13/06/2006 Ancora Polemiche per le Dichiarazioni di Ferrero sulle 'Stanze del Buco' (www.aduc.it)

  • Pagina Droga
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Sanità
  • Pagina Farmacologia
  • Continua la polemica sulle dichiarazioni di Paolo Ferrero, ministro della Solidarieta' Sociale, che ha affermato ai microfoni di Radio Radicale: 'Non ho nessuna contrarieta' preconcetta a forme di sperimentazione di riduzione del danno degli stupefacenti, come ad esempio le shotting room, ovvero le cosiddette stanze del buco'. Inoltre, Ferrero ha detto che anche "tra i politici e' diffuso il consumo di cocaina. Lo si e' visto da qualche inchiesta giudiziaria di alcuni anni fa che ci sono droghe che girano nei Palazzi. Forse non e' nemmeno un caso che le tabelle fatte dal precedente governo fossero piu' permissive sul versante cocaina che su quello della cannabis".

    Una riflessione approfondita e lontana dalle banalizzazioni. Secondo Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, cosi' va affrontato il dibattito sulla droga e le cosiddette stanze del buco.
    "Per quanto attiene il dibattito su droga e cosiddette stanze del buco -spiega in una nota- credo che sia necessaria una riflessione pacata e approfondita, che vada al di la' di semplificazioni o banalizzazioni magari a fini elettorali". Pertanto, conclude l'esponente del Pdci, "si apra, senza preconcetti, un dibattito con gli esperti".
    La proposta del ministro per la Solidarietà Sociale finisce nel mirino dell'Osservatoe Romano: "È ormai diventata una pericolosa abitudine -osserva il quotidiano d'Oltretevere- quella di alcuni ministri italiani che su temi particolarmente complessi invece di osservare un'auspicabile prudenza di giudizio sembrano gareggiare in esternazioni 'a titolo personale'".
    Richiamando le affermazioni del ministro, che parla di "possibilità di sperimentare", l'organo ufficiale della Santa Sede sottolinea: "Per ridurre il danno dunque si sperimenta. Sulla pelle dei tossicodipendenti".
    L'Osservatore Romano riporta poi le critiche che la proposta Ferrero ha ricevuto anche all'interno dello schieramento di centrosinistra. Si tratta di un "ennesimo avventuroso intervento" proprio "mentre si sta lavorando affinchè su temi etici e di particolare complessità il Governo sia in grado di esprimere una posizione univoca che tenga conto delle diverse sensibilità presenti anche all'interno dello stesso schieramento di maggioranza. Affinché 'sperimentazione' dunque, non diventi sinonimo di 'approssimazione'".
    "Dalle dichiarazioni del ministro Paolo Ferrero sulle 'stanze del buco' emergono chiaramente la leggerezza e l'incompetenza con le quali vengono affrontati dal Governo temi cosi' delicati". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Raffaele Zanon secondo il quale "proporre l'allestimento di camere per la somministrazione controllata di eroina equivale e trasformare lo Stato in spacciatore.
    "Vorrei proprio capire dal Ministro presso quali clan malavitosi dovrebbero rivolgersi le strutture pubbliche per procurarsi la droga da somministrare in modo controllato". "Questa insensata proposta dimostra come non si voglia affrontare il problema della tossicodipendenza con i soli metodi possibili per sconfiggerla: prevenzione della diffusione delle sostanze e cura presso le comunita' terapeutiche. A questo deve essere affiancata una seria e capillare informazione del cittadino su un suo diritto fondamentale: quello di essere affrancato da qualsiasi forma di dipendenza. Esattamente il contrario della proposta del Ministro che invece, con la sua proposta, ha sposato la politica della rassegnazione che implica la rinuncia ad ogni tentativo d'uscita dal tunnel quasi che per il tossicodipendente l'unica possibilita' esistenziale sia quella di continuare a drogarsi".
    Umberto Veronesi su Grazia in edicola questa settimana spiega perche', secondo lui, il proibizionismo non risolve il problema della tossicodipendenza dalle droghe pesanti. "Liberalizzare le droghe pesanti fa calare il numero dei tossicodipendenti: e' il risultato, pubblicato sull'ultimo numero del settimanale scientifico Lancet, di uno studio condotto dall'universita' di Zurigo. L'esperimento e' iniziato nel 1991, quando la Svizzera ha cominciato un programma di somministrazione controllata di eroina. Se dieci anni fa i neoconsumatori erano 850, oggi la cifra e' scesa a 150 (circa l'82% in meno). Per gli autori dello studio, il sociologo Carlos Nordt e lo psichiatra Rudolf Stohler, questi dati dimostrano che la politica "liberale" sulla droga della Svizzera non ha provocato la tanta temuta "banalizzazione" del consumo di eroina, cioe' il rischio di usarla di piu' perche' era piu' facile procurarsela. Al contrario, la dipendenza da eroina e' diventata sempre piu' un problema medico e ha perso la sua immagine di "atto di ribellione". I risultati di questa ricerca non mi meravigliano: gia' dopo un anno dalla legalizzazione dell'eroina per i tossicodipendenti gravi, all'inizio degli Anni 90, il governo elvetico aveva ottenuto una riduzione del 20% delle morti per overdose".
    E aggiunge che: "Questo dimostra che la legalizzazione delle droghe ha effetti positivi. Intendiamoci: io sono contro tutti gli stupefacenti, ma penso che non sia con il proibizionismo che si risolva il problema. Siamo tutti contrari alle droghe, leggere o pesanti, nessuno dice che fanno bene. Ma abbiamo soltanto due scelte davanti a noi: proibire o educare. possibile proibire? E, soprattutto, possiamo essere certi che la proibizione sia rispettata? Io credo di no. La proibizione non e' un deterrente, al contrario fa aumentare nei giovani il desiderio della trasgressione. Non solo: la proibizione rende costosissime le droghe e spinge chi ne fa uso a compiere atti criminali per procurarsele. E c'e' un ultimo argomento a favore della droga di Stato: il proibizionismo e' all'origine del mercato nero che alimenta la malavita internazionale e in Italia e' la principale fonte di sostentamento per la mafia. Sono convinto che se vogliamo combattere davvero la criminalita' organizzata bisognera' considerare seriamente l'abolizione del proibizionismo".
