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  • 17/11/2006 Ancora polemiche sul decreto sulle quantita' di cannabis (www.aduc.it)

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    'Desidero esprimere un ringraziamento sincero al Ministro della Salute Livia Turco, per la serieta' e correttezza dimostrate nella formulazione del decreto sulla detenzione ad uso personale delle droghe leggere". Lo ha dichiarato Enzo Bianco, dell'esecutivo nazionale della Margherita.
    "In merito all'intera vicenda mi sembra che le polemiche dei giorni scorsi siano state inutili e strumentali. Il ministro Turco ha portato avanti un'indagine seria e senza preconcetti, evitando arrendevolezze o atteggiamenti irrazionali - un'insidia possibile, data la delicatezza del tema trattato - dalla quale e' scaturito un provvedimento, conclude Bianco, senza dubbio equilibrato e coerente.

    'Il decreto Turco che raddoppia la quantita' di cannabis per uso personale e' inaccettabile e diseducativo, perche' va contro i valori e la liberta''. Lo afferma Salvo Musumeci, componente della Direzione regionale di Alleanza siciliana, annunciando la proposta di costruire un comitato 'Droga? No grazie' aperto ad associazioni, sindacati e cittadini. Per aderire si puo' inviare un fax allo 095-0932273 o un e-mail all'indirizzo droganograzi@libero.it.
    'L'obiettivo -ha spiegato Musumeci- e' chiedere l'abrogazione del decreto, se necessario anche attraverso una mobilitazione di piazza. L'iniziativa di Alleanza siciliana e' rivolta a quanti condividono la necessita' di levare un grido di protesta contro il Parlamento che entro 60 giorni dovra' approvare il decreto legge del ministro della Salute, Livia Turco'.

    "In questi anni e' successo spesso che una persona che portava il fumo per tutto il gruppo di amici finisse in prigione per spaccio. E' opportuno che vengano depenalizzate queste pratiche concrete, la gestione di gruppo e per il gruppo del fumo. Se un gruppo e' ampio e' facile arrivare a una quantita' alta di spinelli. Lo spaccio ha caratteristiche di altra natura per quanto riguarda le quantita'. Questa norma evita che nelle forme quotidiane le persone che consumano la cannabis non finiscano dentro con accuse anche pesanti". Ha risposto cosi', il ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero ai microfoni di Radio Luiss, sulla questione del decreto Turco e dell'innalzamento dei quantitativi consentiti di cannabis.
    Quanto alla corrispondenza, calcolata da alcuni giornali, di mille milligrammi di cannabis a 40 spinelli, Ferrero ha precisato che "evidentemente nelle pratiche quotidiane bisogna vedere la definizione esatta del numero di spinelli a cui corrisponde la quantita' di principio attivo resa legale dal decreto Turco, una definizione abbastanza complicata. Usare il numero di 40 e' discutibile e il confine e' molto aleatorio". "Inoltre  il decreto Turco non equipara nemmeno il quantitativo di cannabis a quello di cocaina gia' presente nelle tabelle. Il precedente governo aveva inserito un quantitativo tollerabile di cocaina molto piu' alto di quello della cannabis: in questo modo un consumatore di cocaina quasi mai veniva identificato con uno spacciatore, cosa che capitava spesso invece per i consumatori di cannabis. Si trattava di una scelta poitica che io ritengo totalmente sbagliata. Ora la soglia tra le due sostanze e' quasi simile, anche se per la cannabis il livello rimane ancora al di sotto della cocaina".
    Ma il ministero da lui presieduto, ha voluto ricordare Ferrero, non si occupa solo del problema delle droghe e della dipendenza da esse. "Ci sono cose che fanno notizia e cose che non la fanno. La modifica delle tabelle fa molta notizia - ha chiarito - La consulta sui problemi legati al consumo di alcol e quella sulle dipendenze (non solo dalle droghe ma anche dai videogiochi e dal doping), il nostro lavoro per elaborare proposte di sensibilizzazione dei ragazzi riguardo al consumo dell'alcol, il piano approntato insieme al ministero dell'Istruzione, che partira' tra qualche settimana, per sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori e i loro genitori sulle dipendenze gravi e sulle droghe e spiegarne le differenze e la natura. Sono tutte iniziative che non conquistano le pagine dei giornali nello stesso modo. Noi  stiamo lavorando su tutti questi temi e anche sulla modifica della legislazione i cui pilastri sono: distinzione netta droghe leggere-droghe pesanti; pericolosita' delle sostanze (che si e' molto annebbiata in questi anni); distinzione spaccio-consumo; attenzione alla prevenzione e all'informazione; politiche di riduzione del danno, cura delle patologie date dalla dipendenza".

