TuttoTrading.it

26/05/2006 REFERENDUM 25 e 26 Giugno, Acli invitano a votare NO (SB, www.helpconsumatori.it)

Ricerca personalizzata
GIOCHI GIOCATTOLI
Articoli da regalo
Attività creative
Bambole e accessori
Bestseller generali
Burattini e tetrini
Calendari dell' avvento
Collezionabili
Costruzioni
Elettronica per bambini
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Elettronica per bambini
GIOCHI GIOCATTOLI
Giocattoli da collezione
Giocattoli prima infanzia
Giochi di imitazione
Giochi da tavola
Giochi educativi
Modellismi
Peluche
Personaggi Giocattolo
Puzzle
Sport Giochi Aperto
Strumenti Musicali
Veicoli

Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) prendono ufficialmente posizione in vista del referendum costituzionale del 25 e 26 giugno prossimi, invitando i propri iscritti e tutti i cittadini ad andare a votare NO. La Direzione nazionale ha infatti firmato un documento in cui si spiega le ragioni della scelta. La contrarietà delle Acli alla riforma costituzionale sottoposta a referendum riguarda anzitutto il metodo della sua approvazione, nello scorso novembre, con soli 9 voti in più della maggioranza richiesta nell'ultima lettura e con il solo sostegno della coalizione di governo. Quanto ai giudizi di merito, le Acli contestano il carattere "evidentemente contraddittorio" di una riforma "viziata complessivamente da una logica di scambio avvenuto attraverso la sommatoria eterogenea delle varie posizioni in materia costituzionale presenti nei partiti che componevano la maggioranza di centro destra".

Nel documento si parla di "dispotismo del Primo ministro" con riferimento alla possibilità concessa al Premier - non riscontrabile in nessun paese di democrazia avanzata - di "sciogliere" la Camera che abbia espresso un voto di sfiducia nei suoi confronti. Con "l'effetto dirompente che è sostanzialmente la Camera che si regge sulla "fiducia" del Primo Ministro e non il contrario". Sotto accusa anche il "federalismo di facciata" propugnato dalla Legge: contraddetto di fatto dal potere "centralista" del Primo ministro e dalle incongruenze nei criteri di elezione e rappresentanza "nazionali" dei Senatori che pur si vogliono "federali"; e tuttavia funzionale ad introdurre surrettiziamente nella Costituzione «il retropensiero secessionista di alcune forze politiche".

Le Acli puntano il dito anche contro "l'indebolimento del potere legislativo, risultato di un meccanismo di formazione delle leggi reso più «complesso, gravoso e arzigogolato"; contro "l'insofferenza ai contrappesi e alle garanzie costituzionali", che ispira tutto il disegno della riforma, con il "dimagrimento" delle figure indipendenti in molti organismi fondamentali: dal Presidente della Repubblica, che non avrà più il potere di sciogliere le Camere, alla Corte costituzionale, in cui aumenteranno i membri di nomina parlamentare, al Consiglio superiore della magistratura, in cui potranno essere nominate persone politicamente "affidabili" anche se prive di competenza giuridica.

  • 20/05/2006 Tutto sul Referendum Costituzionale del 25 Giugno
  • Ricerca personalizzata
    LIBRI
    Adolescenti Ragazzi
    Arte Musica
    Bestseller Generali
    Biografie
    Consultazione ed Informaz.
    Diritto
    Economia e Business
    Fantascienza
    Fantasy
    Fumetti e
    Gialli e Thriller
    Hobbi e Tempo Libero
    Horror
    Humor
    Informatica e Internet
    Letteratura
    Libri altre lingue
    Libri inglese
    Libri bambini
    Lingue linguistica
    Narrativa
    Politica
    Religione
    Romanzi rosa
    Salute Benessere
    Scienze Medicina
    Self-Help
    Società Scienze Sociali
    Sport
    Storia
    Viaggi

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO