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01/03/2010 Perché i tassi di interesse rimarranno bassi in Europa (P. Sassetti, http://www.helpconsumatori.it)

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Da un po' di tempo alcune banche stanno proponendo ai loro clienti operazioni di copertura sui tassi di interesse. Che i tassi possano lievemente aumentare nei prossimi anni è scontato, ma - a mio avviso - non nella misura ventilata dalle banche. Ad esempio, Banca Intesa propone coperture sopra un Euribor (a 6 mesi) del 3,5% nei prossimi 4 anni. Oggi l'Euribor a 6 mesi è sotto l'1%. Salirà sopra il 3,5% entro il 2014, scenario per cui la banca offre un servizio a pagamento di copertura del rischio? Io credo di no.

La BCE ha ripetutamente richiamato l'esigenza di mettere sotto controllo i conti pubblici statali dei Paesi della UE. Questo significherà per questi Paesi tornare ad avere avanzi primari nel bilancio dello Stato appena possibile, visto che il rapporto debito/pil di tutti i Paesi europei (anche di Francia e Germania) ha fatto un grosso balzo e deve essere riportato sotto controllo.

Un forte aumento dei tassi avrebbe la duplice conseguenza di:

  1. vanificare gli avanzi primari di bilancio a causa del maggiore onere del servizio del debito;
  2. restringere il credito proprio quando l'avanzo primario (tasse > spese prima degli interessi sul debito) implica una politica fiscale restrittiva.

E che farebbero, dunque, i Governi? Una politica fiscale restrittiva contestuale ad una stretta creditizia con la disoccupazione che c'è? Mi pare pazzesco, insensato. Se gli Stati europei vogliono tornare a produrre avanzi di bilancio per evitare che situazioni come quella greca si ripetano per Portogallo, Italia, Irlanda, ecc., la politica monetaria europea potrà essere solo orientata alla espansione monetaria ed ai bassi tassi di interesse.
Si consideri che prima della crisi l'Euribor viaggiava mediamente tra il 2,5 ed il 3,5%, raggiunse un picco del 5% solo per pochi mesi in occasione del crack Lehman perchè le banche non si prestavano più i soldi tra loro.

Pertanto queste operazioni sui tassi che le banche propongono sono forme di assicurazione contro eventi altamente improbabili. Normalmente da respingere.

24/02/2010 Mutui, le banche italiane applicano il tasso BCE?

Da un'indagine condotta da Altroconsumo sulle principali banche italiane è emerso che quasi nessuna rispetta la legge del 1° gennaio 2009 che permette di offrire mutui variabili indicizzati al tasso BCE, più conveniente per il consumatore.

Le banche italiane continuano a far discutere le Associazioni dei consumatori. Oggi da Altroconsumo arriva un nuovo allarme: quasi nessun istituto italiano rispetta la legge, in vigore dal 1° gennaio 2009, che dà la possibilità di offrire ai clienti mutui variabili indicizzati al tasso della Banca Centrale Europea, che attualmente è all'1%. Il tasso BCE è più vantaggioso per il consumatore perché è meno soggetto agli scossoni del mercato e ai rincari dei periodo di crisi. Non a caso la BCE sta mantenendo i tassi invariati da quasi un anno, dopo averli tagliati al minimo storico dal 1999. Ma le banche italiane, a quanto pare, sono restie ad offrire al cliente questa possibilità.

Altroconsumo ha analizzato i foglietti informativi dei mutui di una ventina di banche ed ha scoperto che quasi tutte continuano a proporre mutui a tassi variabili legati all'Euribor, un tasso interbancario calcolato sulle offerte delle maggiori banche europee, che è più soggetto alle variazioni del mercato.

Addirittura CheBanca! e UGF Banca non offrono affatto, per i mutui dell'abitazione principale, contratti indicizzati al tasso BCE. La maggior parte delle banche, invece, offrono mutui indicizzati al tasso BCE, ma ci applicano uno spread maggiore rispetto a quello applicato sul tasso Euribor, rendendo l'offerta meno conveniente. La differenza tra i due spread arriva ad essere anche dello 0,6%.

Purtroppo sono poche le banche che fanno eccezione, ma ci sono. Ad esempio Banca Etruria afferma che determinerà uno spread sul tasso BCE, in modo che il tasso finito sia uguale a quello calcolato con l'Euribor, mentre la Banca Popolare di Venezia già applica sul tasso BCE uno spread più basso di quello applicato all'Euribor. A fronte dei dati emersi dall'indagine, Altroconsumo ha chiesto alla Banca d'Italia d'Italia di multare questi comportamenti scorretti, come previsto dalla legge 2/2009.

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