22/07/2006 Nasce a Terni Banca delle Cellule Staminali Cerebrali (www.aduc.it)

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  • Il Centro di ricerca per le cellule staminali di Terni e' un laboratorio dedicato all'estrazione, caratterizzazione, espansione di cellule staminali e alla loro conservazione, all'interno del presidio ospedaliero.
    Tale iniziativa e' correlata al progetto che le Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, insieme alla facolta' di medicina e chirurgia e alla Regione dell'Umbria intendono portare avanti per la istituzione di un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico sulle biotecnologie trapiantologiche.
    Nell'area ternana il progetto sulle biotecnologie trapiantologiche sara' orientato al settore della neurorigenerazione, mentre nell'area perugina l'interesse prevalente sara' per l' ematologia e la diabetologia. L'obiettivo ambizioso e' quello di dare una risposta terapeutica a quelle malattie degenerative del sistema nervoso centrale che attualmente non hanno speranza di cura. La parte strutturale del laboratorio e' stata realizzata grazie al contributo della Fondazione della Cassa di risparmio di Terni e Narni (per 279.600 euro) e, per una quota di 60 mila euro, con il contributo della neonata Fondazione cellule staminali e, in particolare, della Curia vescovile di Terni. L'istituto di ricerca, che poggia su una convenzione tra Comune di Terni, Regione dell' Umbria, Azienda ospedaliera "Santa Maria" e privati, gode del sostegno della Fondazione Cellule staminali, presieduta dal professor Enrico Garaci, presidente dell'Istituto superiore di sanita'. Nel consiglio della Fondazione sono presenti anche il vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, il sindaco, Paolo Raffaelli, la Camera di commercio, la Fondazione Cassa di risparmio di Terni e Narni.
    La "Banca delle cellule staminali cerebrali", che opera nell' ambito del centro, diretta dal professor Angelo Vescovi, si occupera' di produrre le cellule staminali cerebrali umane. Le cellule staminali cerebrali umane cosi' prodotte saranno direttamente utilizzabili per la sperimentazione clinica su uomo. Accordi in tal senso sono gia' stati raggiunti con la Dottoressa Paola Leone (NIH Philadelphia), che utilizzera' le cellule per il trapianto nella Malattia di Caravan. E' in fase di definizione, inoltre, il protocollo per la sperimentazione in Italia sul morbo di Tay Sachs (malattia infantile letale) e sulla Sclerosi laterale amiotrofica. Il progetto prevede ulteriori fasi di implementazione con la messa a disposizione di una vasto immobile in via di ristrutturazione a cura dell' Istituto per l' edilizia pubblica dell' Umbria (i lavori, per nove milioni di euro, sono gia' stati appaltati).
    "Con questa banca di cellule staminali neurali -ha commentato Garaci- inauguriamo una struttura unica nel suo genere, in cui verranno prodotte e conservate cellule del cervello umano per curare, in futuro, malattie neurodegenerative quali il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson. Lo Scopo della Fondazione e' quello di attrarre fondi e risorse, sia a livello nazionale che internazionale, per promuovere la ricerca in questo campo e favorirne la divulgazione. Da parte sua l Istituto Superiore di Sanita', che e' tra i soci fondatori del progetto, mette a disposizione le sue conoscenze e la sua preziosa esperienza, frutto di anni di ricerca infaticabile, basata su valori etici ed umani".

    "Esprimiamo un vivo plauso per la nascita della banca delle staminali adulte inaugurato oggi a Terni: ad Angelo Vescovi, che lo dirigera', il nostro augurio e il nostro sostegno". E' quanto afferma, in una nota, l'intergruppo parlamentare 'Persona e Bene Comune'.
    "Cosi' come nell'ultimo anno della scorsa legislatura anche in questa appena iniziata dedicheremo la massima attenzione a questo tema e, da oggi, anche alle attivita' di questo centro di ricerca". Precisa l'intergruppo: "Non ci stancheremo mai di confermare cio' che i dati scientifici attestano finora in modo inequivocabile, vale a dire il 65 a zero delle applicazioni delle staminali adulte rispetto alle embrionali, a conferma della necessita' di insistere su queste linee di ricerca, nelle quali gli scienziati italiani sono primi al mondo

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