Federfarma scrive al Ministro Bersani per
precisare la loro posizione in merito alle liberalizzazioni
previste dal decreto nel settore della vendita dei farmaci. In particolare i
farmacisti chiedono che sia affidato al Ministero della Salute, con il
supporto dell'AIFA, la verifica preventiva dei medicinali da porre in libera
vendita". Riportiamo di seguito il contenuto della lettera:
"Illustre Signor
Ministro,
mi rivolgo a Lei con questa lettera aperta, inviata anche alla stampa,
perché le farmacie italiane, all'indomani di uno sciopero che ha fatto
registrare un'adesione pressoché totale, vogliono chiarire una volta per
tutte la propria posizione e, se possibile, risolvere la vertenza in atto
con il Governo sul decreto-legge che porta il Suo nome, individuando
soluzioni positive per tutte le parti interessate e, soprattutto, per i
cittadini.
Contrariamente a quanto qualcuno sostiene, i farmacisti
non sono refrattari al dialogo. Al contrario, a differenza di tutte le altre
categorie, fin dall'inizio i farmacisti hanno dichiarato di condividere gli
obiettivi di fondo del provvedimento varato dal Governo e di voler aprire un
confronto sulle misure concrete da attuare per raggiungere tali obiettivi.
Lei ha affermato pubblicamente che il Governo non è disposto a trattare su
due obiettivi: la vendita dei medicinali di automedicazione in esercizi
diversi dalle farmacie e la revisione del meccanismo del commercio
all'ingrosso dei medicinali.
Se su questo secondo punto Federfarma non ritiene di dover
entrare, sulla prima questione, che riguarda direttamente le
farmacie, invece, vuole sottolineare che l'obiettivo di estendere la vendita
dei medicinali senza obbligo di prescrizione ad altri esercizi è stato
pienamente recepito dalla categoria che non intende opporsi a questa
possibilità. Anzi, paradossalmente, Federfarma ha avanzato una proposta che
tende a rispondere alle esigenze dei cittadini in misura ancora più ampia di
quanto non faccia il decreto-legge n. 223/2006. Federfarma, infatti, propone
che i medicinali di automedicazione siano venduti in tutti gli esercizi
commerciali anche senza la presenza obbligatoria del farmacista, in linea
con quanto chiedono sia la Commissione Europea che l'Antitrust (nella
segnalazione al Governo e al Parlamento del settembre scorso) e in analogia
con quanto avviene negli altri Paesi europei che hanno deciso di consentire
la vendita di farmaci fuori farmacia.
L'unica possibile precauzione che
Federfarma propone è quella
di affidare al Ministero della salute, con il supporto tecnico dell'Agenzia
del Farmaco, massima autorità tecnica in materia, una verifica preventiva
dei medicinali da porre in libera vendita. Il Ministero potrebbe, in alcuni
casi, ad esempio, per evitare rischi di abuso e sprechi, prevedere
confezioni ridotte, con un numero limitato di pasticche, come proposto più
volte dallo stesso Antitrust
Indice Tutto sul Decreto Bersani e le Liberalizzazioni
Il governo approva la manovra: vendita dei farmaci nei supermercati e inasprimento fiscale per le rendite. Soddisfatti sindacati e consumatori
Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai....
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