13/12/2005 Commercio più equo. Partono a Hong Kong i Negoziati della Wto (www.verdi.it)

  • Pagina Commercio
  • Pagina Ambiente
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Agricoltura
  • Partono a Hong Kong i negoziati della Wto. Ong: "Al centro i diritti non l'economia". Verdi: "In agricoltura servono regole comuni a tutela della sicurezza e delle biodiversità"

     

    Il  round del Wto che si apre a Hong Kong sarà "un vero e proprio spartiacque, tra un modello di globalizzazione che sancisce il definitivo predominio delle questioni economiche e commerciali sui diritti dei popoli e sull'ambiente e un'inversione di rotta per riportare i diritti umani, sociali, dei lavoratori e l'ambiente al centro delle priorità dell'agenda italiana, europea ed internazionale".

     

    Lo sostengono sindacati e Ong nel Manifesto per un commercio più equo, giusto e sostenibile, in occasione dell’avvio della riunione dell’organizzazione mondiale del commercio che proseguirà fino al 18 dicembre. Sul sito di tradewatch, ong che promuove il commercio equo, è possibile seguire in diretta le principali iniziative organizzate in occasione della riunione del Wto, le proposte delle organizzazioni non governative per rendere più equo e sostenibile il commercio internazionale e i punti caldi in agenda nel round di Hong Kong.

     

    Nella metropoli asiatica proseguirà il negoziato sullo sviluppo stabilito dall'agenda di Doha, che dovrebbe chiudersi entro il 2006 ma che, dal 2001, quando fu lanciato nella capitale del Qatar, non ha fatto sostanziali passi avanti. ''Tutto lascia pensare che non sarà una riunione conclusiva'', ha detto il sottosegretario all’Agricoltura Paolo Scarpa, ''ma soltanto una tappa intermedia verso la conclusione del Doha Round nel prossimo anno, a vantaggio prima di tutto dei Paesi in via di sviluppo''.

     

    L’Italia, sostiene Scarpa, ''dovrà verificare con grande attenzione che l'avanzamento del negoziato non vada contro la riforma della Pac (Politica agricola comunitaria) e che vengano fatti sostanziali passi in avanti in materia di riconoscimento e tutela delle protezioni geografiche''.

     

    Uno dei temi di questo round, tra gli altri, è la progressiva riduzione da parte dei paesi ricchi dei sussidi all'agricoltura che frenano lo sviluppo delle economie rurali dei paesi poveri, e un accordo che consente, in deroga al regime dei brevetti, l'importazione da parte dei Paesi poveri dei farmaci salvavita a basso costo.

     

    ''Siamo contrari ad accordi sull'agricoltura e l'alimentazione che non contemplino un quadro comune di regole in materia di sovranità e sicurezza alimentare, diritti del lavoro, tutela della biodiversità delle specie agricole, benessere animale, salvaguardia delle denominazioni d'origine ed etichettatura''. Questa la posizione dei Verdi espressa dalla senatrice Loredana De Petris

     

    ''E' giusto eliminare - prosegue la senatrice - quelle sovvenzioni alle esportazioni agricole che danneggiano direttamente i Paesi in via di sviluppo. Ma questi stessi Paesi sarebbero i primi a subire le conseguenze negative di un modello di commercio che esclude a priori qualsiasi forma di protezione delle risorse alimentari nazionali e le sottomette al ricatto della brevettazione del menoma”.

     

    Anche Greenpeace è intervenuta in occasione dell’avvio dei negoziati chiedendo uno stop alle liberalizzazioni del commercio dei prodotti forestali nell'ambito di uno dei negoziati che saranno sul tavolo della Wto, e cioè il Nama sui prodotti industriali (No-Agricoltural Market Acces).

     

    Un recente studio commissionato dall'Unione Europea, ricorda Greenpeace, dimostra come una ulteriore liberalizzazione dei prodotti del settore forestale comporterà un aumento della distruzione di foreste primarie, incrementerà il traffico di legno illegale, causerà un irreversibile danno ecologico, alimentando il  conflitto sociale.


  • Pagina Commercio
  • Pagina Ambiente
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Agricoltura