice Carlo Giovanardi, deputato Udc. "In quelle sedi, con onesta' intellettuale, si potra' verificare dati alla mano sui risultati della legge Fini Giovanardi, se i presupposti che hanno determinato la decisione siano veri o falsi a cominciare dal dato indiscutibile che nei primi sei mesi dall'applicazione della legge gli arresti sono diminuiti del 10%".

    'La decisione del ministro Livia Turco relativa alla quantita' di cannabis per uso personale e' un primo passo nella direzione dell'abolizione della pessima legge Fini-Giovanardi, che ha criminalizzato i consumatori, ingolfato le carceri, per cui e' stato necessario l'indulto, e lasciata irrisolta la questione delle tossicodipendenza nel nostro Paese'. E' quanto sostiene il senatore dell'Ulivo Nuccio Iovene (Ds), componente della commissione Sanita'.
    'Separare il ruolo di trafficanti e spacciatori che vanno combattuti con grande determinazione e tossicodipendenti o consumatori di droghe leggere, che devono essere aiutati e non criminalizzati - sottolinea Iovene - e' la base di qualunque normativa sensata in questo campo, fin dai tempi del cartello 'Educare, non punire', promosso dall'associazionismo laico e cattolico, in occasione della prima legge Iervolino'.
    'Gia' nei giorni scorsi, le 'voci dal sen fuggite' dei vari Gasparri e Giovanardi - osserva Iovene - non avevano mancato di attaccare il provvedimento del ministro Turco, collegandolo in maniera ardita addirittura ad argomenti che nulla avevano a che vedere, come i ticket sanitari. In realta' la legge del centrodestra e' clamorosamente fallita, e oggi e' necessario, invece che attardarsi in polemiche strumentali e demagogiche, costruire passo dopo passo, cosi' come il provvedimento della Turco ha fatto, una nuova politica nei confronti delle droghe'.

    "Il decreto Turco e' un atto di grande responsabilita' e saggezza. Non condivido affatto, ne' nel merito ne' nel metodo, la lettera dei 51 parlamentari dell'Unione, prevalentemente della Margherita, che critica il decreto del ministro Turco sulle dosi di cannabis consentite per evitare il procedimento penale". A dirlo e' Carlo Leoni (Ulivo), che aggiunge: "Non ho alcun dubbio sul fatto che su tutta la materia delle droghe sia necessaria una nuova legge che cancelli e sostituisca quella, grave e autoritaria, voluta da Fini e Giovanardi. Questo prevedeva, infatti- prosegue il senatore- lo stesso programma dell'Unione. Ma, mentre si discute e si prepara la nuova legge, quella attuale continua a produrre i suoi danni sulla pelle di tanti ragazzi e delle loro famiglie, soprattutto- continua Leoni- a causa delle soglie di tollerabilita', previste dal vecchio decreto varato dall'allora ministro Storace".
    Il parlamentare difende "la grande serieta' dell'intervento di Livia Turco, al contrario di quei parlamentari di maggioranza che- conclude Leoni- invece di far agire la loro contrarieta' nelle sedi istituzionali, producono e inviano lettere".

    "Il decreto Turco che raddoppia la dose di cannabis per uso personale limita i danni piu' gravi della legge Giovanardi-Fini, che noi abbiamo contrastato e che e' necessario cambiare pesantemente". E' quanto dichiarano Vittoria Franco (Ulivo), presidente della commissione Cultura di Palazzo Madama, e Felice Casson, componente della commissione Giustizia.
    "Questo decreto- spiegano i parlamentari- non nega la possibilita' di confrontarsi sul tema delle tossicodipendenze. A patto che condividiamo il punto di partenza, e cioe'- aggiungono-che la legge Fini-Giovanardi sia sbagliata, perche' comporta una punizione che non risolve il problema".
    "Riteniamo sbagliato- concludono Casson e Franco- porsi in un'ottica repressiva e punitiva, specie in materia di droghe leggere. E' certo poi che la pena non risolve la questione delle tossicodipendenze".

