Le Organizzazioni di liberi professionisti "confermano il loro
appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza con la manifestazione di
oggi, 12 ottobre indetta dai Consiglieri degli Ordini, hanno presentato a
Roma in una conferenza stampa un documento comune di indirizzo per la
riforma delle professioni.
INTERVISTA A FABIO ROMITI, M.N.L.F Le Organizzazioni di liberi professionisti
"confermano il loro appoggio" alla legge Bersani e in concomitanza
con la manifestazione di oggi, 12 ottobre indetta dai Consiglieri degli
Ordini, hanno presentato oggi a Roma in una conferenza stampa un documento
comune di indirizzo per la riforma delle professioni. "La riforma delle
professioni è una necessità per lo sviluppo del Paese. Affrancare l'economia
italiana da rendite di posizione corporative - affermano in un documento le
Organizzazioni di liberi professionisti- non è solo una priorità d'ordine
economico, ma un principio di libertà irrinunciabile". Ed è necessario
proseguire nei processi di liberalizzazione anche per "tutelare le nuove
generazioni, affinché il futuro sia affidato a professionisti capaci, che si
siano potuti formare grazie a criteri meritocratici e non di nepotismo".
Queste le proposte dei liberi professionisti:
- affidare la rappresentanza di tutti i professionisti ad enti ad
iscrizione volontaria;
- modificare l'esame di Stato abilitante;
- affidare la formazione permanente e la certificazione di qualità, solo
volontaria, ad enti indipendenti e in concorrenza fra loro;
- abolire il numero predeterminato di professionisti autorizzati ad
operare nel settore d'appartenenza;
- confermare la completa abolizione delle tariffe minime e massime
obbligatorie;
- rendere possibile la costituzione di società intra e interdisciplinari
anche con apporto di capitali;
- costituire un tavolo permanente di consultazione con le associazioni
dei consumatori.
Nel corso della conferenza il richiamo alla manifestazione
indetta dai Consiglieri degli Ordini. L'avvocato Gaetano Romano
dell' A.N.P.A, Giovani Legali Italiani ha spiegato: "Oggi non scendono in
piazza gli avvocati, scendono in piazza una parte della categoria
professionale: gli avvocati più navigati. I giovani avvocati hanno aderito
fin dall'inizio alla legge Bersani perché consente ai giovani un miglior
accesso al mercato professionale sia sotto il profilo dell'abolizione delle
tariffe minime, avendo consentito la pubblicità informativa e sia
attrarverso altri strumenti che ne deriveranno".
Il consumatore - precisa Romano - deve essere al centro
del sistema, questo è essenziale. In secondo luogo c'è la necessità di
apprestare una riforma che tenda a superare gli ordini professionali in
favore di una adesione volontaristica del libero professionista a diverse
associazioni professionali e che quindi dia una maggiore garanzia di qualità
che oggi non è garantita dagli ordini professionali.
Segue l'intervento dell'avvocato Riccardo Cappello, AGICONSUL,
Associazioni Giuristi e Consulenti Legali che si sofferma sulla necessità di
puntare sulla formazione e la qualità nella professione, requisito di base
per l'iscrizione all'ordine. "Gli ordini hanno poteri fasulli e sono dannosi
per gli stessi avvocati, - dice Cappello - i vincoli a cui è sottoposta la
professione in Italia agevola le consulenze degli studi stranieri che
vengono in Italia. Gli ordini non devono obbligare le persone ad essere
iscritte per esercitare devono puntare sulla qualità, non rilasciare
attestati di qualità. L'avvocato deve essere preparato, leale e corretto per
poter aderire all'associazione, come accade in Inghilterra. Bisogna puntare
sulla qualità come requisito per l'iscrizione e non dare per scontato che se
sei iscritto all'ordine hai delle competenze".
"La gente si sente lontano dall'avvocato - continua l'esponente
dell'AGICONSUL - perché il ruolo istituzionale dell'avvocato lo fa
percepire come complice fra il cittadino che chiede giustizia e lo stato che
non è in grado di dargliela. Quindi la funzione dell'avvocato deve essere
quella di raccogliere i malcontenti delle classi popolari per rivolgerlo
verso il Governo e verso le autorità e deve staccarsi completamente dalla
politica. Mentre la magistratura è un potere, l'avvocatura non lo è. Quindi
la giurisdizione che l'avvocatura ha oggi è un qualcosa che può servire solo
ai vertici, ma non alla gente. Bersani e il Governo devono continuare nelle
liberalizzazioni perché devono rompere quel cerchio, restituire al cittadino
la società. Le società non esistono, esistono i cittadini che vanno liberati
dalla burocrazia. Non ci possono essere più specificità e individualità,
rivendicare la specificità allontana dal cittadino".
Decisivo l'intervento di Fabio Romiti, vicepresidente del M.N.L.F.
che delineando la situazione attuale del sistema farmacia esemplifica le
opportunità e i vantaggi della legge Bersani definendola "uno spiraglio per
coloro che non sono titolari di farmacie". Inoltre il vicepresidente ritiene
opportuno incentivare l'uso dei farmaci generici e sollecita
l'armonizzazione delle norme nazionali con quelle europee in tema di
brevettabilità dei farmaci. Per leggere l'intervista integrale
clicca qui.
Presenti anche i consumatori, Sergio Fenaroli di Federconsumatori
che ha concluso: " La legge Bersani tutela il consumatore moderno,
va incontro al riordino delle professioni, è l'opportunità per lo sviluppo
del Paese. Ai cittadini si chiede massima flessibilità contrattuale e
dall'altra riscontriamo che esistono ancora delle categorie che vanno avanti
per ereditarietà. Bisogna dire basta e voltare pagina
Indice
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Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai.
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