07/07/2006 Embrionali Umane ottenute da Ovociti (www.aduc.it)

  • Cellule Staminali
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Salute
  • Pagina Sanità
  • Scienziati italiani hanno prodotto per la prima volta al mondo due linee di cellule staminali embrionali umane, senza distruggere embrioni vitali, ma servendosi solo di cellule uovo (ovociti) non fecondate.
    L'annuncio, appena riportato sul sito di Nature, e' stato fatto al congresso della societa' europea di riproduzione umana e embriologia tenutosi a Praga da Tiziana Brevini e Fulvio Gandolfi dell'Universita' di Milano.
    E' la prima volta al mondo, salvo alcuni tentativi non andati a buon fine in Usa, che staminali embrionali umane sono ottenute senza usare embrioni vitali: gli italiani si sono serviti della 'partenogenesi', un sistema che in natura serve per la riproduzione di alcuni animali tra cui gli insetti, senza bisogno della fecondazione. Il traguardo senza precedenti potrebbe aggirare gli ostacoli al reperimento di cellule staminali embrionali per la ricerca, ostacoli dovuti ai dilemmi etici insiti nell'uso di embrioni umani.
    La partenogenesi e' una tecnica che gli scienziati hanno copiato dalla natura perche' alcuni insetti la usano come via alternativa di riproduzione, senza bisogno del maschio. Infatti la partenogenesi parte da una cellula riproduttiva femminile che pero' ha un doppio set di cromosomi, come ogni normale cellula del nostro corpo. Quindi, per andare a buon fine, la partenogenesi non ha bisogno della cellula riproduttiva maschile, lo spermatozoo.
    La partenogenesi puo' essere ricreata in laboratorio attraverso una stimolazione artificiale che induce la cellula uovo non fecondata a moltiplicarsi esattamente come avviene per un uovo appena fecondato. E' da anni che in tutto il mondo si tenta di segnare questo goal sui mammiferi. Finora ci si era riusciti con animali quali topolini e scimmie e le prime speranze che fosse un metodo perseguibile anche per l'uomo sono arrivate dall'industria biotecnologica Stemron in Maryland, dove scienziati nel luglio 2003 sono riusciti ad ottenere embrioni umani senza fecondazione allo stato di blastocisti e ad isolare da essi cellule messe poi in coltura. Pero' allora la sfida non era vinta perche' quelle cellule sono rimaste in vita solo pochi giorni. Sottolineando che questa pratica non distrugge vite perche' gli 'embrioni' creati con la partenogenesi non sono vitali e in alcun modo darebbero un bimbo, gli italiani hanno dichiarato di esserci riusciti: partiti da 104 cellule uovo donate da donne sottoposte alla fecondazione assistita, i ricercatori dell'ateneo milanese hanno ottenuto due linee di cellule embrionali stabili. Gli ovociti donati sono un surplus non utilizzato che di fatto viene prodotto da quando, con la legge 40, si possono impiantare in utero solo tre embrioni. Per produrre i tre embrioni infatti serve eseguire la stimolazione ormonale sulla donna, stimolazione che induce la produzione, comunque, di molto piu' che tre ovociti.
    I ricercatori italiani hanno trascorso ben due anni nel lavoro di isolamento di cellule da questi 'finti embrioni' umani tecnicamente chiamati 'partenoti'. 'Volevamo essere sicuri -ha dichiarato Gandolfi- prima di diffondere qualsiasi notizia' che le cellule isolate dai partenoti fossero come staminali embrionali e fossero stabili.
    Brevini e Gandolfi, che dovrebbero pubblicare presto i loro risultati su una rivista scientifica, si sono detti convinti che questa metodica potrebbe risolvere le problematiche etiche insite nella ricerca di staminali embrionali perche' non sacrificherebbe embrioni.

    Il trapianto di cellule staminali della linea del sangue (emopoietiche) potrebbe essere una terapia economicamente praticabile in Paesi in via di sviluppo, dove i programmi di trasfusione non sono disponibili e dove decine di migliaia di persone sono colpite da malattie del sangue come la talassemia. E' una delle prospettive, forse anche raggiungibile a piu' breve termine, offerte da questa linea di cellule staminali le quali, a detta di Claudio Bordignon dell'Istituto Scientifico Raffaele di Milano, da quando sono state scoperte alcuni decenni fa hanno gia' prodotto numerosi risultati clinici.
    Encomiabile perche' potrebbe salvare migliaia di vite qualora il processo di purificazione di dette cellule fosse reso piu' semplice, rapido ed economico, questa e' comunque solo una delle prospettive cliniche offerte dalle cellule staminali custodite nel nostro e nell'embrione, prospettive tutte dettagliate domani in una sezione speciale che la prestigiosa rivista Nature dedica appunto a queste preziosissime cellule. 'Cellule staminali: speranze e realta'' e' uno speciale che la rivista britannica ha pensato per fare il punto sullo stato dell'arte della ricerca sulle staminali che rivoluzioneranno la medicina con avanzamenti forieri di non pochi dilemmi etici.
    Nel suo articolo dedicato alle terapie cellulari con le cellule emopoietiche estraibili dal midollo osseo o dal sangue periferico, Bordignon ripercorre le tappe degli sviluppi terapeutici portati dall'uso di queste cellule. da quando negli anni 50-60 e' stato seguito il trapianto di midollo. Malattie e tumori delle cellule del sangue, sono solo alcuni dei campi applicativi che si potranno estendere non appena le procedure di estrazione delle staminali si semplificheranno. Inoltre avra' gran peso la messa a punto di strategie per aumentare il numero di donatori compatibili, come quella che permette il trapianto con una compatibilita' solo parziale.
    Lo speciale di Nature scatta una foto ad alta risoluzione di quel che e' gia' presente e di cosa invece ci riserva il futuro, che in questo ambito fa rima con ricostruzione di organi, riparazione di parti del corpo, cure contro la sterilita', lotta alle malattie neurodegenerative che 'divorano' il cervello.
    Sul fronte della creazione di 'fabbriche' di pezzi di ricambio del corpo umano e' l'articolo di Rudolf Jaenisch del Whitehead Institute, che passa in rassegna le principali tecniche di riprogrammazione oggi in fase sperimentale: il trasferimento nucleare, ossia la tecnica di clonazione con cui nacque la pecora Dolly, la tecnica della fusione cellulare tra cellule adulte e staminali per far divenire le prime come le seconde, la riprogrammazione coltivando cellule adulte con molecole che le trasformino in staminali. Tante ancora le domande che ci riserva il futuro, sottolinea Jaenisch, per capire se e' veramente possibile questa riprogrammazione.
    Per restare piu' coi piedi per terra, invece, ci sono le prospettive terapeutiche offerte dalle cellule staminali in campo neurologico, contro malattie quali Alzheimer e Parkinson per le quali si e' virtualmente piu' vicini al letto del paziente, con le prove tecniche per tentare il trapianto di staminali neurali o nuovi neuroni coltivati in vitro. Trapianto di cellule o mobilitazione di staminali gia' presenti nel corpo sembrano essere la chiave di volta anche in cardiologia per guarire cuori danneggiati da infarto e infine dalle staminali emergeranno le risposte ai misteri piu' affascinanti dell'umanita' come l'invecchiamento, ma anche le chiavi per sconfiggere il cancro

  • Archivio cellulestaminali
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO