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08/01/2007 Staminali nel liquido amniotico: la speranza e la prudenza (Redazione, http://www.korazym.org)

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Già troppe volte è stata annunciata la scoperta capace di superare ogni problema etico in materia di staminali: parole tante, fatti pochi. Stavolta sarà diverso? Quanto meno, l’indicazione che vie alternative alla soppressione dell’embrione esistono.

“Sapevamo che nel liquido amniotico ci sono molti diversi tipi di cellule progenitrici derivanti dall'embrione in sviluppo, ma ci siamo chiesti se potevamo isolare vere cellule staminali. E la risposta è sì”. Queste parole di Anthony Atala, alla guida con Paolo De Coppi di una squadra di scienziati che per sette anni ha lavorato sulle cellule del  liquido amniotico (studi sfociati nella pubblicazione sulla rivista “Nature Biotechnology”), portano davvero – con la doverosa prudenza – anche nuove speranze.

Già molte volte in passato sui mezzi di comunicazione hanno trovato spazio studi scientifici che annunciavano il superamento di ogni problema etico in materia di cellule staminali: metodi che all’apparenza sembravano salvaguardare la vita dell’embrione – cioè dell’essere umano nella fase più giovane della sua esistenza – e che puntualmente invece si smorzavano per evaporare in un nulla di fatto. Neppure l’autorevolezza della rivista ormai è indice di sicurezza, dopo il grande bluff che vide qualche mese fa un ricercatore coreano ammettere che gli studi sulla clonazione da lui pubblicati su riviste del calibro di Nature o Science erano niente più che invenzioni.

Stavolta speriamo davvero non finisca così. Lo speriamo perché l’idea di reperire nel liquido amniotico cellule staminali capaci di trasformarsi in cellule adulte muscolari, ossee, sanguigne, epatiche, ecc. apre prospettive inesplorate e supera con decisione la gran parte – se non la totalità – dei rilievi di tipo etico che sono mossi alla ricerca scientifica sulle staminali embrionali.

Insomma: la prudenza è d’obbligo, la speranza pure. Quanto meno, però, questa ricerca ci dà una certezza: quella che sostenere che il futuro della medicina passa inevitabilmente attraverso gli studi sulle staminali estratte da embrioni umani (con relativa distruzione degli stessi) è una comoda falsità. In questi campi ancora per lo più inesplorati, le vie alternative alla soppressione sistematica di embrioni umani ci sono e possono essere battute, con beneficio di tutti. Se solo lo si volesse davvero.

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