    "L'uscita del ministro Ferrero sulle cosiddette 'stanze del buco' dimostra ancora una volta che questo governo e' distante anni luce dalla sensibilita' dei cittadini italiani". Questo il commento del responsabile territoriale di Forza Italia Maurizio Lupi.
    "Non puo' sfuggire -continua Lupi- che tutti coloro che hanno speso la loro vita a favore del recupero e del reinserimento dei tossicodipendenti stanno nettamente prendendo le distanze dalla proposta di Ferrero. Da don Gelmini, a don Mazzi fino ad Andrea Muccioli e' un coro unanime contro il governo".
    "La cosa non ci meraviglia - conclude il deputato - in appena un mese a palazzo Chigi questo governo ha dimostrato nei fatti quello che era gia' emerso dal voto. Sono minoranza nel Paese e, per questo, si fanno portavoce di priorita' assolutamente minoritarie e demagogiche addirittura in contrasto con il bene comune della nostra societa'".
    "In tutta Europa si discute e si sperimentano politiche di riduzione del danno contro le droghe e le stesse 'stanze del buco' sono una realta' su cui ci si confronta con metodo scientifico, con l'unico obiettivo di ridurre i morti per overdose e sottrarre al mercato criminale i tossicodipendenti cronici". E' questo il commento del sottosegretario all'Economia e alle Finanze Paolo Cento sul dibattito che si e' aperto sulla droga dopo la proposta del ministro della solidarieta' sociale Paolo Ferrero". "La reazione del centrodestra alle affermazioni del ministro Ferero sono strumentali e ideologiche piuttosto il centrodestra spieghi all'opinione pubblica la legge Fini Giovanardi che punisce chi fuma uno spinello ed equipara con le tabelle ministeriali, lo spaccio della cocaina con la distribuzione della marijuana e dei suoi derivati".
    "Alle parole pero' devono seguire i fatti". Cosi' la Lila (Lega italiana per la lotta contro l'Aids) commenta le dichiarazioni del ministro Ferrero. "Il ministro Ferrero ha aperto finalmente il confronto su un argomento spinoso e su cui nessuno voleva arrischiare un dibattito serio, le shooting room o all'italiana 'le stanze del buco' e le pratiche di riduzione del danno in generale come pratica di contrasto ai fenomeni di abuso".
    La Lila, che sostiene l'iniziativa di Ferrero, spiega che la sperimentazione sarebbe opportuna a causa dei "dati europei sulle sperimentazioni effettuati con le shooting room in Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Spagna dove i casi di overdose sono diminuiti sensibilmente grazie alla possibilita' dell'intervento del medico presente".
    "Da sottolineare, inoltre che la possibilita' di sperimentare progetti di riduzione del danno di questo livello permetterebbe di incidere ulteriormente sul livello dei contagi da HIV, HCV, HBV tra i tossicodipendenti". "Non sappiamo quale credito possa avere in Italia e all'estero un ministro come Ferrero. La sua proposta per l'istituzione delle cosiddette 'stanze del buco' e' veramente una proposta indecente che ha dell'incredibile. Come incredibile e' che a farla propria sia un ministro della Repubblica che con la sua iniziativa, anche personale, si mette fuori dalla legge. La creazione di 'spazi' istituzionali per drogarsi e' una proposta vergognosa che finirebbe per creare dei ghetti, un'idea devastante, fuorviante. Una tempesta non foriera di eventi produttivi". Lo dichiara la portavoce di Forza Italia, Elisabetta Gardini.
    "Ferrero non ha la piu' pallida idea di cosa sia la tossicodipendenza, di come siano i tossicodipendenti, di quali siano i loro bisogni e di quali interventi si debbano attivare per aiutarli ad uscire dalla loro condizione. Se il governo facesse sua la trovata del ministro di Rifondazione sarebbe una logica di sconfitta. Una proposta che e' la presa d'atto del fallimento di ogni opera di prevenzione e di cura. Insomma queste stanze del 'buco' -conclude Gardini- non s'hanno da fare".
    "Sia chiaro un concetto: se qualcuno della banda del buco ha in mente di sperimentare le stanze della morte in Lombardia, regione in cui il fenomeno della tossicodipendenza e' purtroppo una piaga profonda, se lo tolga dalla mente perche' da noi trovera' sempre le porte sbarrate". Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione Lombardia e membro della Direzione Nazionale di Alleanza Nazionale, interviene cosi' sulle affermazioni del ministro Ferrero relative alle 'stanze del buco'.
    "Anzi -dice Viviana Beccalossi-, Prodi prenda in seria considerazione l'ipotesi di ritirare la delega alla solidarieta' sociale ad un ministro che propone soluzioni farneticanti e sconcertanti come questa. Da madre, prima ancora che da rappresentante delle Istituzioni chiedo al Presidente del Consiglio di intevenire tempestivamente evitando che una sciagurata proposta, sotto la spinta dell'estrema sinistra, dei centri sociali e dei no-global, si trasformi in realta'".
    "Le polemiche scatenate contro il ministro Ferrero, cui va la mia totale solidarietà e l'invito ad andare avanti, sono frutto di provincialismo e ignoranza". Lo afferma Daniele Capezzone, della Rosa nel Pugno. "Ci sono due cose da avere chiare la prima è che questo esperimento è stato lanciato proprio dalla Spagna di Aznar, cioè da un centrodestra liberale e non ideologico e clericale come il nostro. La seconda è che si tratta di un tentativo di mettere in contatto il tossicodipendente con un medico, con elementi di garanzia sanitaria, e non con lo spacciatore".
    "Ma il ticket Giovanardi-Mantovano preferisce, evidentemente, da una parte il carcere per i ragazzi presi con qualche spinello in tasca, e dall'altra parte, di fatto -conclude l'esponente della Rosa nel Pugno- lasciare alle organizzazioni criminali gli immensi proventi del narcotraffico".
