TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni




    VAI ALLA MAPPA DEL SITO

    Google analytics


    eXTReMe Tracker


  • 10/01/2006 Control Arms / Trattato Internazionale. Armi: tre Rapporti (www.nigrizia.it)

    Ricerca personalizzata

    Nella sede delle Nazioni Unite a New York è in corso una sessione preparatoria alla grande revisione sul controllo delle piccole armi che si terrà in estate. In attesa di un trattato internazionale sul commercio delle armi.
     


     

    L’obiettivo è arrivare entro la fine del 2006 a un trattato internazionale sul commercio delle armi. A chiederlo è la campagna Control Arms, in occasione dell’avvio della prima grande revisione sul controllo delle piccole armi degli ultimi cinque anni da parte dell’Onu che si terrà a fine giugno a New York – in questi giorni nel palazzo di vetro delle Nazioni Unite si sta svolgendo una sessione preparatoria in merito -.

     

    Amnesty International, Oxfam International e Iansa (International Action Network on Small Arms ) hanno diffuso tre rapporti su Repubblica Democratica del Congo, Haiti e Sierra Leone e ne emerge che i controlli esistenti non riescono a proteggere le vite dei civili innocenti.

     

    Da un comunicato di Amnesty International si legge:”Nel 2006 il mondo si trova di fronte a una scelta. Può continuare a ignorare l’enorme costo umano della proliferazione delle armi o agire finalmente per controllarne il commercio’ – ha dichiarato Barbara Stocking, direttrice di Oxfam - nessuno se non un criminale venderebbe coscientemente un’arma a un assassino, eppure i governi possono vendere  armi a regimi che notoriamente violano i diritti umani o a paesi in cui esse finiranno nelle mani di criminali di guerra”.

     

    Non esiste un accordo internazionale completo sul commercio di armi, mentre paradossalmente esistono trattati globali vincolanti sui trasferimenti tra paesi di oggetti come ossa di dinosauro o francobolli fuori corso. La campagna Control Arms chiede a tutti gli Stati membri dell’Onu di lavorare, questa settimana, per l’adozione di una serie di principi globali al fine di regolamentare le vendite di armi come primo importante passo verso un trattato.

     

    “Repubblica Democratica del Congo, Haiti e Sierra Leone producono pochissime armi, eppure sono inondate da armi usate per uccidere, mutilare, impoverire e rendere profughe centinaia di migliaia di persone. Ancora una volta, i tentativi di instaurare la pace vengono compromessi dalla mancata adozione di efficaci controlli sulle armi da parte dei governi. Per la salvezza di milioni di uomini, donne e bambini che continuano a vivere nel terrore della violenza delle armi, i leader mondiali devono cogliere questa opportunità storica e avviare i negoziatisu un trattato internazionale sulle armi” – ha aggiunto Denise Searle, direttrice delle campagne di Amnesty International.

     

    Ad Haiti, la violenza armata esplosa nella capitale Port-au-Prince fa aumentare i dubbi che nei prossimi mesi possano svolgersi elezioni credibili e pacifiche. Questo mese, le prime elezioni presidenziali da quando, nel febbraio 2004, il presidente Aristide lasciò il paese, sono state rinviate per la quarta volta.

     

    In Sierra Leone, l’embargo sulle armi imposto dall’Onu nel corso della guerra civile 1991-2002 è stato facilmente aggirato, come denuncia il rapporto della campagna Control Arms. L’attuale miscuglio di controlli inefficaci sulle armi permette a venditori privi di scrupoli di trovare agevolmente il modo di superare l’embargo.

     

    “La popolazione civile della Sierra Leone, della Repubblica Democratica del Congo, di Haiti e di molti altri paesi sta subendo un’ondata di uccisioni, stupri e sequestri e il commercio privo di regole delle armi alimenta queste atrocità. Le vittime non possono sollecitare personalmente i politici che devono decidere se spezzare questi commerci irresponsabili ma le loro voci, e quelle di centinaia di migliaia di persone le cui vite vengono devastate ogni anno dalla violenza delle armi, devono essere ascoltate” – ha concluso Rebecca Paters, direttrice di Iansa.

     

    Ci sono circa 639 milioni di armi leggere nel mondo oggi e 8 milioni vengono prodotte ogni anno. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi.

     

    Nel nostro paese la campagna è rilanciata dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dalla Rete italiana per il Disarmo.Oltre a contribuire alla grande mobilitazione mondiale, i promotori intendono agire per migliorare gli strumenti legislativi e di trasparenza esistenti in Italia sul commercio di armi. Il nostro paese e’ infatti il quarto produttore e il secondo esportatore mondiali di armi leggere eppure la nostra legislazione è vecchia di 30 anni e ad oggi non esiste alcuna forma di controllo sugli intermediatori internazionali di armi.

     

    Sul tema di armi e ‘banche armate’ sabato 14 gennaio a Roma si terrà un importante convegno organizzato, tra gli altri, da Nigrizia.


     

     

    Approfondimenti nel sito:

  • Campagna Banche Armate
  • Generali spa
  • Al cinema un film sul commercio di armi

    Siti collegati:

  • Amnesty International
  • Oxfam International
  • Iansa

  • Archivio Banche Armate
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti



    VAI ALLA MAPPA DEL SITO