16/04/2006 Effetti del Caro-Petrolio (Nikola Spatafora, Alessandro Rebucci)

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  • Il Worl Economic Outlook del Fondo monetario internazionale di aprile 2006 (Capitolo 2) conclude che gli effetti dei più alti prezzi del petrolio sugli attuali disavanzi nelle bilance commerciali dureranno a lungo, ampliando i rischi connessi con i disavanzi stessi.

    I paesi produttori di petrolio sono più attenti alla spesa, memori degli sprechi del passato, e occorrerà del tempo perché i loro surplus attuali, che spesso superano il 15 per cento del Pil, tornino a livelli più bassi. D’altra parte, poiché gli effetti dei prezzi del petrolio sull’inflazione sono stati limitati e le condizioni finanziarie esterne favorevoli, in parte un risultato della globalizzazione, gli aggiustamenti che i paesi consumatori di petrolio hanno dovuto fare sono stati minori rispetto al passato.

    Effetti sulle bilance commerciali

    Prezzi del petrolio alti allargano i già ampi squilibri delle bilance dei pagamenti. I più alti prezzi del petrolio spiegano da soli metà (o circa 1 punto percentuale di Pil) del peggioramento della bilancia commerciale degli Stati Uniti negli ultimi due anni.

    In precedenza, la bilancia commerciale dei paesi importatori di petrolio tendeva ad aggiustarsi rapidamente agli aumenti di prezzo del greggio. Prezzi più alti dell’energia portavano a rialzi dei tassi di interesse, rallentamenti della crescita e della domanda interna, mutamenti dei tassi di cambio e dei prezzi.

    Per esempio, in passato, con un rialzo dei prezzi del petrolio, la crescita del Pil reale negli Stati Uniti ha subito in media una caduta fino a mezzo punto percentuale, mentre l’inflazione cresceva di tre quarti di punto l’anno. Gli effetti in altri paesi erano inferiori. Questa volta, in parte per una migliorata struttura e credibilità delle autorità monetarie, i tassi di interesse non sono saliti di conseguenza, e l’impatto dei più alti prezzi del petrolio sull’economia mondiale sono stati minori. Per l’effetto congiunto della maggiore integrazione finanziaria globale e della spesa nei paesi produttori di petrolio rimasta relativamente bassa, le bilance commerciali si stanno aggiustando più lentamente.

    L’analisi mostra inoltre il riciclaggio di petrodollari attraverso i mercati internazionali dei capitali aiuta a mantenere bassi i tassi di interesse negli Stati Uniti, alimentando così ulteriormente il deficit della bilancia commerciale attraverso il sostegno ai consumi.

    Un forte flusso di capitali internazionali ha abbassato di circa tre quarti di punto il rendimento dei bond americani. Sebbene l’esatto impatto dei petrodollari sugli andamenti finanziari sia difficile da isolare, l’evidenza suggerisce che alcuni di questi flussi di capitale sono legati al petrolio.

    Un problema da non sottovalutare

    Il mancato aggiustamento agli squilibri delle bilance commerciali in tutto il mondo è un problema. Come è stato discusso ampiamente nei recenti numeri del World Economic Outlook, l’ampio deficit della bilancia commerciale statunitense aumenta i rischi di un aggiustamento al ribasso del dollaro, che porterebbe a un brusco rialzo dei tassi di interesse Usa e a una possibile recessione. Riteniamo che i rischi sarebbero maggiori per l’area euro, che sta uscendo da una situazione di domanda relativamente debole, e che risentirebbe di un brusco deprezzamento del dollaro, sia in termini di caduta delle esportazioni, sia in termini di svalutazione delle attività denominate in dollari. Inoltre, la mancanza di credibili fonti energetiche alternative e l’ampia quota di esportazioni italiane veduto negli Stati Uniti, rendono l’Italia particolarmente vulnerabile a un eventuale aumento del prezzo del petrolio o a una crisi del dollaro L’analisi suggerisce che azioni di politica economica sia nei paesi consumatori sia nei paesi esportatori di petrolio potrebbero facilitare questo aggiustamento.

    Nei paesi esportatori, molti dei quali sono in via di sviluppo, si dovrebbero adottare misure che aumentino la spesa nelle aree che possono avere un effetto positivo permanente sulla crescita e sugli standard di vita (educazione e infrastrutture, per esempio), auspicabili sia in una prospettiva interna, sia nel tentativo di ridurre gli squilibri globali. La spesa dovrebbe necessariamente essere affiancata da riforme strutturali per accrescere offerta domestica dei beni e servizi non commerciabili in particolare.

    Per i paesi consumatori di petrolio, è necessario che un trasferimento integrale prezzo del petrolio a livello mondiale nei prezzi interni dell’energia, per ridurre il consumo di petrolio.


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