Sul futuro dei medicinali di automedicazione si sono
interrogati, questa mattina a Roma, esponenti della filiera del farmaco.
Tutti concordano nella necessità di tutelare la salute del cittadino
consumatore. Diversi, invece, gli approcci. Il Rapporto 2006
sull'automedicazione preparato dall'Anifa
(Associazione nazionale industria farmaceutica automedicazioni) si colloca,
quest'anno, nel dibattito che ha suscitato il Decreto Legge sulle
liberalizzazioni emanato di recente dal ministro Bersani. La presentazione
dei dati salienti relativi al mercato dei farmaci senza obbligo di ricetta (OTC)
è stata, infatti, l'occasione per una riflessione e un confronto tra i
diversi attori della filiera del farmaco sul futuro del farmaco da banco.
Partiamo dai dati relativi al mercato dei farmaci di
automedicazione: il 2005 - nelle previsioni dell'Anifa - ha
rappresentato un anno di sostanziale stagnazione. I primi 4 mesi del 2006,
poi, aggravano ulteriormente la situazione che vede il comparto OTC
arretrare del 9% (considerando i volumi di vendita) e del 12,6% (valori)
rispetto ai primi 4 mesi del 2005. Un comparto, quello degli OTC,
sostanzialmente stabile che però, opportunamente promosso potrebbe svolgere
un ruolo importante all'interno del nostro Servizio Sanitario:
- i farmaci di automedicazione potrebbero - secondo Anifa - contribuire
ad una gestione ottimale delle risorse delle risorse pubbliche destinate
all'assistenza farmaceutica. Sono stati, infatti, stimati possibili
risparmi di spesa tra i 200 e i 500 milioni di euro all'anno grazie ad un
ricorso appropriato ai farmaci da banco che potrebbero andare a "drenare"
aree di ricorso a farmaci da prescrizione a carico del SSN anche in
situazioni che potrebbero essere trattate con farmaci di automedicazione;
- gli OTC, inoltre, offrirebbero ai cittadini/pazienti opzioni
terapeutiche "reali" in confronto all'offerta genericamente salutistica di
prodotti che nulla hanno a che vedere con le caratteristiche e la qualità
di una specialità medicinale. Contribuirebbero, quindi, al perseguimento
dell'obiettivo di tutela e promozione della salute alla popolazione.
Lasciati i dati e il ruolo del comparto, l'attenzione degli
intervenuti si è focalizzata sul futuro del farmaco da banco:
"l'aver introdotto un sistema distributivo complementare alla farmacia -
sostiene Angelo Zanibelli, presidente Anifa- non deve in alcun modo portare,
nemmeno implicitamente, ad una banalizzazione del farmaco OTC o ad una sua
ingiustificata penalizzazione. I medicinali di automedicazione sono e
restano farmaci e non possono essere assimilati ai prodotti genericamente
salutistici. E' dunque - conclude il presidente - necessario prevedere forme
specifiche di vendita dei farmaci, con un ruolo attivo del farmacista, una
cassa separata, l'inserimento dei farmaci in buste e relativa prezzatura da
parte del farmacista stesso".
Concorda sulla necessità di garantire la salute e la sicurezza
dei cittadini il
ministro della salute, Livia Turco, che ha chiesto all'Aifa
"una lista completa dei farmaci Otc. Non si tratta di una lista di farmaci
sicuri, ma di descrivere in modo preciso che cosa sono i farmaci al di fuori
della prescrizione medica, dunque di automedicazione, per dare il massimo di
garanzia ai cittadini su cosa e quali sono i farmaci sicuri ed efficaci". Il
ministro ha anche ribadito che "il dialogo con le farmacie proseguirà anche
oltre il decreto Bersani, che è solo un aspetto della politica del farmaco",
e che non si creerà nessuna figura di farmacista di serie A e B, visto che
il ministero è interessato a valorizzare la figura del farmacista per
garantire la massima sicurezza, efficacia e tranquillità ai cittadini, che
potranno così anche risparmiare".
Disponibile alla vendita fuori dal canale delle farmacie si è
detto anche Franco Caprino, segretario generale di
Federfarma:
"Siamo disponibili ad un'apertura sulla vendita dei farmaci da banco fuori
dal canale delle farmacie soltanto se l'Agenzia italiana del farmaco
preparerà una lista ristretta di prodotti che non diano problemi e che
quindi possano essere venduti tranquillamente. Solo con il vaglio dell' Aifa
siamo quindi disposti a valutare vendite di farmaci in altri canali, che
possano essere anche autogrill e aeroporti".
Pronte ad aprire le porte agli OTC sono le COOP che,
entro la fine dell'anno stimano di aprire alcune decine di punti vendita su
tutto il territorio nazionale
Indice Tutto sul Decreto Bersani e le Liberalizzazioni
Il governo approva la manovra: vendita dei farmaci nei supermercati e inasprimento fiscale per le rendite. Soddisfatti sindacati e consumatori
Liberalizzazione delle licenze dei taxi, vendita dei farmaci da banco nei supermercati, aumento delle imposte sugli affitti stagionali, dell’imposizione fiscale sulle stock option, i pacchetti azionari appannaggio dei manager aziendali, attualmente molto basse, e sulle rendite finanziarie. E poi ancora liberalizzazione delle tariffe dei professionisti e possibilità di effettuare il passaggio di proprietà dell’auto presso i comuni e non più presso i notai....
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