    "Ribadisce il secco no del movimento da lui rappresentato alle 'drug rooms' il commissario regionale di FI Giovani dell'Emilia-Romagna Matteo Lunni. È di ieri la proposta del ministro della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero, che ha chiesto l'istituzione di 'stanze del buco', dove i tossicodipendenti possano drogarsi liberamente. Tale proposta era gia' stata presentata qualche mese fa dal Gruppo di Rifondazione Comunista presso la Regione Toscana: anche allora Lunni si era espresso in modo nettamente contrario a tale ipotesi definendola 'agghiacciante'. 'La sinistra non si fa scrupolo di mettere a rischio la vita dei giovani pur di perseguire i propri obiettivi politici. Ritengo che tale proposta sia inopportuna e profondamente sbagliata: inopportuna perche' fa pagare a tutti i cittadini i costi dell'uso di stupefacenti, e sbagliata perche' rischia di diffondere presso le giovani generazioni la pericolosa idea che drogarsi sia una cosa facile e lecita. Noi, al contrario, sosteniamo la legge approvata dal Governo Berlusconi: riteniamo che l'uso della droga sia illecito e vada perseguito e che coloro che incappano in questo tunnel necessitino aiuto e comprensione per poterne uscire. Esprimo, pertanto, la mia personale solidarieta' alle comunita' e a tutti quei volontari che si occupano di recuperare i tossicodipendenti, offrendo loro valori solidi su cui fondare la propria rinascita ed il ritorno ad un'esistenza normale'". Lo rende noto un comunicato di FI Giovani dell'Emilia Romagna.
    Sul problema della droga "c'è bisogno di tutto fuorché di proclami ideologici (e talvolta farneticanti). Ben fa il Ministro Ferrero a chiedere di confrontarsi e ragionare insieme, anche su temi ostici come la sperimentazione delle 'stanze del buco', che altro non sono se non luoghi protetti dove cercare di salvaguardare la vita e la salute di chi continua a drogarsi". E' quanto afferma in una nota Beppe Vaccari, responsabile del progetto Tossicodipendenze del dipartimento Welfare dei Ds.
    "L'opposto di quanto fatto da Giovanardi e company che pur di non discutere hanno infilato un problema così centrale come la lotta alla droga nelle urgenti necessità delle olimpiadi invernali, in più chiudendosi ad ogni apporto costruttivo del Parlamento con un voto di fiducia. Non stiamo inventando nulla di nuovo si parla infatti di esperienze già collaudate in svariati paesi europei, e non stiamo distruggendo nulla, perché al di là di un ossessivo ritornello di proibizione e punizione, la destra ha costruito meno di nulla. Nel programma dell'Unione sulle droghe abbiamo scritto cose importanti per uscire da quel nulla. Chi, invece di confrontarsi con i dati della realtà e sulle migliori pratiche sperimentate a livello internazionale, comincia a mettersi di traverso per partito preso, è interessato solo alla polemica".
    "Lasciamoli perdere a noi interessa la qualità della vita e le prospettive per il futuro di tutta una generazione di giovani, compresi quelli che sbagliano assumendo droghe. E' a loro, e non ai vari Giovanardi di turno che dobbiamo rispondere delle nostre scelte".
    "C'è in giro tanta voglia di ragionare, di approfondire, di capire quali siano oggi le strategie più efficaci per una vera e concreta lotta alla droga. Si interrogano le famiglie deluse dall'inefficacia di ottuse quanto inutili proibizioni si chiedono che fare migliaia di operatori dalla ricca e lunga esperienza, messi alle corde da cinque anni di totale abbandono ed improvvisamente chiamati ad assurde incombenze burocratiche, lontanissime dal loro sapere scientifico e professionale".
    "Sono allo sbando educatori ed insegnanti -conclude Vaccari- chiamati ad aiutare i giovani a darsi progetti di vita da protagonisti, senza bisogno di 'darsi la carica' con le più svariate droghe, che vedono minato il loro apporto educativo dalla diffidenza indotta dalla paura del carcere o di pesanti sanzioni amministrative nei tanti che, anche se saltuariamente, consumano stupefacenti".
    I Popolari-Udeur hanno intanto presentato una interrogazione a risposta immediata a firma del capogruppo Mauro Fabris e dell'on. Sandra Cioffi per verificare la reale volonta' del Governo di utilizzare tale sperimentazione quale strumento efficace nelle politiche di riduzione del danno derivante dall'uso di droghe pesanti. All'interrogazione il Governo rispondera' in diretta televisiva domani a partire dalle ore 15.00. Lo rende noto un comunicato.
    "A nome di chi parla Ferrero quando propone esperimenti di legalizzazione della droga? A titolo personale? Come esponente di Rifondazione comunista? Come ministro? Come esponente dell'Unione e quindi della sedicente maggioranza che dovrebbe sostenere il governo?" E' questo l'interrogativo che si pone Maurizio Gasparri.
    "Meno male che Prodi aveva detto di voler porre un freno alla politica degli annunci -dice con un pizzico di ironia l'esponente dell'Esecutivo di Alleanza Nazionale- ed alle fughe in avanti dei singoli esponenti del governo".
    "Del resto -prosegue Gasparri- il primo a disattendere questa regola e' stato lo stesso Prodi parlando di 'folcklore' a proposito dei comunisti che non hanno tardato a farsi sentire ed hanno fatto questa delirante proposta della legalizzazione sostanziale dell'eroina. I cattolici di centrosinistra la pensano in questo modo? Qual e' la linea che indica Prodi?".
    "Per porre fine a questo balletto degli annunci - conclude l'esponente di An - assumeremo tutte le iniziative parlamentari necessarie per portare nelle Camere e capire quale sia, ammesso che ci sia, la linea del Governo. Siamo convinti che anche l'attuale Parlamento ha una maggioranza contraria alla legalizzazione delle sostanze stupefacenti. Ci batteremo nelle sedi parlamentari e chiederemo gia' dai prossimi giorni, che sia quello il luogo di confronto per fare chiarezza e dimostrare come la sedicente maggioranza non e' tale su questo delicatissimo tema".
    "Micidali: una cosa vergognosa. Mi domando se le priorità di questo governo sono la legalizzazione delle droghe leggere e le stanze del buco. I primi passi sono tutti sbagliati. È una cosa che mi fa pena". Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti, Exodus, commenta così al quotidiano on-line Affaritaliani.it la proposta del ministro della Solidarietà sociale.
