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  • 16/10/2006 Turco: Pronto mio Ddl sulla Cannabis Terapeutica (www.aduc.it)

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    Si' alla cannabis, come medicina. Come sostanza antidolore, stimolante dell’appetito, antinausea per i pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia. Il disegno di legge firmato dal ministro della Salute Livia Turco e' pronto, potrebbe arrivare molto presto sul tavolo del Consiglio dei ministri, anche questa settimana: il sistema sanitario nazionale, dunque, darebbe il via libera all’uso terapeutico (finora proibito) dei derivati dalla cannabis. Che la legge sulla droga Fini-Giovanardi del febbraio scorso, ha stigmatizzato come privi di utilita' curativa.
    In vista, dunque, un allargamento dei principi destinati, essenzialmente, a controllare il dolore e a sedare gli effetti infiammatori di molte malattie. Dalla sclerosi multipla, all’artrite reumatoide, all’inappetenza del malato di Aids. "Una crescente mole di evidenze scientifiche - si legge in una lettera che oltre una trentina di ricercatori appartenenti all’Associazione cannabis terapeutica hanno inviato al ministro Turco - ha dimostrato l’efficacia di queste sostanze in una vasta gamma di patologie acute e croniche spesso resistenti alle terapie convenzionali. In particolare il dolore neuropatico come la spasticita' da lesioni del midollo spinale. Abbiamo, inoltre, indicazioni preliminari sulle potenzialita' in altre malattie, l’ansia, l’insonnia, la depressione, l’epilessia".
    Due sono i principi attivi di sintesi che potrebbero arrivare anche nelle nostre farmacie e gia' in vendita in Usa, Canada, Svizzera, Belgio, Olanda, Gran Bretagna e Germania: sono il Delta-8-tetraidrocannabinolo (Thc) e il Delta-9-tetraidrocannabinolo (Thc). Tre, in Italia, le universita' che stanno sperimentando la cannabis sintetica per i malati di tumore: La Sapienza di Roma, la Bicocca di Milano e le Molinette di Torino. La cannabis non e' ancora ufficialmente approvata per il trattamento del dolore ma le ricerche finora concluse, secondo i medici, hanno dato risultati molto confortanti. A Torino, per esempio, viene utilizzato un farmaco sintetico per via inalante. In diversi casi, tutti malati oncologici terminali, e' stato deciso di associare la morfina alla cannabis.
    Lo stesso ministro della Salute Livia Turco nella Giornata mondiale della lotta la droga aveva annunciato che avrebbe reso "piu' agevole la prescrizione di medicinali a base di Dronabiol, il principio attivo analogo a quello della cannabis". "Un farmaco -aveva aggiunto- ancora non in commercio in Italia, ma da tempo utilizzato in altri paesi, anche europei per alleviare le sofferenze di malati affetti da Hiv, sclerosi multipla, tumore e altre gravi patologie". Ed ecco il disegno di legge che, oltre all’apertura ai derivati della cannabis, prevede anche l’abolizione del ricettario ad hoc per gli oppioidi. Per prescriverli, infatti, una volta approvato il testo, sara' possibile utilizzare il normale ricettario. "Sono contraria all’eutanasia -ha detto il ministro in questi giorni di polemica sui trattamenti di fine esistenza- per il rispetto della sacralita' della vita. Sono convinta che sia una scelta estrema. Piuttosto vanno incrementate le cure palliative e le terapie antidolore". In un paese in cui solo il 40% dei malati di tumore riceve cure per alleviare le sofferenze.

     

    COMMENTI

    La Societa' italiana cure palliative sostiene il provvedimento firmato dal ministro Livia Turco. "Stiamo parlando di una molecola che va gestita e controllata come gia' si fa con gli oppioidi e la morfina", spiega Cristina Rebuzzi, anestesista coordinatore regionale della Societa'. "Non e' assolutamente ammissibile banalizzare, avvicinare la terapia per i malati al consumo dello spinello. Non va fatto alcun riferimento all’autosomministrazione. Piuttosto, dobbiamo parlare di quelle sostanze come di un normale farmaco. Quindi, dei suoi eventuali effetti collaterali, dell’efficacia e della tollerabilita'. Aspettiamo che l’Aifa, l’Agenzia del farmaco, permetta la commercializzazione. Ben venga un ulteriore strumento, testato e sperimentato, da destinare alle persone che soffrono. Un nuovo strumento per migliorare la qualita' della vita anche per chi e' nella fase terminale".

