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  • 24/11/2005 Ue. Relazione annuale sulle Droghe dell' Emcdda (www.aduc.it)

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    Il consumo di ecstasy in Europa e' in aumento e ha superato quello delle anfetamine, anch'esso in crescita, piazzandosi al secondo posto dopo la cannabis.
    Resta basso invece il consumo di sostanze allucinogene sintetiche come Lsd; mentre cresce tra gli studenti delle scuole superiori la tendenza a sperimentare allucinogeni naturali come i 'funghi magici'.
    I dati arrivano dalla Relazione annuale 2005 sull'evoluzione del fenomeno della droga in Europa, presentata a Bruxelles dall'Agenzia europea della droghe (Emcdda).
    Segnalato per la prima volta negli anni Novanta, il consumo di ecstasy ha conosciuto un aumento costante e si stima che attualmente circa 2,6 milioni di persone in Europa, pari allo 0,8% della popolazione di eta' compresa tra i 15 e i 34 anni, abbia fatto recentemente uso di ecstasy.
    Le percentuali piu' elevate sono state registrate in Gran Bretagna(6,9%), Repubblica ceca(5,9%), Spagna(3,8%) e Estonia(3,7%). In Italia meno dell'1% del campione ha dichiarato di aver fatto recentemente uso di ecstasy.
    Quando si passa al consumo una tantum le percentuali aumentano fino al 14% circa della Gran Bretagna, seguita da Repubblica ceca e Spagna. In Italia non si arriva al 4%. Il consumo di ecstasy e anfetamine inoltre e' un fenomeno prevalentemente giovanile e l'aumento riguarda proprio i giovani, soprattutto nelle zone urbane, dove e' piu' diffusa l'abitudine di frequentare discoteche e club.
    L'Europa infine resta il maggiore centro di produzione di ecstasy, sebbene essa si stia diffondendo in tutto il mondo. Tuttavia, la caratteristica dominante del fenomeno droga a livello europeo e' il consumo associato di diverse droghe. "Oggi un'analisi dell'impatto del consumo di sostanze stupefacenti sulla salute pubblica - ha detto il direttore dell'Oedt Wolfgang Gotz - deve considerare il quadro complesso del consumo associato di piu' sostanze psicoattive, tra cui alcool e tabacco".
    La cannabis si conferma la sostanza stupefacente piu' diffusa nell'Ue con oltre il 20% della popolazione adulta che ammette di averne fatto uso almeno una volta nella vita.
    L'Emccda sottolinea comunque come l'incidenza "precipiti" al 6% degli adulti se si considera il consumo nell'arco dell'ultimo anno, e al 4% negli ultimi 30 giorni.
    La forte differenza tra consumo 'una tantum' e consumo corrente indica che l'uso di cannabis "tende ad essere occasionale o che prima o poi viene interrotto".
    Le indagini evidenziano che il consumo e' piu' diffuso tra gli uomini (fino a sei consumatori correnti per ogni donna) e riguarda prevalentemente le zone urbane o quelle ad alta densita' di popolazione.
    Come negli anni passati, l'Osservatorio sottolinea che l'uso di cannabis e' piu' comune tra i giovani (tra i 15 e i 34 anni) con una percentuale compresa tra l'11% e il 44% di consumatori occasionali. Nel complesso, secondo la relazione, "da una stima rudimentale si potrebbe concludere che un giovane europeo su 10-20 fa uso attualmente di cannabis".
    Il picco e' toccato dalla Danimarca (44,6% dei giovani ammettono di aver fumato uno spinello almeno una volta nella vita), mentre l'incidenza piu' bassa si registra in Grecia, Portogallo e Polonia.
    In Italia secondo i dati relativi al 2003, il 12% circa dei giovani tra i 15 ed i 24 anni ha consumato cannabis nel corso dell'ultimo mese, una quota tra le quattro piu' elevate d'Europa dietro a Gran Bretagna (16%), Spagna (14%) e Germania (13%).
    L'Osservatorio indica inoltre che l'uso di cannabis ha caratteristiche sempre piu' comuni tra tutti i paesi d'Europa: in Gran Bretagna, dove e' stato solitamente piu' forte, tende infatti a stabilizzarsi, mentre cresce in altri paesi, in particolar modo in Spagna e in Francia.
    La relazione, presentata al Parlamento europeo, indica che complessivamente circa 9 milioni di europei (3% di tutta la popolazione adulta) hanno provato la cocaina almeno una volta. Si calcola inoltre che circa 3-3,5 milioni (1% di tutta la popolazione adulta) ne abbia fatto uso nel corso dell'ultimo anno.
    Risulta molto elevata anche la percentuale di persone che hanno assunto cocaina nel corso dell'ultimo mese (circa 1,5 milioni di persone, equivalente allo 0,5% della popolazione adulta) e che sono classificate come consumatori attuali.
    Il consumo di cocaina varia considerevolmente da paese a paese. La Spagna, il Regno Unito e l'Italia registrano i massimi livelli di diffusione, con rispettivamente il 4,8%, il 4,2% e il 2,2% dei giovani adulti ad averla assunta nell'ultimo anno.
    I dati complessivi per l'Ue indicano chiaramente che il consumo recente di polvere bianca da sniffare ha ormai superato quello di ecstasy e anfetamine, illustrando, dopo i dati in netta crescita dello scorso anno, un vero e proprio boom dell'uso di cocaina a livello europeo.
    La tendenza all'aumento non e' pero' nuova. A partire dalla fine degli anni Novanta, le indagini condotte in Danimarca, Italia, Ungheria, Paesi Bassi e Austria, danno prova di un aumento del consumo recente di cocaina da parte dei giovani adulti.
    Un dato confermato "dall'enorme aumento dei quantitativi di cocaina sequestrati in Europa che sono quasi raddoppiati tra il 2002 e il 2003, passando da 47 tonnellate a oltre 90 tonnellate".
    Secondo la relazione al maggiore uso corrisponde un costante aumento in Europa delle domande di trattamento per problemi legati alla cocaina, che rappresentano ormai il 10% circa delle richieste di trattamento per problemi di tossicodipendenza.
    Anche i decessi riconducibili alla cocaina, afferma l'Emcdda, sono un "problema grave e, probabilmente, ancora sottovalutato" dato che spesso i consumatori che muoiono associano l'uso di cocaina a quello di altre droghe pesanti alle quali viene attribuito il decesso.
    Tuttavia, la relazione suggerisce che la cocaina svolga un "ruolo decisivo" in circa il 10% dei decessi legati al consumo di sostanze stupefacenti (dall'1% al 15% a seconda del paese). Questo potrebbe significare che ogni "anno nell'Unione europea si verificano diverse centinaia di decessi associati alla cocaina".

    Il rapporto integrale e' scaricabile direttamente dal sito Internet:

  • http://www.emcdda.eu.int/?nnodeid=875


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