    "I colleghi che si sono espressi contro il decreto che estende le depenalizzazione della cannabis per uso personale, forse non si sono resi conto che la maggior parte delle comunita' terapeutiche si sono espresse a sostegno del ministro". A ricordarlo e' Franca Bimbi (Ulivo) rispondendo alla lettera dei 50 parlamentari dell'Unione, pronunciatisi contro il decreto Turco.
    "Che ci siano posizioni diverse tra le comunita' e tra le personalita' che si occupano di tossicodipendenza- spiega Bimbi- e' assolutamente normale: guai se avessimo un unico modello e un unico approccio nell'affrontare i servizi alla persona. Non siamo in Unione sovietica. Mi sembra invece problematico che- aggiunge- molti colleghi che hanno votato contro la legge Fini-Giovanardi esprimano coralmente, per ragioni cosi' dette morali, una sfiducia di fatto nei confronti di Livia Turco".
    "Il ministro- prosegue Bimbi- ha il merito di aver iniziato un percorso non facile, allo scopo di dare maggiore fiducia ai giovani, agli operatori e alle famiglie. Un'ideologia repressiva su questo e altri temi- conclude la parlamentare- non diminuisce l'autorevolezza degli adulti (dei legislatori in particolare) nei confronti dei giovani".

    Il provvedimento del ministro Turco sulla cannabis 'rischia di far passare come normale l'uso di stupefacenti nella nostra societa''. E' quanto afferma il vicesegretario dei Popolari-Udeur Antonio Satta.
    'Questo appare altresi' - aggiunge - dalla scarsa importanza data, anche all'interno stesso della Camera, alle dichiarazioni rilasciate dall'onorevole Caruso. Non conta tanto che si sia o meno piantata marijuana nel cortile di Montecitorio, conta che della questione si e' parlato e si parla con una superficialita' che rasenta il disinteresse o, appunto, la normalita'. Noi Popolari Udeur - prosegue il parlamentare - siamo contro ogni logica repressiva volta alla criminalizzazione della tossicodipendenza, ma riteniamo che l'uso di qualsiasi tipo di droga sia un errore. Capiamo l'intento del ministro di evitare che per uno spinello si finisca il galera, ma al contempo bisogna lanciare segnali forti sul fatto che consumare droga e' un male'.
    Per Satta, elevare la dose massima di consumo di cannabis 'rischia di far calare l'attenzione nei confronti della lotta all'uso di stupefacenti'.'Consumare droga - afferma - e' un male, non solo perche' questo porta a una spesa non indifferente per le cure da parte del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche perche' e' ormai accertato che il traffico di droga e' tra le principali fonti di finanziamento della criminalita' organizzata'.

    'Un ministro deve governare e facendo atti conseguenti segue una linea politica.Se governa, non puo' ogni volta, prima di compiere questi atti, cercare una mediazione che comporterebbe tempi molto lunghi di decisione' Lo dice il Presidente della Commissione Sanita' del Senato Ignazio Marino che difende e sostiene la scelta fatta dal ministro Turco.
    'E' evidente che in Parlamento si fanno le leggi e si verifica anche l'efficacia degli atti di governo.
    Ed io sono assolutamente certo che il ministro Turco e' disponibile a spiegare la ratio delle sue decisioni.
    Io penso, pero', che vada assolutamente separata la questione della cannabis da quella degli altri stupefacenti.
    Parlo da parlamentare, da medico, ma anche da padre di una figlia che aborrisce anche il tabacco (che mi spaventa altrettanto)'.
    'Se la scoprissi a fumare uno spinello la punirei severamente. Ma non auspicherei certamente l'esistenza di una legge che la spedisca in carcere, infliggendole un trauma esistenziale. A nessuno sfugge che le galere non sono i posti piu' indicati per aiutare giovani che, magari in un momento di esuberanza, si sono fatti uno spinello'.