     'Il provvedimento sullo 'spinello' significa che in Italia la liberalizzazione dell'uso e della diffusione della cannabis e' stata fatta. Infatti portare la dose 'minima consentita ad uso personale' da 500mg a 1000mg significa la possibilita' di comprare e detenere fra i 35/40 spinelli. Ma il fatto grave e' che il Decreto Turco permette di acquistarli ogni giorno'.
    Lo sottolinea Giulio Conti, di An, componente della commissione Affari sociali della Camera.
    'Siccome neppure un elefante puo' consumare 35/40 spinelli al di', detenerne un tale numero e comperarne altrettanti ogni giorno, significa  che la liberalizzazione dell'uso e dell'acquisto di tale sostanza e' cosa fatta. La marijuana in Italia e' stata liberalizzata e forse la Ministra Turco neppure si e' accorta del reato che ha compiuto'.

    'Premesso che sono contraria all'uso di qualsiasi sostanza stupefacente, sono convinta che il tema sia stato volutamente mal posto. Ad esso, infatti, il centrodestra ha dato una connotazione ideologica che non gli appartiene e non gli deve appartenere. La domanda da porsi e' solo una: e' giusto che un giovane vada in carcere per aver detenuto un grammo di principio attivo di cannabis?' Con queste parole la senatrice dell'Ulivo Marina Magistrelli interviene nel dibattito sollevatosi a seguito del decreto del ministro della Salute Livia Turco che modifica i quantitativi di detenzione personale di cannabis.
    'Il centrosinistra sostiene che il carcere debba essere comminato solo per i reati veramente gravi. Il centrodestra, invece, negli anni di governo ha voluto da una parte punire con il carcere chiunque fosse trovato in possesso della quantita' necessaria per preparare una ventina di spinelli e  dall'altra depenalizzare moltissimi reati ben piu' gravi e importanti'.
    'Il giudizio dell'Ulivo non cambia rispetto all'uso delle sostanze stupefacenti. Semplicemente si ritiene che in galera ci debba andare chi ha commesso reati gravi e che necessitano di correttivi e interventi drastici. Non certo - conclude Magistrelli - per aver detenuto un grammo di cannabis'.

    'La repentina decisione del ministro Turco di raddoppiare la dose per uso personale delle droghe cosiddette 'leggere' lascia profondamente interdette le famiglie' . E' quanto afferma in una nota diffusa oggi il 'Forum delle Famiglie' che riunisce 41 associazioni in rappresentanza di circa tre milioni di famiglie italiane.
    Il motivo del dissenso, per il Forum delle famiglie, nasce in primo luogo 'per la quantificazione: quaranta spinelli o dosi equivalenti di altre sostanze piu' che una modica quantita' rappresentano una scorta mensile o piu' probabilmente la dotazione quotidiana di uno spacciatore. Poi per le modalita': nessuna consultazione preliminare, nessun dibattito tra le associazioni che rappresentano i soggetti interessati alla materia, nessun approfondimento'.
    'La sollevazione praticamente plebiscitaria delle comunita' terapeutiche -si legge nel comunicato- la dice lunga sul consenso degli 'addetti ai lavori' alla scelta che il ministro ha evidentemente consumato in solitudine o forse in compagnia dei sostenitori della liberalizzazione della droga presenti nella maggioranza di governo. Infine per l'amara constatazione che ora le famiglie sono lasciate ancora un po' piu' sole ad affrontare il dramma della tossicodipendenza fin dalle piu' precoci manifestazioni come per l'appunto puo' essere il consumo di droghe 'leggere''.
    'Lo Stato eliminando di fatto ogni limite (educativo prima ancora che repressivo) al possesso di quelle droghe 'leggere' e di conseguenza rinunciando ad ogni controllo sul loro commercio non fa altro che lavarsi le mani di un dramma sociale devastante per i giovani che ne sono preda e per le loro famiglie'

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