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  • 11/09/2006 Lazio. Esplode il Consumo di Cocaina (www.aduc.it)

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    Cambia il volto dei tossicomani dei Roma e del Lazio: da eroinomani a cocainomani, da disperati a lavoratori e professionisti che consumano regolarmente sostanze stupefacenti.
    Secondo gli ultimi dati disponibili, contenuti in uno studio condotto dal dipartimento di epidemiologia dell' Asl Roma E, che gestisce il sistema informativo delle tossicodipendenze nella Regione Lazio, mostra che, dal 1996 al 2004, la percentuale delle persone che si rivolgono per la prima volta ai servizi pubblici o del privato sociale per problemi di tossicodipendenza sono passate dal 78% al 38% per l'eroina e dal 4% al 30% per la cocaina.
    "Un dato significativo, che rappresenta bene l' evoluzione delle tossicodipendenze nel Lazio nell'arco di 10 anni - commenta una responsabile del dipartimento dai epidemiologia dell'Asl Roma E, dottoressa Marina Davoli, che aggiunge "questi numeri, infatti, possono tranquillamente considerarsi attuali, in quanto il panorama tossicologico regionale dal 2004 ad aggi e' rimasto pressoche' inalterato".
    Per quanto riguarda l'eta' e il sesso dei nuovi tossicomani laziali (da eroina e cocaina) che entrano in cura, lo studio registra un "innalzamento della media da 26 anni nel '92 a 32 nel 2004", mentre gli uomini superano in maniera schiacciante le donne, soprattutto per il consumo di cocaina in cui si attestano al 95%.
    Il responsabile del servizio farmacodipendenze del Policlinico Gemelli di Roma, dottor Gianluigi Conte, commenta cosi' il trend dell'emergenza tossicologica romana: "Il target de nuovi soggetti che si rivolgono a noi non corrisponde assolutamente al prototipo del 'tossico da strada' che non puo' fare a meno dell'eroina e va a rubare per una dose. Ormai la maggior parte degli eroinomani sono tutti 'vecchie conoscenze', tossicomani di vecchia data che non riescono a smettere e, a fasi alterne, frequentano i centri di recupero".
    "La novita' di questi dieci anni e' il boom della cocaina che si e' diventata vera e propria droga ad alta diffusione. Con l'abbassamento dei costi sul mercato, infatti, la cocaina ha perso la sua inaccessibilita' economica e si e' imposta a tutti i livelli d'eta' e di ceto sociale. Con un termine improprio potremmo dire che si e' 'democratizzata' ".
    "Oggi il consumatore tipo e' un uomo che lavora e che puo' permettersela e che di solito riesce ad integrare discretamente bene l'uso della sostanza nel quotidiano, senza necessariamente entrare in trattamento". "I cocainomani che vanno in cura -conviene la dottoressa Davoli- sono una netta minoranza. Mentre, possiamo dire con una discreta certezza che un eroinomane entra in trattamento almeno una volta nella vita, la norma e' che il consumo di cocaina rimanga una cosa privata".
    "Basta considerare che circa il 50% di persone che si rivolgono ai servizi pubblici o del privato sociale per problemi di cocaina lo fanno perche' obbligati dalle autorita' giudiziarie e non di loro spontanea volonta' ".
    "Ogni dato sulla tossicodipendenza da cocaina e' leggere in quest'ottica e per questo si rivela riduttivo della reale emergenza tossicologia


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