    "Se l'obiettivo dei 51 parlamentari dell'Unione, è quello di 'promuovere un confronto vero e approfondito' sulla prevenzione della tossicodipendenza, dopo la decisione del ministro Turco di raddoppiare il limite tabellare dei derivati della cannabis, esso è del tutto condivisibile. E può trovare un immediata possibilità di realizzazione nella discussione della mozione che An ha depositato ieri al Senato".
    Lo scrive in una nota il senatore di Alleanza Nazionale Alfredo Mantovano.
    "Un confronto in Parlamento sul punto, da attivare senza ritardo, è il miglior rimedio all'improvvido tentativo del ministro della Salute - conclude Mantovano - di aggirare la legge in vigore con un decreto amministrativo".

    "Non si faccia confusione sul decreto della Ministra Turco: quel decreto è finalizzato esclusivamente a non mandare in carcere un giovane per uno spinello". E' quanto precisa la responsabile nazionale Diritti civili dei Ds, Ivana Bartoletti.
    "Si tratta di un provvedimento - spiega Bartoletti - guidato da saggezza e buon senso che ha come unico scopo quello di tamponare gli effetti di una legge, la Fini-Giovanardi, che ha solo aumentato gli arresti e che non ha mai inciso sulla diminuzione del consumo".
    Secondo la diessina "non c'è messaggio più devastante, per un giovane che essere trattato come uno spacciatore".
    "Dunque, la strategia repressiva non ha alcun senso - sottolinea - vanno invece combattute tutte le dipendenze, per una politica seria fatta di lotta allo spaccio e tolleranza zero verso i trafficanti, come stiamo dimostrando con i provvedimenti contenuti nella legge Finanziaria e - conclude Bartoletti - come avevamo chiaramente indicato nel programma dell'Unione".

    'Dinanzi al coro di civili proteste che sta condannando la scelta del ministro Turco di raddoppiare la quantita' di cannabis che e' possibile detenere per uso personale, appare francamente patetico e incongruamente politichese il distinguo dell'onorevole Giachetti, che dal suo blog, autonominato organo ufficiale del partito, scomunica gli autorevoli Castagnetti, Binetti, Bobba e Carra'. E' l'opinione di Stefania Prestigiacomo.
    'La Margherita, spiega Giachetti, e' pluralista, ma i deputati esprimendo le proprie idee non devono dar l'impressione che quelle idee siano 'maggioritarie o prevalenti' all'interno del partito. Cosa sia prevalente pero' non si sa, visto che, dallo stesso blog, Giachetti ci informa che 'non risulta si sia mai discusso o deciso in sedi formali sull'argomento'. Ma stupisce che se l'autorevole Giochetti provvede a redarguire Castagnetti, Binetti, Bobba e Carra, che proprio dei carneadi non sono, la Turco - prosegue Prestigiacomo - sia stata circondata in questi giorni da un fragoroso silenzio dei leader del suo schieramento, che non mi sembra si siano sprecati in messaggi di sostegno al ministro'.
    Per Prestigiacomo, la realta' e' che, 'elevando a 40 spinelli, una quantita' spropositata, la dose personale, si e' di fatto liberalizzato non tanto l uso quanto lo spaccio di marijuana'. 'E forse anche nella maggioranza cominciano a capire - conclude l'esponente di Forza Italia - di aver fatto un errore gravissimo, meritandosi la censura del Forum delle Famiglie e delle maggiori Comunita' Terapeutiche e la corrosiva proposta di legge del presidente Cossiga che provocatoriamente ha proposto la liberalizzazione dell'uso e del commercio di tutte le droghe'.

     'I 51 parlamentari dell'Unione che si oppongono al decreto Turco che legittima l'uso della cannabis e ne legalizza lo spaccio votino la mozione contro tale provvedimento presentata da An al Senato'. E' l'invito del deputato di An Riccardo Pedrizzi, che chiede ai senatori del centrosinistra di 'compiere dei fatti' e cioe' di dimostrare 'che le loro non sono soltanto chiacchiere'.

