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29/10/2006 Meta' degli Spacciatori di Droga al Nord sono Immigrati (www.aduc.it)

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Uno studio dell'Universita' di Bologna rivela che nel Nord Italia almeno uno spacciatore di droga su due e' extracomunitario. Ne riferisce il Corriere della Sera.
"A differenza delle banlieues francesi, dove i figli disoccupati degli immigrati regolari possono anche scatenare la guerriglia urbana, le periferie del Nord Italia per ora sono attanagliate da un'altra emergenza: i cosiddetti 'clandestini indesiderati' di prima generazione. Quelli che, per intenderci, non guadagnano 700 euro al mese in nero, facendo la badante o il muratore, ma presidiano piazze e marciapiedi per spacciare ogni tipo di droga.

E il ricco Veneto ha il primato: a Padova, la citta' del 'muro antispaccio', nel 2005 il 64,7% degli arresti per droga ha riguardato gli stranieri. A Verona il 53,3%, la stessa percentuale che nello stesso anno e' stata registrata negli hinterland di Milano e di Torino. Uno studio del professor Marzio Barbagli del dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Universita' di Bologna, che ha messo in sequenza i dati sui reati denunciati dal 1988 al 2006, mette a fuoco con una costante la percentuale di stranieri deferiti all'autorita' giudiziaria per violazione della legge sugli stupefacenti (produzione, traffico e spaccio).

La costante, cioe' una flessione del fenomeno straniero/spacciatore, si ripete ben quattro volte e sempre in occasione delle diverse sanatorie o regolarizzazioni: legge Martelli del '90, decreto Dini del '95, Turco- Napolitano del '98 e Bossi- Fini del 2002.
L'effetto 'calmiere' e' dovuto a due fattori: oltre alla paura di perdere il permesso di soggiorno faticosamente conquistato, ci sono i controlli di polizia e la macchina delle espulsioni che e' stata resa piu' efficiente dal primo governo Prodi e dal Berlusconi II in occasione di sanatorie e regolarizzazioni.

Spiega Barbagli: 'L'attenzione e' tutta focalizzata sugli sbarchi a Lampedusa ma qui il problema vero sono i controlli interni. Quando si trova un irregolare indesiderato, sul quale non si puo' chiudere un occhio perche' non fa la badante o il muratore, la polizia applica norme ancora troppo poco severe rispetto agli altri Paesi della Ue nei quali si finisce in galera se ti rifiuti di dire chi sei e da dove vieni'. E i numeri sui reati commessi dagli stranieri dimostrano quanto siano numerosi gli 'indesiderati' e come si sappiano adeguare alle esigenze del mercato degli stupefacenti: si concentrano soprattutto nel province del Nord, dove girano piu' soldi, abbandonando lo spaccio di eroina per dedicarsi a quello piu' remunerativo di cocaina (negli ultimi 10 anni sono quasi quintuplicati gli stranieri segnalati per lo smercio di questo tipo di droga). A monte di tutto questo c'e' il sistema dei Centri di permanenza temporanea (Cpt) e delle espulsioni, introdotto dal centrosinistra con la Turco- Napolitano e poi reso piu' severo dal centrodestra con la Bossi-Fini, che ha mostrato grosse sacche di inefficienza e di cattiva gestione: nel 2000-2001, gli espulsi effettivi erano il 30%. Una quota che, con la Bossi-Fini, diventa del 51% nel 2003 quando va a regime il raddoppio del tempo di trattenimento nei Cpt (da 30 a 60 giorni). Poi, pero', gia' nel 2004 il meccanismo delle espulsioni diventa meno efficace. 'I Cpt non devono essere luoghi di detenzione, di sofferenza, ma solo degli hotel, magari a piu' stelle, nei quali lo straniero viene trattenuto in attesa della sua identificazione', spiega Barbagli. Che aggiunge: 'E' ovvio che, insieme a norme piu' severe per gli indesiderati, servono politiche piu' flessibili per l'ingresso dei lavoratori.

Ma questo e' l'altro lato della medaglia'. E come ha osservato in piu' occasioni il ministro dell'Interno Giuliano Amato, bisogna evitare che nei Cpt convivano famigliole e delinquenti abituali. 'Il dato della criminalita' straniera non e' trascurabile', incalza Barbagli che in passato ha collaborato con il governo di centrosinistra. Tra il 2001 e il 2003, gli stranieri hanno battuto il record nei borseggi (83%), nei furti in appartamento (61%) e nei furti d'auto (34%). E poi c'e' lo sfruttamento della prostituzione che ha determinato un impressionante aumento delle donne straniere vittime di omicidio: 'Anche per reati meno gravi gli stranieri sono soggetti a rischio, piu' degli italiani'. Ma e' la droga che alimenta le statistiche criminali: 'Nel Nord Est, il fenomeno ha una diffusione enorme e per questo la popolazione e' furibonda', conclude Barbagli. Mentre nel Far West di Napoli, dove la Camorra paga miseri mensili agli spacciatori minorenni italiani, gli stranieri arrestati per droga sono solo il 4,5% del totale

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