Un appello dal settore del commercio elettronico
per ampliare ai negozi online le nuove regole introdotte dal
decreto legge sulla cosiddetta "manovrina" approvato dal Consiglio dei
Ministri del 30 giugno. Il decreto legge sulla cosiddetta "manovrina"
approvato dal Consiglio dei Ministri del 30 giugno propone alcune misure di
liberalizzazione di alcune professioni, tra queste le farmacie. In
particolare i farmaci da banco e da automedicazione potranno essere venduti
al pubblico presso negozi e supermercati.
Netcomm, il
Consorzio del commercio elettronico italiano propone di ampliare la
possibilità di vendere i farmaci per i quali non è richiesta la ricetta
medica anche ai negozi online che rispettino i requisiti imposti dal
decreto.
"Internet consente più di ogni altro canale il confronto dei
prezzi e facilita enormemente uno degli obiettivi di questa manovra
che è quello di abbassare il prezzo dei prodotti ai quali si applica. - ha
dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm - Perché i farmaci da banco
dovrebbero essere venduti solo nei negozi e nei supermercati e non anche
online? Potendo garantire le stesse condizioni di sicurezza imposte per l'offline,
e quindi la presenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della
professione ed iscritti al relativo ordine, il controllo dei magazzini e dei
prodotti, non si capisce il motivo di questa esclusione. Non ha infatti
senso discriminare un canale che sta sempre di più riscontrando la fiducia
degli italiani e che consentirebbe anche alle categorie svantaggiate
l'acquisto senza la necessità di uscire di casa. A ben pensare sono proprio
queste le persone che più di altre hanno bisogno di acquistare questo tipo
di prodotti. Inoltre, la possibilità di confrontare i prezzi prima di
acquistare consente un indubbio vantaggio in termini di risparmio per il
consumatore."
Il testo attuale del decreto - si legge dalla nota
dell'azienda - esclude tra gli esercizi commerciali abilitati alla vendita
dei farmaci i negozi online che invece più degli altri possono avere un
effetto di abbassamento dei prezzi e possono essere particolarmente indicati
per categorie che più di altre fanno ricorso a farmaci per diversi motivi.
D'altra parte in Italia esistono già attività di vendita online ad opera di
farmacie. Si potrebbe ovviamente mantenere l'obbligo di presenza di uno o
più farmacisti, l'unica differenza sarebbe che l'"assistenza" sarebbe
fornita con mezzi telematici anziché personali. In altri paesi esistono
numerose aziende che vendono online ad es.
www.boots.com nel Regno Unito o molte aziende americane, dove sono le
stesse associazioni di farmacisti a fornire la lista degli operatori
certificati
www.nabp.net/vipps/consumer/listall.asp
Indice Tutto sul Decreto Bersani e le Liberalizzazioni
Il governo approva la manovra: vendita dei farmaci nei supermercati e inasprimento fiscale per le rendite. Soddisfatti sindacati e consumatori
Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai....
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