Il presidente dell'ANIA, Fabio Cerchiai scrive al
presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro per lo Sviluppo
Economico Pierluigi Bersani e al Ministro Economia e Finanza, Tommaso Padoa
Schioppa per chiedere un incontro urgente ed esprime "lo sconcerto del
settore assicurativo per il metodo seguito e per i contenuti del decreto
Bersani". "E' però essenziale - sottolinea il presidente - che nell'assumere
le decisioni si consultino le parti interessate". Riportiamo di
seguito il testo integrale della lettera:
"Ci corre l'obbligo di ribadire lo sconcerto del settore
assicurativo per il metodo seguito e per i contenuti del
provvedimento del 4 luglio scorso, ora all'attenzione del Senato della
Repubblica. I correttivi che sono stati proposti dal Governo in materia di
trasparenza delle provvigioni degli agenti di assicurazione attenuano il
problema, ma non lo risolvono: rimane il fatto che il provvedimento tenderà
a far aumentare i costi, non a ridurli.
Non mettiamo in discussione il diritto-dovere dell'Esecutivo
di prendere decisioni difficili, anche quando queste colpiscano gli
interessi di settori economici più o meno importanti. E' però essenziale che
nell'assumere le decisioni si consultino le parti interessate, che se ne
ascoltino le ragioni, che si dedichi qualche tempo a riflettere su come
risolvere i problemi che vengono sollevati. E' questo il metodo dell'Unione
Europea e di tutti i paesi avanzati. Nulla di tutto ciò è accaduto in questo
caso, né prima né dopo l'approvazione del decreto da parte del Consiglio dei
Ministri.
L'interruzione di qualunque canale di comunicazione fra
il Governo e interi settori economici interessati al provvedimento lancia
alle categorie un messaggio preoccupante. L'unico modo per farsi ascoltare è
quello di ricorrere a metodi estremi, sino all'interruzione di pubblici
servizi. Ci permettiamo di osservare che, se si continuasse su questa
strada, si darebbe un segnale grave per i rapporti con le parti sociali.
Per quanto ci riguarda, chiediamo nuovamente un incontro urgente
sul Decreto 223, nonché sugli altri provvedimenti che sono stati,
un po' minacciosamente, ventilati e dei quali siamo totalmente all'oscuro.
Sappiamo bene che l'assicurazione r.c. auto in Italia è costosa.
Chi ha condotto i necessari approfondimenti conosce le cause
strutturali dell'onerosità del sistema r.c. auto, in termini di frequenza e
costo medio dei sinistri e delle loro differenze rispetto ad altri paesi; sa
bene che il settore assicurativo è aperto alla concorrenza, non gode di
alcuna protezione rispetto alla competizione interna ed internazionale. Come
imprenditori che operano in molti paesi e conoscono le soluzioni che sono
state adottate altrove, riteniamo di poter dare un contributo concreto per
affrontare il problema. Siamo pronti, se il Governo vorrà ascoltarci, ad
esporre le nostre proposte, a individuare soluzioni operative.
La politica della concorrenza ci ha abituati a interventi
anche molto pesanti sulle imprese e su interi settori economici.
Occorrono però studi, approfondimenti, motivazioni molto forti in termini di
vantaggi per il consumatore. Se manca questo presupposto o se esso non è
sufficientemente solido, l'intervento assume i caratteri dell'arbitrarietà,
interferisce con la libertà di impresa e con contratti liberamente
sottoscritti fra soggetti di diritto privato, rischia di configurarsi come
un esproprio. Ingenera non infondati timori nei mercati finanziari circa
l'affidabilità del sistema Paese, in termini di rispetto per il mercato e le
sue regole.
Siamo al tempo stesso sconcertati e preoccupati dal fatto
che il Governo sembra del tutto inconsapevole della pesantezza
della norma contenuta nell'art. 8 del decreto. In sostanza, essa dice che la
rete distributiva di una compagnia, risultato di decenni di lavoro e
investimenti, deve poter operare per i concorrenti, per di più senza alcun
compenso per gli investimenti fatti. Se non è un esproprio, è sicuramente
una interferenza molto pesante sui rapporti contrattuali in vigore, oltre
che su un accordo sindacale fra l'Ania e le organizzazioni degli agenti.
