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  • 03/11/2006 Udine. Medici: non ha Senso opporsi alla Cannabis nella Terapia del Dolore (www.aduc.it)

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    Per il presidente dell'Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte, alla luce della sperimentazione avviata e agli attuali dati scientifici in possesso della classe medica 'non ha senso opporsi alla cannabis nella terapia del dolore' anche se 'la morfina e i suoi derivati assolvono bene al compito'.
    Conte ha ricordato l'apertura del Ministero della salute alla cannabis 'e' semplicemente sperimentale' e che, quindi, anziche' rivolgersi a qualcosa in via di sperimentazione, 'sarebbe piu' opportuno  utilizzare la morfina e i suoi derivati, in maniera piu' consistente e senza preclusioni'.
    Per esprimere meglio il concetto, il presidente ha rimarcato che 'la cannabis non ha dato risultati superiori, come antidolorifico, rispetto alla morfina e, in ogni caso, finora non si sono valutati completamente eventuali effetti collaterali associati alla cannabis'. Il consiglio?
    'Non avere paura a prescrivere di piu' e piu' spesso la morfina'.
    Nessuna demonizzazione della cannabis, comunque. 'Non bisogna farne un caso ideologico o politico; certamente non bisogna agitare la cannabis in medicina come se fosse una specie di droga di Stato; la scienza non e' ne' di destra, ne' di sinistra'. Adesso l'Ordine dei medici e' impegnato a far accrescere la quota di copertura della somministrazione di morfina e suoi derivati nel territorio udinese. 'Siamo convinti che la semplificazione avviata dal Ministero possa agevolare la prescrizione dei farmaci antidolore', ha auspicato Conte. Che non pensa soltanto alle malattie terminali e agli stadi di fine-vita, ma anche a tutte quelle situazioni di dolore con cui si convive per anni e anni, anche con una prospettiva di vita lunga.
    'Pensiamo, ad esempio, ai dolori neuropatici, a malattie croniche dell'intestino, a forme croniche reumatiche, in patologie degenerative osteo-artrosiche o in pazienti paraplegici: queste persone hanno il diritto di vivere senza provare dolore e i medici sono chiamati a garantire la qualita' di vita anche a loro: e' giusto e doveroso eliminare il dolore e non solo quello terminale'.
    Rischio di assuefazione o di creare tossici legalizzati per tutta la vita? 'Nulla di tutto questo. C'e' un ventaglio di supporto analgesico tale che l'assuefazione non rappresenta alcun rischio, dal momento che basta cambiare il farmaco'. Conte spera che la semplificazione dell'accesso ai registri degli oppioidi e alla sburocratizzazione stabilita dal Ministero possano accelerare la strada per l'ottimizzazione e l'incremento della prescrizione degli oppioidi in Friuli. 'Bisogna lasciare al medico liberta' di scegliere in scienza e coscienza le migliori soluzioni per il cittadino, senza sottoporlo a vincoli legislativi o a giudizi morali. Dobbiamo ancora migliorare e puntare all' eccellenza nel campo degli oppioidi, senza freni o paure'.


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