05/08/2006 Question Time di Prodi alla Camera sulla Ricerca con le Staminali II (www.aduc.it)

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  • L'accordo di Bruxelles sulle cellule staminali rappresenta l'ennesimo cedimento di Prodi nei confronti di Mussi e della sinistra. Si e' trattato di un ulteriore pasticcio che tenta di mettere insieme il diavolo e l'acqua santa. Gli embrioni non sono una cosa, come sostengono esponenti della sinistra. Il Partito popolare europeo, al congresso di Roma, ha preso una posizione molto chiara in materia di bioetica e quella scelta in difesa della vita continueremo a sostenere". Lo afferma Antonio Tajani, vicepresidente del Ppe e presidente dei deputati europei di Forza Italia.

    'Il Capo del Governo, Romano Prodi, non puo' scaricare sul Parlamento Europeo la responsabilita' di reintrodurre nel VII Programma Quadro un'effettiva protezione degli embrioni che e' stata negata, con il decisivo concorso italiano, dal Consiglio dei Ministri Competitivita' dell'Unione Europea'. Lo afferma Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc.
    'L'intero problema e' nato, infatti, dalla decisione del Parlamento Europeo di dare via libera alla ricerca distruttrice di embrioni umani. Il governo italiano aveva la possibilita' di contrastare questa decisione con il suo voto decisivo in sede di Consiglio Competitivita'. Li' il governo italiano poteva agire in difesa della vita e non lo ha fatto. Auspicare che adesso a cio' provveda lo stesso Parlamento che aveva dato via libera alla distruzione degli embrioni, ha il sapore di una drammatica presa in giro. E, comunque, nel Parlamento Europeo non sara' il governo italiano a decidere ma i parlamentari europei. Tutto quello che il governo italiano poteva dire e fare lo ha detto e fatto in sede di Consiglio Competitivita': ha dato il via libera alla distruzione degli embrioni'.

    'Chi attacca, insulta, scomunica il governo italiano per la posizione sulle cellule staminali fa finta di ignorare che la ricerca, quando non e' scriteriata, apre le porte alla vita, cura e previene le malattie, allevia grandi sofferenze'. Lo affermano in una nota congiunta le deputate del centrosinistra Buffo, Zanotti, Nicchi, Bimbi, Deiana, Zanella, De Biase, Dato, Amici, Dioguardi, Cordoni, Bellillo, Bandoli, Chiaromonte, Di Salvo, Fontana, Baffile, De Zulueta, Trupia, Frias, Entrieri, D'Antona, Sasso, Saperi, Suppa, Pinotti, Schirru, Ghizzoni, Bellanova. 'Da qui il valore della mozione votata al Senato. Li' non si fa menzione della 'tutela della vita fin dal concepimento'. Lo stesso vale per l'accordo raggiunto in Europa. Non puo' che essere cosi', altrimenti si metterebbe in discussione la legge 194 e il riconoscimento, in essa contenuto, della primaria responsabilita' delle donne nella procreazione. E il rispetto di questo principio e' per il centrosinistra un vincolo intangibile'.

    "Il presidente del Consiglio Prodi non puo' limitarsi ad auspicare che il Parlamento europeo corregga o integri il documento finale del Consiglio dei ministri europeo del 24 luglio scorso. Egli ha la possibilita' di fare ben altro per dimostrare la verita' e la serieta' degli impegni che ha dichiarato oggi davanti alla Camera di assumere personalmente". Cosi' il Movimento per la vita commenta le affermazioni del presidente del Consiglio Romano Prodi.
    "Il VII Programma quadro prevede infatti l'approvazione di programmi specifici sulle singole materie questi programmi specifici richiedono il parere non vincolante dell'europarlamento mentre il consiglio dei ministri dell'Unione europea ha il potere decisivo. Saranno dunque i vari ministri, e quindi anche quelli italiani, a doversi pronunciare". Se in quella sede "i nostri ministri si impegneranno perche' venga stabilita una data anteriore a quella del VII Programma quadro per individuare il momento oltre il quale non possono essere finanziate ricerche su linee cellulare estratte da embrioni umani allora la promessa fatta oggi da Prodi potra' dirsi attuata, in caso contrario restera' la percezione di un inganno delle parole".