    "Era ora che se ne parlasse: siamo certamente favorevoli al ddl del governo sull'uso terapeutico dei derivati della cannabis". Lo ha detto il capogruppo dei Verdi in commissione Affari sociali-Sanita' della Camera, Tommaso Pellegrino, sottolineando che e' in corso di presentazione una proposta di legge del Sole che ride sull'argomento.
    "Da un punto di vista scientifico, i risultati dell'utilizzo dei derivati della cannabis sono significativi- va avanti- in Italia, su questo tipo di terapia ,siamo ancora troppo indietro, rispetto agli altri paesi europei".
    "E' inconcepibile come talvolta le procedure burocratiche possano frapporsi ad un'efficace lotta alla sofferenza e al dolore bisogna, infatti, prevedere uno snellimento di queste procedure, per andare sempre piu' incontro alle esigenze di tanti pazienti, che vivono una situazione di particolare sofferenza".

    Intervista all'on. Carlo Giovanardi (Udc), La Stampa 16-10-2006
    Onorevole Carlo Giovanardi, lei insieme a Fini ha firmato la legge sulla droga attualmente in vigore. Che cosa ne pensa dell'uso medico della canapa?
    "Se verra' utilizzata come la morfina, se ci sara' il controllo diretto del medico, una prescrizione su ricetta, con motivazioni molto serie, se ci sara' un uso esclusivamente farmaceutico, come antidolorifico, allora va bene, non ho obiezioni".
    Ma il riconoscimento della terapeuticita' puo' costituire un nodo politico?
    "Potrebbe. Non siamo d'accordo con una liberalizzazione surrettizia, il provvedimento deve avere finalita' chiare e ammettere l'uso dei derivati solo per scopi strettamente medici. Certo, se uno depresso o con disturbi neuro-vegetativi pensa di essere curato con la cannabis allora non ci siamo, questo non e' ammissibile. Significherebbe scardinare la legge e aprire una breccia al libero uso di hashish e marijuana. In ogni caso, se il testo, come sembra, ha delle ambiguita' in Parlamento ci opporremo".
    La Cdl in passato aveva negato l'uso medico
    "No, questo non e' vero. La nostra linea politica e' che se una sostanza e' efficace ed ha un riconoscimento scientifico come farmaco antidolore non c'e' motivo per non essere d'accordo".
    Presto arrivera' in Parlamento un nuovo testo di legge per la lotta alla tossicodipendenza. Prevede la depenalizzazione del consumo. Approva?
    "Si fa finta di non saperlo, l'uso e' gia' depenalizzato: la legge attuale non prevede il reato penale, il reato scatta solo con lo spaccio. E' stata una menzogna dire che migliaia di persone sarebbero finite in galera, il punto e' che si fanno tanti proclami ideologici, nascondendo la verita'".
    Verranno comunque tolte le sanzioni amministrative
    "Vuol dire che se uno e' tossicodipendente gli lasciamo la patente, cosi' lo facciamo circolare liberamente per strada e questo rappresenta un pericolo".

    L'utilizzo della cannabis nelle terapie antalgiche non deve essere un escamotage per aggirare la legge anti-droga. Lo sostiene il deputato di Fi, Angelo Sanza, che ricorda come la legge Giovanardi-Fini avesse 'stabilito l'irrilevanza terapeutica dei derivati della cannabis. Ammettiamo che la ricerca abbia fatto un passo in avanti, magari nel campo dei derivati sintetici del principio attivo e si possa ipotizzare un suo utilizzo nella battaglia contro la sofferenza. Quello che deve essere chiaro e' che il disegno di legge Turco, non dovra' diventare una scorciatoia per aggirare la legge proibizionista sulle droghe'.
    'Siamo molto sensibili al problema della terapia del dolore, specialmente nelle malattie terminali. Nella legge del ministro della Salute, non dovra' esserci alcun riferimento all'auto-somministrazione. Comprendiamo che non vada banalizzato il problema, che potenzialmente puo' coinvolgere la coscienza di ognuno di fronte al dramma del dolore, quello che invece non va sottovalutato e' il fatto che si tratta, comunque, di sostanze che andranno trattate, come gia' avviene, alla stregua delle terapie a base di oppioidi'.

    'Se quella del ministro e' una proposta per aggirare e annullare il divieto, che attualmente c'e', di assumere sostanze stupefacenti, tra cui la marijuana, certamente dico no'. E' questa la posizione espressa dal leader di An Gianfranco Fini. 'Attendo di conoscere bene la proposta', aggiunge Fini ricordando che 'anche la morfina e' somministrata negli ospedali pubblici, ma non e' certamente in libera vendita ne' nessuno puo' pensare di assumere liberamente morfina'. Quanto alla marijuana, Fini da' la sua disponibilita' 'solo come linea terapeutica anti-dolorifica, sempre su rigorosa prescrizione medico-scientifica e all'interno degli ospedali'.


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