    "Aprire le stanze del buco, per sostenere le famiglie dei tossicodipendenti, equivale ad aprire i manicomi per sostenere le famiglie dei malati di mente": a dirlo e' don Pierino Gelmini, fondatore della Comunita' Incontro di Amelia. In un lungo intervento diffuso oggi rivolge tra l'altro appelli a giovani, sacerdoti, famiglie, educatori cristiani e "agli uomini politici che si dicono cristiani".
    Secondo il sacerdote "e' angosciante e doloroso sentire una proposta di questo genere rivolta ai ragazzi, quasi che i giovani di oggi siano persone senza capacita', senza dignita', senza volonta"'.
    "Respingiamo con tutta la forza possibile questo tentativo di soffocare la volonta' di reagire e, in virtu' della filosofia della riduzione del danno, vengono proposte questa famose 'casitas' tanto strombazzate al loro sorgere in Spagna, ma altrettanto passate sotto silenzio per il loro attuale squallore umano, sociale e sanitario. Riteniamo fuorviante l'accezione di 'scientificita" attribuita a simili esperimenti gia' condotti in altri Paesi, quasi facendo della droga un qualcosa che merita di essere conservato, custodito, concesso, alimentato e, in qualche caso, anche proposto come un diritto (che, comunque, non ti portera' alla morte fisica perche' noi siamo pronti a garantirti qualsiasi assistenza per quanto riguarda la sua assunzione protetta), prima ancora del lavoro, prima ancora di tutto quello che e' la vita. Non toccherebbe a noi dirlo, ma non dimentichiamo il fallimento del tanto decantato, quanto squallido, esperimento del Platz Spitz di Ginevra, a cui la Svizzera ha cercato di porre una pezza con quello della distribuzione dell'eroina controllata e protetta a un certo numero di ritenuti 'irrecuperabili', senza degnarsi di farci piu' sapere nulla sui risultati".
    "Noi proponiamo una lotta totale -sostiene ancora il fondatore della Comunita' Incontro -, non di semplice riduzione del danno, ma di riscoperta e riaffermazione dei grandi valori della vita attualizzati per l'uomo del nostro tempo. Noi dobbiamo puntare alla salute integrale per i nostri figli e, solo all'interno di un progetto condiviso, si possono prendere poi in considerazione interventi correttivi ed eccezionali che, tuttavia, devono sempre rimanere marginali e sottoposti a vaglio continuo di efficacia e di serieta"'.
    Don Gelmini rivolge quindi un appello ai giovani: "ribellatevi a queste proposte minimaliste". "Quello delle overdose non puo' essere una giustificazione per organizzare il 'buco assistito'; l'overdose si combatte con altri strumenti, mentre ogni giorno si muore di dosi non 'over"'.
    Si appella poi ai vescovi, ai sacerdoti, alle famiglie, agli educatori cristiani, "consapevoli della loro dignita': e' vero, noi dobbiamo difendere la famiglia". "Ma difenderla vuol dire mantenere alto il suo significato, con la proposta dei grandi valori, con la capacita' di reagire, con la forza della fede in Dio e nell'uomo, e non sminuzzarla in frammenti sul bancone dei vari specialisti, troppo spesso imbonitori del nuovo millennio. La Chiesa e' esperta in umanita'; ha una voce da far sentire; non puo' piu' restare assente e muta, abbandonando il dono terapeutico dello Spirito per affidare l'uomo in mani a sezionatori della psiche e imbonitori delle coscienze. Se combattiamo l'aborto, per difendere coloro che devono nascere; non possiamo lasciare allo sbaraglio, alla merce' di persone senza scrupoli questo tarlo che corrode il senso dell'esistenza dell'uomo moderno".
    "Facciamo, infine, appello agli uomini politici -conclude don Gelmini- che si dicono cristiani, a non accettare, a non volere, a non sostenere soluzioni di questo tipo, altrimenti dobbiamo riconoscere che, veramente, la ragion politica uccide la ragione umana, sociale e civile".
    Il ministro Ferrero ha espresso una posizione "sacrosanta che dovra' essere realizzata nell'interesse dei tossicodipendenti e senza abbandonarsi ad atteggiamenti squallidamente benpensanti". Lo dice il presidente dei deputati di Rifondazione Gennaro Migliore in riferimento alla proposta del ministro della Solidarieta' sociale Paolo Ferrero di istituire strutture dove sia possibile far uso di droga sotto controllo medico a scopo terapeutico. "Se una misura, come pare acclarato, funziona deve essere responsabilita' di una struttura pubblica dare risposte in tal senso. E non c'e' bisogno di abbandonarsi ad espressioni triviali come "buco", "spada", et similia".
    Migliore spiega che le parole di Ferrero devono essere intese non solo in quanto dette "da un ministro di Rifondazione, ma anche da un membro dell'esecutivo che ha la responsabilita' della solidarieta' sociale. E come tali esse non hanno natura ideologica ma possono trovare una veste operativa". Parallelamente pero', aggiunge il presidente dei deputati comunisti, "occorre abrogare la legge Fini-Giovanardi, che e' una legge ideologica che finirebbe per riempire le carceri di giovani".
    "Una scorciatoia, che rischia di aggravare il fenomeno della tossicodipendenza, piu' che risolverlo". Cosi' il Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana definisce la proposta di istituire anche in Italia le cosiddette "stanze del buco", cioe' appositi luoghi in cui si effettua la somministrazione di eroina sotto controllo medico.
    L'agenzia della Chiesa Italiana pubblica un'intervista al sociologo Mario Pollo, docente all'Universita' Salesiana, per il quale l'idea lanciata dal ministro Ferrero "significa di fatto, anche se per finalita' di per se' positive, l'introduzione dell'uso, sia pur limitato e controllato, di sostanze stupefacenti all'interno dei nostri canoni culturali". "Non riuscendo a vincere la battaglia contro il consumo di droga la si incorpora cercando di renderla meno dannosa per chi la consuma e per la societa'".