    'Non ho letto nessuna marcia indietro e nessuna sconfessione di Mussi nelle parole di Prodi. Certo, ha usato parole che sono della sua cultura, e non della nostra, ma ha ribadito la posizione dell'Italia'. Cosi' Pietro Folena, deputato del Prc e presidente della commissione Cultura della Camera, commenta le risposte del presidente del Consiglio. 'Il tema della vita non appartiene solo al cristianesimo. Anche noi cerchiamo un equilibrio fra vita e scienza e non ci piacciono le posizioni 'neo-positiviste' che pure emergono in questi dibattiti'.

    'Mi pare che sulla materia spinosa della ricerca sulle cellule staminali embrionali, l'impostazione data dall'Unione, espressa oggi dal Presidente Prodi, sia quanto di piu' opportuno e corretto': cosi' Stefano Pedica, Capo della Segreteria Politica di Italia dei Valori, membro della Commissione cultura e ricerca scientifica alla Camera. 'A prescindere dalla questione di come si possa determinare una data limite per l'impiantabilita' di un embrione, questa e' una risposta che dovra' dare la scienza, e' innegabile che ad oggi esistano embrioni sovrannumerari crioconservati in quantita' e linee cellulari embrionali importate dall'estero, che se non utilizzati non potranno che essere distrutti. E' importante dunque cercare di sfruttare al massimo l'opportunita' di ricerca su questi embrioni e allo stesso tempo impedire che si sviluppi un far west delle produzioni di linee cellulari embrionali su scala europea e mondiale'.
    'Del tutto fuori luogo, oltre che tristemente inumano, mi pare invece il ragionamento di tutti quei 'cattolicisti' che vorrebbero vietare la ricerca sulle staminali embrionali a qualsiasi condizione, sulla base di dottrine assolute di inviolabilita' dell'embrione, in una cieca e incallita indisponibilita' a cercare delle vie possibili per riuscire a portare avanti una ricerca eticamente sostenibile. A tutti questi dico: attenzione! Perche' e' ben piu' pericoloso per l'uomo lasciare del tutto il campo della ricerca sugli embrioni ad altre nazioni molto meno scrupolose'.

    'La scienza deve servire l'uomo e non servirsi di lui afferma l'Azione Cattolica italiana diffusa oggi riguardo al voto europeo sulla ricerca nelle cellule staminali. 'E' moralmente inaccettabile - osserva Luigi Alici presidente nazionale dell'ACI - la produzione di linee cellulari staminali, quando essa comporta la soppressione di embrioni umani; in tal caso, infatti, viene meno un pilastro fondamentale di quella visione antropologica che considera la persona umana sempre come un fine e mai come un mezzo. Infatti, 'la scienza deve servire l'uomo e non servirsi di lui, soprattutto quando egli e' nella condizione della sua massima fragilita', un embrione nei primi giorni della sua vita".
    'Dal principio dell'assoluta purezza del bene, discendono almeno due conseguenze particolarmente importanti. La prima: ogni tentativo di frazionare (o addirittura spaccare) l'universo morale non basta a preservare la purezza del bene. Ad esempio: se lo schieramento politico pretendesse di lottizzare i valori morali (la pace a sinistra, la vita a destra), il risultato morale sarebbe comunque negativo. Non si compensa con un po' piu' di pace un meno di vita, e viceversa. La pace e' per la vita, la vita e' per la pace. La seconda conseguenza: nel modo di considerare bene e male, l'etica e la politica si collocano su piani distinti, anche se - ovviamente - non separati. L'etica prende posizione dinanzi al bene assoluto, la politica deve farsi carico del bene possibile, della massima possibilita' di bene in una situazione concreta. Per questo l'etica ci appare, spesso, troppo 'avanti' e la politica, altrettanto spesso, troppo 'indietro'. Un conto e' dire se l'acqua e' potabile, un conto e' dissetare il maggior numero di persone. Dissetare, certo, non avvelenare.
    Ricordando l'importanza di servire acqua pulita, i vescovi ci richiamano a un principio fondamentale della 'chimica del bene', dal quale la politica, in modo libero e non strumentale, deve lasciarsi continuamente interpellare. Tutti i passi avanti che si sono fatti e si faranno in tal direzione non possono che essere salutati con soddisfazione.
    Ricordando sempre, pero', un vecchio monito leninista: la forza di una catena e' data dal suo anello piu' debole. Se in una legge ci sono anelli robusti, fatti di solenni dichiarazioni di principio contro la distruzione di embrioni, accanto ad un solo anello molto debole, rappresentato dalla possibilita' di ottenere per vie traverse linee cellulari staminali di origine embrionale, e' inutile illudersi: sara' quest'unico, fragile anello a misurare la forza effettiva della catena'.

