"Non è stata assolutamente una resa o una
sconfitta, anzi". Così il segretario nazionale di Federfarma,
Franco Caprino, commenta l'intesa raggiunta con il ministro della salute,
Livia Turco, che ha scongiurato lo sciopero proclamato ad oltranza dai
farmacisti contro il decreto sulle liberalizzazioni. "Abbiamo sempre puntato
al dialogo e siamo riusciti ad accordarci su posizioni per noi
fondamentali".
La 'tregua' è stata resa possibile da impegni precisi assunti dal
ministro, primo fra tutti, l'apertura di un tavolo di confronto che
avrà tra i suoi obiettivi prioritari proprio la questione che più sta a
cuore a Federfarma (che riunisce
circa 16.500 farmacie private italiane): il rilancio del ruolo della
categoria e delle stesse farmacie sul territorio. E' su questo punto che, in
pratica, si é giocata la partita decisiva che ha portato all'intesa e allo
'stop' della serrata. E su questo il ministro Turco è stata chiara, dando
garanzie precise: la presenza di un farmacista in altri luoghi, come i
supermercati, non significherà la creazione di una nuova farmacia, mentre le
farmacie verranno valorizzate nel loro ruolo diventando "presidi
fondamentali del Sistema sanitario nazionale".
Una garanzia che ha spinto la categoria a riallacciare, appunto,
le fila del dialogo interrotto. Le farmacie, dunque, cambieranno
volto: l'obiettivo è che divengano luoghi che garantiscano la continuità
assistenziale al cittadino. Punti di riferimento dove, ad esempio, si
potranno anche prenotare esami, richiedere informazioni mirate, prenotare
visite alle Asl ed effettuare alcuni test sanitari. In che modo, in
concreto, ciò avverrà, lo si stabilirà al tavolo di confronto, dove saranno
affrontate anche varie altre questioni con l'obiettivo di apportare delle
'limature' in fase di applicazione del decreto Bersani.
E' quindi grande l'attesa per l'avvio del tavolo:
"Concorderemo il primo incontro al più presto; - ha assicurato Caprino - già
prima della pausa estiva o immediatamente alla ripresa". Le questioni che
apriranno il confronto tra governo e Federfarma sono varie e tutte 'urgenti'':
"A partire - ha spiegato il segretario nazionale - dal rinnovo della
convenzione scaduta da otto anni". Ma anche altri punti saranno all'ordine
del giorno: "Ad esempio - ha ricordato ancora Caprino - tra le nostre
richieste c'è anche quella di predisporre un ricettario unico per i medici
al fine di facilitare l'accesso e la prescrizione dei medicinali per le cure
anti-dolore, una richiesta che ha già visto la disponibilità del ministro".
Quanto poi alla questione più spinosa, ovvero la vendita nei
supermercati dei farmaci otc (senza obbligo di prescrizione
medica), è tramontata l'iniziale richiesta dei farmacisti di elaborare una
lista di farmaci vendibili fuori dalle farmacie: "Non ci sarà una lista - ha
detto Caprino - ma il ministero ha assicurato grande attenzione su questo
punto. Credo ci sarà comunque una rivisitazione accurata dei farmaci
vendibili, per la piena tutela della salute dei cittadini". Insomma,
l'intesa ha soddisfatto entrambe le parti, e dunque il segretario di
Federfarma proprio non ci sta a parlare di 'sconfitta' o 'resa' della
categoria: "Non si è trattato di una resa - ha puntualizzato - perché noi
siamo sempre stati per il dialogo; un dialogo che, però, il ministro Bersani
non ha voluto accordarci se non, in parte, a seguito delle proteste di
piazza. Diverso è stato invece il confronto con il ministro Turco". Il
punto, ha chiarito ancora Caprino, è che "sapevamo sin dall'inizio che il
decreto sarebbe stato difficilmente modificabile, ma abbiamo cercato dei
chiarimenti nell'interesse dei cittadini stessi". Dunque, nessuna sconfitta
o marcia indietro: "L'ultimo sciopero dei farmacisti - ha concluso Caprino -
risale a 36 anni fa; la categoria si è mobilitata e il dialogo, alla fine,
ha vinto
Indice Tutto sul Decreto Bersani e le Liberalizzazioni
Il governo approva la manovra: vendita dei farmaci nei supermercati e inasprimento fiscale per le rendite. Soddisfatti sindacati e consumatori
Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai....
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