    Per Pollo, si tratta di "un segnale negativo, sintomo di indifferenza sociale perche' parte dall'affermazione che dobbiamo rassegnarci e convivere con il consumo di droga nella nostra societa', legalizzandola in modo indiretto". Quanto ai Paesi, come la Svizzera, dove le stanze del buco sono state gia' introdotte, Pollo fa notare che "il fine e' sempre quello di circoscrivere il fenomeno e isolare i drogati, perche' i giovani 'non si facciano male'".
    Secondo il sociologo, "invocare tali soluzioni per rendere minore il rischio di malattie o di overdose e' una strada troppo facile", mentre la via da percorrere resta quella di "agire sulla prevenzione e sulle strategie alternative o di recupero da indicare ai giovani", tutti versanti dove per Pollo "c'e' stato invece un arretramento generale".
    "I reati di maggiore allarme sociale come gli scippi, le rapine e lo spaccio di droga non possono in alcun modo essere previsti in un eventuale provvedimento di amnistia". Lo afferma il parlamentare Marcello Taglialatela, coordinatore cittadino di Alleanza Nazionale a Napoli, che spiega: "Il permissivismo, la giustificazione sociale dei reati, le scarcerazioni facili sono gia' tristi peculiarita' del nostro sistema giudiziario. A Napoli la certezza della pena e' una mera chimera. Un'eventuale amnistia sarebbe soltanto l'ultimo regalo in grado di garantire la totale impunita' a coloro che si macchiano proprio dei reati di maggiore allarme sociale".
    Taglialatela aggiunge: "L'amnistia, che puo' scaturire da un'azione di clemenza verso i detenuti, non puo' finire col trasformarsi in un atto di resa dello Stato e diventare uno strumento attraverso il quale si assicura a violenti e criminali una ulteriore forma di impunita'. Ritengo che occorra procedere con cautela su questo fronte vista la pericolosa realta' di Napoli dove il perdonismo e la continua giustificazione sociale dei reati ha creato danni enormi mettendo in discussione la credibilita' del sistema giudiziario e la certezza della pena. Una indiscriminata amnistia, dopo le scarcerazioni facili che gia' caratterizzano l'amministrazione della giustizia a Napoli, rischia di essere solo il nuovo passo di uno Stato che dichiara la resa incondizionata verso i criminali".
    Bando alle ideologie: se il governo vuole cambiare la legge sulla droga non ha che da presentare un disegno di legge e aprirsi alla discussione parlamentare. E' uno dei "padri" del provvedimento sulle tossicodipendenze varato allo scadere della scorsa legislatura, Carlo Giovanardi, a parlarne con i giornalisti ribadendo la sua nettissima contrarieta' alle "stanze del buco", ovvero alla somministrazione controllata di sostanze stupefacenti.
    "Noi abbiamo dibattuto due anni nella scorsa legislatura, poi abbiamo fatto la conferenza di Palermo e infine varato un provvedimento. Ferrero venga in parlamento, presenti un disegno di legge, ma per favore la smetta di dire cose false sulla cosiddetta legge Fini-Giovanardi". Quel provvedimento, sostiene l'ex ministro, "sta dando degli effetti positivi, assolutamente contrari ai dati allarmistici che vengono diffusi sulle migliaia di giovani che avrebbero dovuto finire in casrcere. Non e' cosi', anzi le prime statistiche dicono che e' diminuito del 10 per cento il numero di coloro che sono stati segnalati all'autorita' giudiziaria". Quindi serve, a suo giudizio, "meno propaganda, meno ideologia, meno stanze del buco. che condannano a morte i giovani invece di farli uscire dal tunnel della droga. Noi su questo piano- sottolinea- siamo disponibili al confronto".
    Giovanardi da' poi la sua personalissima interpretazione del tentativo di ridurre i danni della tossicodipendenza con la somministrazione controllata. "La stanza del buco- afferma- vuol dire: sei drogato? Rinuncio a recpurarti e, per una questione di pace sociale, ti metto in un luogo dove prendi tanta droga quanta vuoi fino ad annullarti completamente e magari perdi anche la vita. E' una cosa che noi non possiamo assolutamente accettare, per motivi politici e morali e perche' riteniamo che ogni tossicodipendente sia recpurabile e non debba essere condannato a morte".
    "La sinistra radicale torna a colpire. Un ministro propone addirittura le stanze per drogarsi scatenando li ire di un altro collega, questa volta la Bindi. Un'idea sconcertante ed irresponsabile e non degna di un governo con questo nome. Siamo alla farsa". Lo afferma Paolo Romani, esponente di Fi. "L'arrivo a Palazzo Chigi di una coalizione in cui la sinistra si fa beffa del centro , ha portato quello che avevamo previsto: non c'e' un programma, non c'e' un atteggiamento all'altezza di un grande Paese occidentale ma solo il ricatto di movimentisti e gruppettari che stanno tirando fuori dalla soffitta delle ideologie tutto quanto vi e' di piu' vecchio e fuori dalla realta' solo per togliersi la soddisfazione di applicare ricette gia' sconfitte ovunque ma saldamente radicate nel Dna di forze politiche alle quali non puo' essere affidato il governo di un Paese".
    "Sono contrario. È una strada battuta in altri Paesi e non ha dato risultato. Mi sembra una cosa vecchia. A mio giudizio, non è questa la via da percorrere, la prevenzione non si fa così". E' il commento di Renzo Lusetti, deputato della Margherita. "Ferrero doveva essere più cauto -spiega Lusetti al 'Messaggero' - eppoi di questi temi occorre discutere prima. Dopo la bioetica rischiamo di avere opinioni divergenti sulla droga. Dal momento che c'è il tavolo di Amato, parliamone lì". In tal senso, per l'esponente dielle, "sui temi così delicati i ministri si devono consultare, altrimenti rischiamo di andare fuori strada".
    Il ministro della solidarieta' sociale Paolo Ferrero quando parla di droghe che circolano nei 'palazzi' "direi che ha ragione. Che il mondo della politica non sia estraneo e' una cosa nota". Lo dice al 'Corriere della Sera' Vittorio Sgarbi, ricordando che "ci fu quell'inchiesta qualche anno fa che coinvolse esponenti del precedente governo. Ma ce ne saranno anche altri perche' la cocaina e' una cosa chic, elitaria. Ce la vedo bene nelle classi benestanti, dunque anche tra i politici".