    "Affermare come ha fatto Prodi che il Parlamento europeo dovra' trovare una data dopo la quale l'embrione crioconservato e' da considerarsi non impiantabile e, quindi, utilizzabile per i laboratori stranieri, e' un'aberrazione morale e anche scientifica". Lo hanno dichiarato i senatori Massimo Polledri della Lega Nord e Laura Bianconi di Forza Italia, commentando le affermazioni del presidente del Consiglio Prodi. "Sulla proposta italiana della definizione di una data per l'utilizzo di linee cellulari staminali embrionali, la cosiddetta cut-off-date, quella data oltre la quale l'embrione non e' piu' impiantabile. Con questa proposta si stabilisce per legge la data di 'scadenza' dell'embrione senza alcuna evidenza scientifica. Ci sono embrioni che dopo 12 anni di crioconservazione sono stati impiantati con successo; d'altronde embrioni morti e attivi non possono essere utilizzati per derivarne linee cellulari per la ricerca. Con questa decisione si stabilisce il nuovo principio giuridico del pre morto. L'embrione pre morto puo' essere utilizzato. Allo stesso modo, per estensione, potrebbero essere utilizzati anche gli adulti pre morte, i condannati a morte o i malati terminali. Affermare che lo Stato puo' decidere la data in cui la vita cessa di essere tale dovrebbero fare accapponare la pelle a laici e cattolici".

    Il capogruppo in commissione cultura della Lega, Michelino Davico, dice 'l'unica cosa che Mussi ha fatto, e bene, e' andare contro le convenzioni etico-morali di tutti i cattolici e in particolare di quelli della sua maggioranza, ritirando la firma dal codice etico europeo che di fatto ha dato il via alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Ora il presidente del consiglio dice che si impegnera' in sede europea a rivedere tale decisione e noi attendiamo anche le sue dimissioni'.

    Non si compie alcun delitto, ne' tanto meno si intacca la dignita' umana, se si usano per la ricerca e la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali tutti gli embrioni congelati o crioconservati che sono destinati a finire nella spazzatura. E' quanto sostengono due ricercatori, Vittorio Sgaramella, biologo molecolare e gia' collaboratore del Premio Nobel per la Medicina, Rita Levi Montalcini e Paolo Vezzoni, genetista del Cnr di Milano ed a suo tempo stretto collaboratore del Premio Nobel per la Medicina Renato Dulbecco, nel il Progetto Genoma Umano. "Assisto ad un dibattito umiliante e mortificante - attacca Sgaramella - a discorsi a vanvera senza alcun senso con la Chiesa a farla da padrona, a dettare alla scienza comportamenti, regole e finalita': non ci siamo proprio". E Vezzoni aggiunge "lasciamo da parte le proprie convinzioni morali e religiose e diciamo che la soluzione piu' ragionevole e saggia e' quella di utilizzare a fini di ricerca gli embrioni congelati destinati a morte certa".
    Sgaramella cita il caso dell'Inghilterra dove "senza starsi tanto a chiedere quando inizia la persona umana, hanno da tempo chiarito che gli embrioni prodotti in vitro per il 90% non sono in grado di andare a buon fine e che gli embrioni naturali cioe' derivati da ovocita fecondato vanno per l'80% incontro a eventi diversi per cui non c'e' ragione alcuna per cui questi embrioni non possano esser utilizzati per la ricerca tanto piu' che nessun medico si azzarderebbe mai ad impiantarli in un utero". Non ha quindi 'senso' disquisire sull'inizio della vita umana o della persona umana. "Va chiarito ancora che per produrre tessuti ed organi c'e' bisogno di cellule totipontenti o almeno multipotenti perche' e' dimostrato e da anni che le adulte sono utili solo per determinati tessuti ed organi - aggiunge Sgaramella - ma non per tutti: perche' allora precludersi questa possibilita'? Voglio poi dire che di cellule totipotenti ce ne e' solo una ed e' quella dello zigote mentre cellule multipotenti sono quelle embrionali".
    Insomma, nella mozione dell'Unione, laddove si parla sia di "produrre cellule totipotenti non derivate da embrioni" che poi di "verificare possibilita' di ricerca su embrioni crioconservati non impiantabili", in realta' "si dicono cose inesatte o almeno confuse, molto confuse: come si puo' dire che l'embrione e' inviolabile e poi sostenere la produzione di cellule totipotenti che appunto stanno nello zigote che precede l'embrione?". E anche Vezzoni, parla di confusione riferendosi al secondo punto. "Se un embrione non e' impiantabile e' morto e se e' morto non e' vitale: ripeto, una soluzione ragionevole sarebbe quella di consentire l'uso per la ricerca degli embrioni stipati nei frigoriferi che vanno persi comunque".

