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E' partita la campagna di informazione tv dei produttori avicoli. E da oggi scatta l'obbligo per i produttori di inserire la carta d'identità del pollame. Chi non si adeguerà alle nuove regole rischierà la sospensione dell'attività...
Su tutte le confezioni dei prodotti avicoli
arriva l'etichettatura obbligatoria sull'origine delle carni, stabilita da
un'ordinanza del ministro della Salute, Francesco Storace. I consumatori da
oggi troveranno in etichetta - oltre alle informazioni sul prezzo, sul peso
e sulla data di scadenza - un particolare codice alfanumenrico, che fornisce
preziose informazioni. Per quanto riguarda il pollame intero, riportato in
etichetta troveremo il nome o la sigla del Paese d'origine delle carni (es.
Italia o IT). Seguono tre cifre relative al codice Istat, attribuito al
Comune d'allevamento, e la sigla della provincia stessa. Infine sono
stampate altre tre cifre che individuano l'allevamento vero e proprio. Un
numero a parte indica il lotto di produzione, che è la vera e propria chiave
della rintracciabilità, poichè permette alle autorità di ricostruire la
storia di quel pollo (luogo di nascita, tipo di alimentazione, ecc). E per
il pollame venduto a pezzi? Anche in questo caso vengono indicati il nome e
la sigla del Paese d'origine delle carni e quella di una o più provincie, in
cui si trovano gli allevamenti da cui proviene il pollame. Infine, per
quanto riguarda i piatti elaborati o trasformati (wurstel, involtini,
arrosti, ecc.) viene indicata la nazione d'origine. Ma non basta.
Oltre all'etichettatura obbligatoria, ieri è partita anche la campagna
d'informazione dell'Unione Nazionale dell'Avicoltura (UNA) intitolata "Pollo
italiano. Vai a pollo sicuro", che andrà in onda sulle principali reti
televisive. Pollo sicuro perchè prodotto e controllato in Italia: è questo
il messaggio-chiave dello spot che spiegherà, in modo chiaro e semplice, il
legame tra la qualità della carne prodotta nel nostro paesee l'impegno di
chi lavora nel settore avicolo. "Il nostro paese - sottolinea l'UNA - è
autosufficiente dal punto di vista produttivo, con un tasso di
approvvigionamento del 106,2%. L'Italia produce carne di qualità: gli stessi
europei lo riconoscono. Tanto è vero che nell'ultimo mese l'export è
crescito del 20%, passando da 10 a 12 mila tonnellate di carne esportate
mensilmente. Non solo. L'Italia non importa dalle zone dove si sono
manifestati casi di virus. L'etichettatura servirà a rassicurare l'opinione
pubblica sull'italianità della carne."
"La violazione degli obblighi di etichettatura - precisa dal canto suo
Coldiretti - comporterà la sospensione dell'attività da un minimo di sette
ad un massimo di ventuno giorni. La nuova etichetta resterà valida fino al
31 dicembre 2007, in attesa di una armonizzazione a livello comunitario. Le
disposizioni in materia di etichettatura e, in particolare, l'obbligo di
indicare l'origine della carne, rivestono un'importanza fondamentale, in
quanto, garantendo la completa tracciabilità del prodotto, agevolano il
sistema dei controlli e tutelano la salute dei consumatori ed il loro
diritto alla corretta informazione, che si sostanzia nella trasparenza delle
indicazioni riportate in etichetta. Peraltro secondo i risultati preliminari
dell'indagine Coldiretti Ispo sulle reazioni degli italiani all'influenza
aviaria evidenziano che quasi due terzi (64%) dei consumatori che hanno
cambiato il proprio comportamento di acquisto compra solo carne di pollo
italiana."
UNA
Coldiretti
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