    Sgarbi racconta poi che la cocaina gli "fa schifo, come tutte quelle sostanze che danno dipendenza", e aggiunge che quando era in Parlamento non ha "mai visto nulla. Non ho idea -dice- di chi dentro al Parlamento consumi cocaina. Io non la prendo, quindi neanche me la offrono o la condividono".
    "La proposta di legge regionale che prevede anche l'eventuale sperimentazione delle 'injecting rooms', e che abbiamo presentato circa un anno fa, trova una conferma importante nelle parole del ministro Ferrero e penso possa accelerarne la discussione e l'approvazione". Filippo Fossati, consigliere regionale dei Ds della Toscana e primo firmatario della proposta di legge regionale in materia di contrasto alla tossicodipendenza, commenta così le dichiarazioni del ministro per le Politiche Sociali. "La proposta del ministro Ferrero non mi stupisce: in Toscana abbiamo infatti presentato da un anno una proposta di legge regionale che prevede anche l'eventuale sperimentazione delle 'injecting rooms', né mi stupisce la reazione della destra, che su questa materia si comporta solo in maniera ideologica, e con la quale è impossibile avviare una discussione su basi culturali e scientifiche. Mi stupiscono semmai alcune reazioni all'interno del centrosinistra: ricordo infatti che la sperimentazione delle injecting rooms è contenuta in una proposta di legge che alcune decine di deputati dell'intera l'Unione, compresa il ministro della sanità Livia Turco, hanno sottoscritto e presentato nella scorsa legislatura".
    L'esponente diessino, a sostegno della proposta, ha citato alcuni dati recentemente resi noti dalla comunità scientifica: "L'unica vera novità è rappresentata dal primo studio sull'argomento pubblicato dalla rivista scientifica Lancet sull'esperienza di Zurigo che dimostra l'assoluto successo, non solo in termini di riduzione dei decessi per overdose, ma anche della riduzione del fenomeno della tossicodipendenza, dell'approccio che unisca accoglienza, trattamenti farmacologici, anche con la somministrazione controllata di eroina, e grande lavoro psicologico e sociale di recupero e di prevenzione dei comportamenti a rischio".
    Per questo, secondo Fossati, "torna di attualità la proposta di legge che abbiamo presentato lo scorso anno, che stiamo approfondendo all'interno della commissione sanità e che, lungi dal rappresentare niente di devastante o fuorviante, come pensa qualcuno, soprattutto nell'opposizione, vuole valorizzare il lavoro dei servizi territoriali e delle comunità del privato sociale in Toscana dotando il nostro sistema di tutti gli strumenti utili al contrasto dell'abuso di sostanze pericolose, legali ed illegali, e dei comportamenti a rischio. Sistema che va altresì valorizzato nella sua vocazione al recupero delle persone in difficoltà e tossicodipendenti -ha concluso Fossati- attraverso l'accoglienza ed il dialogo con tutti, anche i più disastrati e marginali".
    "Sono sconvolgenti le dichiarazioni del ministro Paolo Ferrero sulle 'stanze del buco'. Ho intenzione di organizzare una serie di confronti pubblici per un confronto diretto con la gente, anche attraverso il sito internet www.destramoderna.com per capire le impressioni e le indicazioni dei cittadini in merito a tali proposte neo-governative". E' quanto dichiara il capogruppo di An alla Provincia di Roma, Piergiorgio Benvenuti. "Ho intenzione inoltre di aprire un confronto nell'ambito del Consiglio provinciale con la presentazione di un apposito ordine del giorno". "Nel rimanere fermamente ancorato ad una lotta serrata ad ogni tipo di diffusione di droghe sollecitando azioni di prevenzione della diffusione, cura presso le comunita' terapeutiche, informazione e recupero, mi sento contrario ad ogni ipotesi di rassegnazione e di diffusione addirittura attraverso canali statali. Quindi confronti diretti con i cittadini, anche attraverso il piu' vasto mezzo internet ed un confronto nelle sedi istituzionali come la Provincia di Roma".
    Quanto afferma il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, a proposito delle "stanze del buco" e' "meritevole di dibattito" ma prima di dare avvio a un progetto cosi' impegnativo sarebbe bene mettere ordine nel sistema socio sanitario destinato alla cura della tossicodipendenza: cosi' Achille Saletti, presidente di Saman, associazione impegnata da 20 anni nel recupero dei tossicodipendenti.
    Saletti, che si dice d'accordo con l'ipotesi di Ferrero, invita il ministro a visitare un servizio pubblico di Roma o una sconosciuta comunita' terapeutica laziale, campana o siciliana: in tal caso, afferma, salterebbe agli occhi che "prima di qualsiasi sperimentazione e' necessario intervenire prontamente per rendere funzionale un sistema che ancora boccheggia, cercando per esempio di integrare gli organici del Sert e di assicurare regolarita' di pagamenti alle comunita' terapeutiche". "Accenno a queste due solitarie questioni per non spingermi oltre nella disamina delle problematiche con cui ci scontriamo ogni giorno e che dovrebbero essere risolte gia' da diversi anni".
    "Le sperimentazioni inserite in una realta' che gia' 'sperimenta' quanto dovrebbe essere mandato a regime da almeno 10 anni non capiamo che senso abbiano. A meno che anche il governo del centro sinistra non voglia recuperare gli aspetti peggiori del passato governo, limitandosi a enunciati e postulati pre e post ideologici e non modificando di un grammo la realta' esistente". In questa logica, Saman chiede al ministro, prima ancora delle narcosalas, di "ampliare gli interventi di riduzione del danno, che ancora oggi mancano in moltissime aree del paese, dando a questi interventi un assetto stabile; permettere ai servizi una vivibilita' dignitosa; avviare una interlocuzione stabile con le regioni che oggi sono le vere protagoniste delle politiche sulla droga".