    'Si attende che alle parole seguano i fatti'. L'Avvenire commenta cosi' le assicurazioni di Romano Prodi rese durante il question-time sul caso legato alle staminali ('qualsiasi posizione del governo in sede Ue sara' comunque ispirata alla inviolabilita' assoluta dell'embrione'). In un editoriale dedicato ai principi non negoziabili e alle scelte dei cattolici, il quotidiano dei vescovi rimarca - con amarezza - che da quando l'attuale maggioranza ha preso il potere 'si e' preoccupata innanzitutto di promuovere proposte e iniziative legislative su temi eticamente sensibili come la famiglia, l'embrione umano e non solo'. Inoltre viene evidenziato che la maggioranza 'intende marcare la propria discontinuita' rispetto al governo che l'ha preceduta. 'L'impressione di una sistematica linea all'insegna dell'ambiguita' e' tutt'altro che ingiustificata' Da qui, annota l'Avvenire, e' sorto il problema della minoranza dei cattolici che nella coalizione dell'Ulivo cercano di difendere le loro posizioni anche se i risultati 'lasciano l'amaro in bocca a quanti considerano non negoziabili certi valori'. Infine una domanda: se conviene al mondo cattolico, nel suo complesso, proseguire 'su questa strada' e farsi spaccare su questi temi, o non prendersi un po' di tempo per riflettere sopra.

