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  • 12/02/2010 LIBERALIZZAZIONI: no a logiche di business (http://www.adiconsum.it)

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    I servizi pubblici universali come acqua, telecomunicazioni, trasporti,
    non devono e non possono sottostare a logiche di business, ma a standard di qualità
    Adiconsum: “”No” a liberalizzazioni che portano utili ai privatie costi alla collettività


    ll bene acqua - dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - non può essere né venduto né svenduto.

    Le vicende Acea, Telecom, Trenitalia - continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum, - sono emblematiche di un modo distorto di intendere le liberalizzazioni dei servizi pubblici vitali per i cittadini nel nostro Paese che porta alla cessione delle aree di business e alla distribuzione degli utili ai privati e le perdite e i costi alla collettività.

    È ora di ripensare alle privatizzazioni, liberalizzando certamente e compiutamente, per creare competitività del mercato, con indubbi benefici per i consumatori, ma garantendo al contempo il controllo pubblico delle reti siano esse ferroviarie, di telecomunicazione, o di beni essenziali (acqua), facendo pagare al gestore privato i costi di manutenzione e lo sviluppo delle stesse reti.

    Solo così - continua Giordano - sarà possibile recuperare risorse economiche per investimenti nelle aree deboli del Paese, come il Sud Italia, nei settori del trasporto ferroviario, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici essenziali e vitali, come l'acqua.

    http://www.adiconsum.it
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

    12/02/2010 Acqua, Adiconsum: "No a liberalizzazioni distorte" (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Adiconsum continua a mettere l'accento sulla gestione delle reti idriche in Italia: liberalizzare si può per creare competitività del mercato, con indubbi benefici al consumatore, ma bisogna garantire al contempo il controllo pubblico delle reti dei beni e servizi essenziali, facendo pagare al gestore privato i costi di manutenzione e lo sviluppo delle reti stesse.

    "ll bene acqua - dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum - non può essere né venduto né svenduto". "Le vicende Acea, Telecom, Trenitalia - continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum - sono emblematiche di un modo distorto di intendere le liberalizzazioni dei servizi pubblici vitali per i cittadini nel nostro Paese che porta alla cessione delle aree di business e alla distribuzione degli utili ai privati e le perdite e i costi alla collettività. Solo così - continua Giordano - sarà possibile recuperare risorse economiche per investimenti nelle aree deboli del Paese, come il Sud Italia, nei settori del trasporto ferroviario, delle telecomunicazioni e dei servizi pubblici essenziali e vitali, come l'acqua".

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