    E a proposito delle dichiarazioni di Ferrero interviene anche Marco Contini, Segretario dell’Associazione Politica Antiproibizionisti.it:
    "La sequela di polemiche derivanti dalle esternazioni del ministro Ferrero non fa altro che confermare che le nostre preoccupazioni, espresse l’ultima volta non più di due settimane fa, erano fondate. Peggio, le parole del ministro prospettano una situazione ancor più grave rispetto a quella da noi prospettata: non solo trova conferma il nostro timore di dover affrontare l’estate senza che venga posto dal governo alcun rimedio all’emergenza in corso, ma addirittura viene annunciato che dificilmente si prevede di intervenire -nemmeno con misure correttive marginali quanto necessarie- prima della fine dell’anno in corso.
    Nello scatenare questo gigantesco polverone il ministro Ferrero si è messo nelle condizioni peggiori per poter operare in modo rapido ed efficace e ha invece regalato ai suoi oppositori la possibilità di esibirsi in quella sagra dell’ipocrisia nella quale sono maestri. Non solo: così facendo ha anche fatto emergere le ben note divergenze interne alla maggioranza di governo (si vedano a riguardo le numerose precisazioni di ministri e parlamentari del centrosinistra, culminate nell’interrogazione presentata stamane dall’Udeur), spostando l’attenzione dai temi su cui esiste una posizione almeno formalmente condivisa (quelli contenuti nel programa dell’Unione) ad altri, certo pure importanti, ma non ancora dibattuti.
    Il rischio è che ne consegua una paralisi totale che lascerebbe la situazione immutata per molti mesi, forse per anni.
    La ridda che si è scatenata pare proprio dimostrare che -al di là del gioco delle parti, utile solo a far sì che i presunti contendenti si legittimino a vicenda- non esiste (né da una parte, né dall’altra) la reale volontà di occuparsi della questione per risolverla. Per chi trae da ciò la propria rendita di posizione è più utile, forse, tenerla sullo sfondo per tentare di dimostrare che, in qualche modo, se ne sta interessando.
    Noi continuiamo a pensare che 'sono le azioni che contano' e di azioni, per il momento, non se ne vede neanche l’ombra.
    Anche per questo, probabilmente, il servizio di consulenza e assistenza legale che abbiamo attivato lo scorso 29 maggio è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia di richieste di soccorso inviate da tanti cittadini disperati che si trovano, loro malgrado, intrappolati in situazioni kafkiane a causa della normativa in vigore. Il nostro compito prioritario, adesso, è occuparci di loro. Anche per questo non vogliamo e non possiamo partecipare alle finte contese come quella attualmente in corso".
    ''A poco servono i distinguo sulla dichiarazione fatta a titolo personale o meno, la 'stanza del buco' e' un'aberrazione sociale, prima ancora che politica''. Lo afferma il deputato di Fi, Angelo Sanza, secondo cui bisogna ''smetterla di dare un'immagine della politica verbalmente irresponsabile, concettualmente estemporanea, quanto inefficace sul piano concreto. E' un modo per distruggere quel poco di fiducia che ancora esiste fra cittadini ed istituzioni''.
    ''La proposta non e' esclusivamente di carattere sanitario, come vorrebbe farci credere Agnoletto, ma sostanzialmente politica, nel momento in cui lo Stato si fa garante e testimone consenziente dell'autodistruzione degli individui. Non capirlo significa essere digiuni di filosofia della politica e del diritto, o peggio, essere consapevoli della valenza distruttiva che certe iniziative avrebbero, se introdotte, nel nostro ordinamento. Questo -conclude Sanza- prima ancora di affrontare qualsiasi considerazione di ordine etico''.
    Il Piemonte respinga le "stanze del buco" del ministro Ferrero. A chiederlo il capogruppo in regione della Lega Nord Piemonte Oreste Rossi, che afferma: "L'idea del ministro Ferrero e' inaccettabile. Ricordo che proprio a Torino, nel 2002, e' nata la prima stanza del buco autogestita, chiusa cinque mesi dopo dalle forze dell'ordine". "L'esperimento e' dunque abbondantemente fallito ma non vorrei - conclude Rossi -che questa giunta, troppo sensibile alle sirene della sperimentazione contro ogni buon senso, volesse ancora una volta fare la capofila di iniziative deplorevoli".
    "Ferrero abbia il pudore di fare marcia indietro. Il suo atteggiamento e' quantomeno tracotante". Il segretario della Democrazia cristiana, Gianfranco Rotondi, stigmatizza le dichiarazioni di Ferrero. "Prodi aveva chiesto ai suoi ministri di esternare il meno possibile complimenti, ci e' riuscito alla grande". I ministri, continua, "esternano a piu' non posso e spesso a sproposito come ha fatto Ferrero sparlando della questione droga come di un qualsiasi argomento: la stanza del buco, cocaina nel Palazzo e chi piu' ne ha piu' ne metta". Ferrero, auspica il senatore, "dopo essere stato smentito da autorevoli dirigenti del centro-sinistra, abbia almeno la delicatezza di chiedere scusa alle tante famiglie che hanno figli vittime della droga, e ai politici bersagli di accuse generiche. Ferrero abbia il pudore di fare marcia indietro".
    ''Con il nuovo governo la Toscana e' diventata maestra di sconcezza sanitaria per tutta l'Italia''. Lo afferma, in una nota, la vicecapogruppo di Alleanza Nazionale alla Regione Toscana, Giuliana Baudone, sull'ipotesi di sperimentazione in Italia delle 'injecting rooms', le cosiddette 'stanze del buco' per chi si droga.
    ''E' da un pezzo che la Toscana ha pronto un progetto di legge, fermo per ora nei cassetti della commissione, per inaugurare stanze del buco nella regione. Ora, dopo la distribuzione di pillola abortiva alle donne e di ormoni gratuiti per i trans, ecco che la sanita' modello Martini-Rossi fa da esempio all'Italia anche per questa idea che altro non e' se non un ipotesi di spaccio istituzionale. Un vero e proprio sconcio mascherato dietro il paravento di un buonismo di cui il centrosinistra imbianca volentieri il proprio sepolcro''.
    ''Incapace di adottare misure di prevenzione, la sinistra preferisce rincorrere la riduzione del danno. Ma cosi', mentre si accaparra i consensi di qualche manipolo di liberal-sbandati, non fa che arrendersi alla droga e alla sua capacita' di mietere vittime: e questo non e' esser buoni''.