Chi obietta che un provvedimento analogo fu preso dalla
Commissione Europea, con riferimento ai concessionari auto,
dovrebbe leggere quel provvedimento per capire come esso tenga conto di
molte delle osservazioni che furono formulate allora, nel quadro di un non
breve e formale processo di consultazione, dai rappresentanti dell'industria
automobilistica. Dovrebbe altresì riflettere sul fatto che nell'industria
finanziaria e assicurativa, la rete distributiva è parte rilevante, ancor
più che nel settore dell'auto, del valore d'impresa. E' in gran parte su
questo terreno che si dispiega il gioco concorrenziale, che si fanno Opa,
alleanze, accordi di banca-assicurazione, di cui sono piene le cronache
degli ultimi anni.
A fronte di un intervento tanto pesante, gli effetti per
i consumatori sono, con tutta probabilità, di segno negativo. Chi conosce la
finanza e le assicurazioni ritiene, come noi riteniamo, che l'effetto della
norma sarà quello di aumentare i costi, non di ridurli. Per difendere o
acquisire quote di mercato, le compagnie saranno costrette a competere sul
terreno di chi offre le provvigioni più alte agli agenti. Il fatto che un
agente possa acquisire più mandati - realisticamente, tenuto conto dei costi
amministrativi, non più di due o tre - aumenta di poco la libertà di scelta
del consumatore, ma aumenta di molto il potere degli agenti nei confronti
delle compagnie e del consumatore.
Quest'ultimo infatti, a fronte di un prodotto complesso
come è un polizza di assicurazione, non si limita a cercare il prezzo più
basso - cosa che può fare già oggi tramite Internet o rivolgendosi ad una
associazione di consumatori - ma cerca una consulenza riguardo alle clausole
(ad esempio la misura del massimale assicurato, le franchigie o le rivalse),
nonché, soprattutto, al servizio che offre la compagnia in caso di sinistro
- un punto già oggi importante, che diventerà cruciale con l'introduzione
per legge del risarcimento diretto da parte della compagnia con cui si è
assicurati. Quale che sia la moralità e professionalità dell'agente, la sua
consulenza sarebbe, ope legis, viziata a monte da un costante conflitto di
interesse.
E' proprio l'evidenza di un conflitto di interesse di
questo tipo che ha indotto, pochi mesi fa, il Procuratore dello Stato di New
York, Eliott Spitzer, a incriminare un grande broker e alcune primarie
compagnie americane. I nostri non sono argomenti né nuovi né peregrini,
anche in Italia. Sono esposti a chiare lettere nell'indagine conoscitiva
pubblicata nel 2003 dall'Antitrust.
E' proprio per evitare conflitti di interesse simili a questo che
il Testo Unico della Finanza (art. 31) prevede che "L'attività di
promotore finanziario sia svolta esclusivamente nell'interesse di un solo
soggetto". E che uno specifico regolamento CONSOB dispone addirittura: "la
radiazione dall'albo in caso di violazione del vincolo di monomandato". La
recente legge sulla tutela del risparmio ha confermato questo approccio,
anche su sollecitazione dell'Unione Europea e delle associazioni dei
consumatori. Per quale ragione il monomandato, obbligatorio per i promotori,
dovrebbe invece essere vietato nella r.c. auto? Si è dedicato qualche minuto
a riflettere sulle ragioni e sulle implicazioni di questa dicotomia?
E che dire della compatibilità dell'art. 8 con la
normativa europea? Secondo illustri giuristi, l'incompatibilità sarebbe tale
da rendere addirittura tecnicamente inefficace la norma del decreto
Indice Tutto sul Decreto Bersani e le Liberalizzazioni
Il governo approva la manovra: vendita dei farmaci nei supermercati e inasprimento fiscale per le rendite. Soddisfatti sindacati e consumatori
Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai....
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