Comincia con questa domanda il
volantino che Federfarma
ha redatto per spiegare ai cittadini la posizione delle farmacie e le
ragioni alla base della giornata di chiusura decisa dalle farmacie per
protestare contro false liberalizzazioni. Non è vero che le farmacie
vogliono impedire la vendita di farmaci al supermercato. Per le farmacie è
giusto che i farmaci di automedicazione siano venduti in qualsiasi esercizio
commerciale, anche senza il farmacista. È così nei Paesi d'Europa in cui i
farmaci di automedicazione sono venduti anche fuori dalla farmacia.
"Il Governo, invece sottolineano i farmacisti privati,
vuole che i farmaci siano disponibili solo negli ipermercati. Per ottenere
ciò si è inventato l'obbligo tutto italiano (suggerito dalla Coop) della
presenza del farmacista. Guarda caso, il farmacista se lo potranno
permettere solo i più grandi punti vendita delle maggiori catene di
supermercati. Quelli dove le famiglie vanno, con l'automobile, per fare
provviste".
I farmacisti, le istituzioni europee e l'Antitrust - si legge
dalla nota stampa - vogliono che i cittadini possano trovare
l'aspirina in qualsiasi esercizio commerciale, compresi i piccoli
supermercati e gli autogrill in autostrada. Questo è realizzabile solo se
non c'è l'obbligo della presenza del farmacista. Il Governo dice di voler
far risparmiare i cittadini. Ma la realtà è un'altra spiegano i farmacisti:
il Governo vuole garantire l'esclusiva della vendita dei farmaci di
automedicazione a pochi grandi gruppi economici, i soli che possono
permettersi di assumere farmacisti.
Oggi le farmacie scioperano, rimangono chiuse perché
sostiene Federfarma "vogliono difendere il diritto dei cittadini a trovare
un farmaco quando ne hanno realmente bisogno e perché non vogliono fare la
stessa fine di tanti piccoli negozi di quartiere costretti a chiudere".
Il servizio farmaceutico sarà assicurato da circa 1.500 farmacie
private di turno. Nel centro di Roma si terrà una manifestazione di
farmacisti in camice bianco.
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