    ''Provo grande amarezza, perche' purtroppo le proposte della Toscana, prima fortunatamente isolata nel panorama nazionale, ora che c'e' un nuovo Governo, rischiano di diventare il modello per tutto il Paese: dai registri comunali delle unioni di fatto, alla messa a regime dell'uso della pillola abortiva, fino alla proposta della sinistra toscana di istituire in ciascuna Asl delle stanze dove i tossicodipendenti cronici possano drogarsi in sicurezza''. Lo afferma, in una nota, il capogruppo dell'Udc al Consiglio regionale della Toscana, Marco Carraresi.
    Per l'esponente dell'Udc le cosidette 'stanze del buco' rappresentano una ''logica di sconfitta, una logica simile a quella adottata per le 'case chiuse'. Una proposta che da una parte e' la presa d'atto del fallimento di ogni opera di prevenzione e di cura. Si accetta la cronicizzazione dello stato di dipendenza, si offre al giovane tossicodipendente non una via d'uscita, ma una poltrona dove farsi piu' tranquillamente, senza correre rischi, in modo sicuro''. (Adnkronos) - ''Del resto nella cultura prevalente all'interno dello schieramento di centrosinistra l'idea che drogarsi sia un diritto e' maggioritaria. Magari non lo si scrive a chiare note, ma lo si fa capire. Si spiega cosi' il fuoco di sbarramento alzato contro la nuova normativa antidroga, che cerca di evidenziare che ogni droga fa male, e che anche le cosiddette droghe leggere rischiano di essere la porta a cronicita' e patologie distruttive. Purtroppo non ci si chiede mai quale futuro vogliamo per i giovani. Sono loro che dovrebbero essere al centro delle proposte, non la ricerca opportunistica di voti''.
    E poi, ''prima di proporre leggi inattuabili e in totale disaccordo con il testo unico sulle droghe e con i trattati internazionali, meglio sarebbe incentivare la prevenzione, non certo pubblicizzare gli stupefacenti - aggiunge il capogruppo dell'Udc - Parlare allora di tentativo di limitare i danni evitando che un tossicodipendente si suicidi con sostanze tagliate e' falso, fuorviante e dannoso: c'e' viceversa, oramai da tempo, una sorta di filo rosso che lega purtroppo tutte le proposte 'innovative' della Regione Toscana nella deresponsabilizzazione, che amplia a dismisura il fronte dei 'nuovi diritti' e restringe quello dei doveri''.
    "Siamo pronti alla battaglia politica". Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi alzano le barricate a difesa della nuova legge sulla droga, sparano alzo zero contro il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, accusano il governo di 'confusione' e annunciano la nascita di un "intergruppo parlamentare per la liberta' dalla droga".
    A Montecitorio, in una conferenza stampa, i due ex ministri della Cdl vanno subito all'attacco, criticando le aperture del ministro alla sperimentazione delle 'shotting room'. Ma soprattutto chiedono al governo che sulla politica contro le droghe vi sia chiarezza: "Non si capisce –dice Giovanardi- cosa voglia fare che non sia gia' contenuto nella nuova legge, a meno che per loro l'innovazione non siano le 'stanze del buco'". L'ex ministro Udc avverte: "Resto esterrefatto quando continuo a leggere di colpi di mano sulla Fini-Giovanardi, noi siamo disponibili a dibattere ma nelle sedi proprie: le leggi si azzerano in Parlamento". Se si ha la forza, ovviamente: "Non ci pare che la maggioranza- chiosa Gasparri- abbia i numeri per smantellare la legge ne' per organizzare esperimenti". E comunque, il centrodestra si mettera' di traverso. Specie se il governo Prodi tentera' di procedere per decreti ministeriali: "Noi siamo pronti al confronto- insiste l'aennino- ma non ad assistere allo smantellamento della legge per via amministrativa".
    E infatti, in via preventiva, Gasparri e Giovanardi hanno lanciato una campagna di adesione all'intergruppo parlamentare, che promuovera'- spiega il deputato di An- "iniziative, proposte e leggi finalizzate al recupero dei tossicodipendenti, contro ogni forma di legalizzazione della droga". Al momento all'intergruppo- stando ai due promotori- hanno gia' aderito un centinaio di parlamentari, ma l'obiettivo e' di raccogliere consenso anche nel campo avversario: "Ci auguriamo che su questi temi- dice Gasparri- la coerenza sia trasversale e che tanti nella maggioranza che si dicono dalla parte della vita abbiano il coraggio di condividere queste battaglie".
    Giovanardi, cofirmatario da ministro (insieme a Fini) della nuova legge sulla droga, e' netto nel replicare alle argomentazioni del nuovo ministro della Solidarieta' sociale, che invoca la depenalizzazione del consumo personale: "Con la nostra legge chi consuma il massimo che rischia- risponde il centrista- e' la sanzione amministrativa, il penale vale solo per gli spacciatori e per i drogati che commettono reati. Dunque, non si capisce Ferrero cosa voglia dire". E non solo: in galera rischiano di finire migliaia di ragazzi? Giovanardi snocciola i dati dell'ultimo mese (a partire dal 10 maggio, da quanto sono uscite le 'tabelle'): "Non ho visto alcun carcere, nessuna denuncia. In questo mese, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, c'e' stato un calo del 10% delle persone denunciate all'autorita' giudiziaria per il possesso di sostanze". E comunque, insiste l'esponente dell'Udc, il ministro stia attento ad eliminare per decreto le tabelle, perche' cosi' -mette in guardia- "si potra' andare in carcere per qualunque percentuale di sostanza si abbia in tasca".
    Infine, la decisione "gravissima" di azzerare per decreto legge il dipartimento della presidenza del consiglio che si occupa di droga: "Prodi venga in Parlamento a spiegare -polemizza Giovanardi- come si puo' fare una politica sulla droga quando per decreto si cancella l'organismo che deve interessarsi di droga, quando si smantella lo strumento operativo necessario per restare in contatto con il resto del mondo".


  • Pagina Droga
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Sanità
  • Pagina Farmacologia