    'Tanto rumore per nulla' vien da dire: la ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali si puo' fare mediante la partenogensi e cosi' si possono anche usare embrioni congelati, sulla base della mozione dell'Unione sul 7o Programma Europeo'. E' quanto sostengono il genetista Antonino Forabosco ed il direttore scientifico della Societa' Italiana Riproduzione, Luca Gianaroli per i quali la mozione apre la porta alla possibilita' di far ricerca e sperimentazione sulle embrionali visto che dice "promuovere la ricerca scientifica avanzata tesa ad individuare la possibile produzione di cellule staminali 'totipotenti' non derivate da embrioni". E si sa che le cellule 'totipotenti' sono quelle dello zigote che precede l'embrione vero e proprio. Orbene, con il metodo della partenogensi "senza distruggere embrioni vitali - spiega Forabosco - si possono produrre cellule staminali embrionali umane servendosi di cellule uovo, ovociti, non fecondate da parte dello spermatozoo: e' una porta che supera i divieti imposti dall'antiscientifica Legge 40". E Gianaroli e' d'accordo: "con la partenogenesi possiamo produrre embrioni finti e disporre di cellule staminali embrionali: si trattera' poi di vedere se queste cellule avranno le stesse qualita' delle cellule embrionali ricavate da embrioni veri". Il metodo della partenogenesi riportato da 'Nature' e' stato realizzato da due ricercatori italiani dell'Universita' Statale di Milano: Tiziana Brevini e Fulvio Gandolfi che hanno ottenuto staminali embrionali umane senza usare embrioni vitali. "Si ammette con la mozione dell'Unione la ricerca sulle cellule totipotenti che stanno solo nello zigote e quindi si permette la produzione di ovociti e blastomeri ottenuti senza la fusione dello spermatozoo con l'uovo: in altri termini si possono fare ovociti attivati, non con la fecondazione, da cui poi ricavare staminali embrionali".
    La 'porta' aperta dalla mozione, ossia la possibilita' di ricavare cellule embrionali da ovociti attivati mediante partenogenesi, supera "la posizione imposta dal Comitato Nazionale di Bioetica di vietare l'uso di ovocita attivato perche' lo considera embrione: d'ora in poi non si potra' piu' sostenerlo perche' l'ovocita attivato senza essere esser stato fecondato dalla spermatozoo non e' di fatto embrione umano". Insomma, un plauso a 'chi' ha inserito nella mozione la dizione 'cellule totipotenti', che stanno solo nello zigote. Se in Italia bisogna ricorrere a particolari 'sofismi', in Francia e in Inghilterra, la 'porta' alla ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali e' aperta esplicitamente. "Stiamo parlando di due paesi - osserva Gianaroli - civili, aperti alla ricerca scientifica e vi aggiungo anche la Spagna di Zapatero".
    Se in Inghilterra un laboratorio di Newcastle ha ottenuto l'autorizzazione di conservare gli ovuli delle donne che si sottopongono a cure per la fertilita' e grazie a essi potra' condurre ricerche sulle cellule staminali embrionali e sulla clonazione terapeutica, in Francia Pierre-Louis Fagniez, dietro incarico del Primo Ministro Dominique de Villepin, ha redatto un rapporto nel quale si dice che "nel medio, lungo termine sarebbe auspicabile che la legge autorizzi i ricercatori a praticare la clonazione a fini terapeutici piu' la ricerca e sperimentazione sulle cellule staminali embrionali". La ricerca sulle staminali embrionali umane, "promette di acquisire conoscenze nuove nel campo delle realizzazioni terapeutiche, soprattutto per quanto riguarda la medicina rigenerativa", dice il rapporto. Attualmente la legge francese proibisce e sanziona con la detenzione e una ammenda di 100.000 euro entrambe le tecniche, la clonazione e la ricerca sulle staminali embrionali. Solo alcuni laboratori sono stati autorizzati, in deroga alla legge, a praticare questo tipo di ricerche ma solo utilizzando embrioni ricavati nel corso di pratiche di fecondazione assistita che sono stati abbandonati e che non potranno piu' essere rimpiantati.
    "Ecco il nostro paese dovrebbe prender esempio dalla Francia e consentire l'uso di embrioni veri che le pazienti non vogliono piu' e che sono conservati nei frigoriferi - conclude Gianaroli - Alla ricerca servono embrioni vitali non cadaveri per cui questi embrioni destinati a morte certa, indipendentemente dalla data, vanno regalati alla ricerca sulle staminali embrionali".

    "C'e' una porta aperta alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, un piccolo passo avanti che, spero, sia foriero di accordi piu' significativi, come l'utilizzo degli embrioni crioconservati". E' quanto sostiene a proposito della dizione contenuta nella mozione dell'Unione "produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni" che apre la porta agli ovociti attivati con partenogenesi da cui poi ricavare cellule embrionali, Giulio Cossu, direttore dell'Istituto Cellule Staminali del San Raffaele di Milano. E la biologa Raffaela Nicolai mette l'attenzione sul punto 'nodale' della questione: "l'embrione e' solo una entita' biologica, il neonato e' invece vita umana: cio' che si tende a negare e' l'evento della nascita quando si forma dal substrato biologico stimolato dall'ambiente esterno il pensiero che fa la realta' umana".
    L'embrione dunque non e' per l'evidenza scientifica persona umana? "E' a partire dalla 24esima settimana che il feto acquisisce la possibilita' di sopravvivere se nasce alla 24esima settimana ce la fa, pure se prematuro, mentre prima e' praticamente impossibile". Perche'? "Perche' a partire dalla 24esima settimana la retina e' in grado di reagire allo stimolo luminoso che come sostiene lo psichiatra Massimo Fagioli metterebbe -in attivita' il cervello nel neonato". Insomma, "mettere l'inizio della vita allo zigote vuol dire eliminare l'umano

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  • 05/08/2006 Question Time di Prodi alla Camera sulla Ricerca con le Staminali I
    Romano Prodi ha scelto di prendere di petto la questione della ricerca sulle cellule staminali, andando a rispondere, per la prima volta nella legislatura, al question time alla ...
  • 05/08/2006 Question Time di Prodi alla Camera sulla Ricerca con le Staminali II
    L'accordo di Bruxelles sulle cellule staminali rappresenta l'ennesimo cedimento di Prodi nei confronti di Mussi e della sinistra...

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