    Motivi di fibrillazione nella maggioranza per l'aumento della dose minima di sostanze di cui disporre decisa dal ministro Turco, e il ministro Paolo Ferrero scrive ai 51 deputati che hanno raccolto firme anti Turco.
    'La necessita' di aprire una discussione seria ed approfondita nel paese che tenga conto delle cose che scrivete nella lettera - scrive Ferrero indirizzandosi ai 'Gentilissimi Deputati e Senatori' nella missiva diffusa in tarda serata di ieri - e' - dal mio punto di vista - un'esigenza estremamente importante. Lo e' perche' un fenomeno complesso come quello del consumo di sostanze stupefacenti richiede alla politica la capacita' di saper ascoltare: gli operatori, la scienza, la societa' civile.
    Nessuno di noi pensa che l'utilizzo delle sostanze sia un diritto, ma un fenomeno con il quale confrontarsi e sul quale intervenire cosi come avviene in altri paesi tenendo in considerazione le evidenze scientifiche.
    Per questo il mio ministero ha provveduto a ricostruire la consulta sulle tossicodipendenza, la consulta sui problemi alcol correlati ed ha allargato il raggio di azione del dipartimento antidroghe al complesso dei fenomeni legati alle dipendenze.
    Come voi del resto sottolineate questo fenomeno coinvolge larghe fette della nostra popolazione. Dall'alcol agli psicofarmaci, dal doping alla nicotina o alla dipendenza da videopoker, vi sono - assieme alle droghe illegali - una vasta gamma di comportamenti nei quali occorre comunque sempre distinguere l'uso, dall'abuso, dalle forme di dipendenza.
    Di fronte ad una situazione cosi' complessa, - prosegue la lettera di Ferrero - in questi anni abbiamo assistito ad una banalizzazione della discussione che sotto il titolo droga ha ricompresso sostanze tra loro totalmente diverse, che hanno differenti livelli di pericolosita', sia intrinsecamente che in rapporto alle modalita' di assunzione, al contesto in cui si utilizzano, e alle caratteristiche fisiche e psichiche dell'assuntore. Il passato Governo ha parlato di droga al singolare senza svolgere azioni sistemiche di prevenzione; questo ha contribuito a far si che oggi i nostri giovani considerino fumare uno spinello alla stregua di fumare una sigaretta di cocaina; occorre assolutamente superare questa situazione.
    Del resto gli stessi dati ce lo dimostrano, come evidenzia la relazione al parlamento nei 5 anni del governo Berlusconi e' raddoppiato il consumo di Cocaina al pari di quello della Cannabis. Ritengo quindi utile cogliere l'occasione della vostra lettera del tema per aprire una discussione seria sulla questione. Io sono convinto che l'Italia deve smetterla di essere il fanalino di coda dell'Europa, e che si possa finalmente impostare una politica dei quattro pilastri in cui la prevenzione, la cura, la riduzione del danno, e la lotta al narcotraffico siano gli assi principali della nostra azione di governo. Per questo ritengo che il Decreto sulle tabelle sia giusto perche' pur rifiutando la logica della soglia riesce ad attenuare lievemente gli effetti perversi della legge Fini. Si tratta di un atto moderato, di mera riduzione del danno, al fine di evitare che la legge in vigore determini, dopo l'indulto, il paradosso di riempire le carceri di consumatori e tossicodipendenti. Evitare che un giovane entri in carcere per qualche spinello vuol dire ridurre il rischio che diventi tossicodipendente, dato che in carcere le sostanze girano esattamente come fuori; molti genitori possono essere preoccupati perche' i propri figli consumano cannabis; almeno adesso potranno evitare di vederli finire in galera, con le conseguenze devastanti che questo fatto determina.
    In ogni caso, - conclude il ministro - al di la' delle diverse opinioni che esprimiamo, mi pare necessario aprire il confronto e vi propongo pertanto di calendarizzare rapidamente una riunione in cui si possano affrontare questi temi'.

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