21/07/2006 Cerchiai scrive a Prodi, Bersani e Padoa Schioppa: Più Costi a Rischio Aumenti rc (NZ, www.helpconsumatori.it)

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  • Il presidente dell'ANIA, Fabio Cerchiai scrive al presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e al Ministro Economia e Finanza, Tommaso Padoa Schioppa per chiedere un incontro urgente ed esprime "lo sconcerto del settore assicurativo per il metodo seguito e per i contenuti del decreto Bersani". "E' però essenziale - sottolinea il presidente - che nell'assumere le decisioni si consultino le parti interessate".

    Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera:

    "Ci corre l'obbligo di ribadire lo sconcerto del settore assicurativo per il metodo seguito e per i contenuti del provvedimento del 4 luglio scorso, ora all'attenzione del Senato della Repubblica. I correttivi che sono stati proposti dal Governo in materia di trasparenza delle provvigioni degli agenti di assicurazione attenuano il problema, ma non lo risolvono: rimane il fatto che il provvedimento tenderà a far aumentare i costi, non a ridurli.

    Non mettiamo in discussione il diritto-dovere dell'Esecutivo di prendere decisioni difficili, anche quando queste colpiscano gli interessi di settori economici più o meno importanti. E' però essenziale che nell'assumere le decisioni si consultino le parti interessate, che se ne ascoltino le ragioni, che si dedichi qualche tempo a riflettere su come risolvere i problemi che vengono sollevati. E' questo il metodo dell'Unione Europea e di tutti i paesi avanzati. Nulla di tutto ciò è accaduto in questo caso, né prima né dopo l'approvazione del decreto da parte del Consiglio dei Ministri.

    L'interruzione di qualunque canale di comunicazione fra il Governo e interi settori economici interessati al provvedimento lancia alle categorie un messaggio preoccupante. L'unico modo per farsi ascoltare è quello di ricorrere a metodi estremi, sino all'interruzione di pubblici servizi. Ci permettiamo di osservare che, se si continuasse su questa strada, si darebbe un segnale grave per i rapporti con le parti sociali.

    Per quanto ci riguarda, chiediamo nuovamente un incontro urgente sul Decreto 223, nonché sugli altri provvedimenti che sono stati, un po' minacciosamente, ventilati e dei quali siamo totalmente all'oscuro.

    Sappiamo bene che l'assicurazione r.c. auto in Italia è costosa. Chi ha condotto i necessari approfondimenti conosce le cause strutturali dell'onerosità del sistema r.c. auto, in termini di frequenza e costo medio dei sinistri e delle loro differenze rispetto ad altri paesi; sa bene che il settore assicurativo è aperto alla concorrenza, non gode di alcuna protezione rispetto alla competizione interna ed internazionale. Come imprenditori che operano in molti paesi e conoscono le soluzioni che sono state adottate altrove, riteniamo di poter dare un contributo concreto per affrontare il problema. Siamo pronti, se il Governo vorrà ascoltarci, ad esporre le nostre proposte, a individuare soluzioni operative.

    La politica della concorrenza ci ha abituati a interventi anche molto pesanti sulle imprese e su interi settori economici. Occorrono però studi, approfondimenti, motivazioni molto forti in termini di vantaggi per il consumatore. Se manca questo presupposto o se esso non è sufficientemente solido, l'intervento assume i caratteri dell'arbitrarietà, interferisce con la libertà di impresa e con contratti liberamente sottoscritti fra soggetti di diritto privato, rischia di configurarsi come un esproprio. Ingenera non infondati timori nei mercati finanziari circa l'affidabilità del sistema Paese, in termini di rispetto per il mercato e le sue regole.

    Siamo al tempo stesso sconcertati e preoccupati dal fatto che il Governo sembra del tutto inconsapevole della pesantezza della norma contenuta nell'art. 8 del decreto. In sostanza, essa dice che la rete distributiva di una compagnia, risultato di decenni di lavoro e investimenti, deve poter operare per i concorrenti, per di più senza alcun compenso per gli investimenti fatti. Se non è un esproprio, è sicuramente una interferenza molto pesante sui rapporti contrattuali in vigore, oltre che su un accordo sindacale fra l'Ania e le organizzazioni degli agenti.

    Chi obietta che un provvedimento analogo fu preso dalla Commissione Europea, con riferimento ai concessionari auto, dovrebbe leggere quel provvedimento per capire come esso tenga conto di molte delle osservazioni che furono formulate allora, nel quadro di un non breve e formale processo di consultazione, dai rappresentanti dell'industria automobilistica. Dovrebbe altresì riflettere sul fatto che nell'industria finanziaria e assicurativa, la rete distributiva è parte rilevante, ancor più che nel settore dell'auto, del valore d'impresa. E' in gran parte su questo terreno che si dispiega il gioco concorrenziale, che si fanno Opa, alleanze, accordi di banca-assicurazione, di cui sono piene le cronache degli ultimi anni.

    A fronte di un intervento tanto pesante, gli effetti per i consumatori sono, con tutta probabilità, di segno negativo. Chi conosce la finanza e le assicurazioni ritiene, come noi riteniamo, che l'effetto della norma sarà quello di aumentare i costi, non di ridurli. Per difendere o acquisire quote di mercato, le compagnie saranno costrette a competere sul terreno di chi offre le provvigioni più alte agli agenti. Il fatto che un agente possa acquisire più mandati - realisticamente, tenuto conto dei costi amministrativi, non più di due o tre - aumenta di poco la libertà di scelta del consumatore, ma aumenta di molto il potere degli agenti nei confronti delle compagnie e del consumatore.

    Quest'ultimo infatti, a fronte di un prodotto complesso come è un polizza di assicurazione, non si limita a cercare il prezzo più basso - cosa che può fare già oggi tramite Internet o rivolgendosi ad una associazione di consumatori - ma cerca una consulenza riguardo alle clausole (ad esempio la misura del massimale assicurato, le franchigie o le rivalse), nonché, soprattutto, al servizio che offre la compagnia in caso di sinistro - un punto già oggi importante, che diventerà cruciale con l'introduzione per legge del risarcimento diretto da parte della compagnia con cui si è assicurati. Quale che sia la moralità e professionalità dell'agente, la sua consulenza sarebbe, ope legis, viziata a monte da un costante conflitto di interesse.

    E' proprio l'evidenza di un conflitto di interesse di questo tipo che ha indotto, pochi mesi fa, il Procuratore dello Stato di New York, Eliott Spitzer, a incriminare un grande broker e alcune primarie compagnie americane. I nostri non sono argomenti né nuovi né peregrini, anche in Italia. Sono esposti a chiare lettere nell'indagine conoscitiva pubblicata nel 2003 dall'Antitrust.

    E' proprio per evitare conflitti di interesse simili a questo che il Testo Unico della Finanza (art. 31) prevede che "L'attività di promotore finanziario sia svolta esclusivamente nell'interesse di un solo soggetto". E che uno specifico regolamento CONSOB dispone addirittura: "la radiazione dall'albo in caso di violazione del vincolo di monomandato". La recente legge sulla tutela del risparmio ha confermato questo approccio, anche su sollecitazione dell'Unione Europea e delle associazioni dei consumatori. Per quale ragione il monomandato, obbligatorio per i promotori, dovrebbe invece essere vietato nella r.c. auto? Si è dedicato qualche minuto a riflettere sulle ragioni e sulle implicazioni di questa dicotomia?

    E che dire della compatibilità dell'art. 8 con la normativa europea? Secondo illustri giuristi, l'incompatibilità sarebbe tale da rendere addirittura tecnicamente inefficace la norma del decreto

    Indice

  • Tutto sul Decreto Bersani e le Liberalizzazioni
    Il governo approva la manovra: vendita dei farmaci nei supermercati e inasprimento fiscale per le rendite. Soddisfatti sindacati e consumatori  Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai....


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