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24/02/2011 BANCHE. Anatocismo, un coro di voci contrarie alla norma salva-banche (GA, www.helpconsumatori.it)

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La norma sull'anatocismo inserita dal Senato nel maxiemendamento al Milleproroghe, attualmente in discussione alla Camera, sta facendo discutere a desta e a sinistra. Dopo le denunce delle Associazioni dei consumatori si sono, infatti, alzate anche le voci della politica. Nunzia De Girolamo, deputata del PdL, ha chiesto al Ministro Tremonti di attivarsi immediatamente affinché dal Milleproproghe venga escluso il provvedimento salva-banche che blocca i rimborsi sull'anatocismo. "E' veramente improponibile" ha detto De Girolamo.

"Il comma inserito nel maxiemendamento al decreto Milleproroghe, con il quale viene di fatto aggirata la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, che sanciva il diritto dei correntisti alla restituzione di tutte le somme illegittimamente addebitate dalle banche sui conti correnti con la capitalizzazione trimestrale degli interessi, sarebbe dovuto essere espunto al fine di non danneggiare gli utenti vittime dell'anatocismo". Lo affermano in una nota congiunta i deputati del PdL Giuseppe Marinello, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera, e Alessandro Pagano, componente della Commissione finanze della Camera. "Questa norma - proseguono gli esponenti del Pdl - rischia di essere una beffa per i piccoli risparmiatori e di mettere in serio pericolo la sopravvivenza delle piccole e medie imprese. La conseguenza più discutibile e controversa del 'punto 9' inserito nel maxiemendamento - aggiungono - è senza dubbio quella relativa alla prescrizione del diritto del correntista ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche sul conto corrente, la quale comincerà a decorrere dall'annotazione in conto anziché dalla chiusura del rapporto. In tal modo le cause avviate da migliaia di correntisti, il cui esito sarebbe stato la soccombenza in giudizio delle banche, saranno perse per legge. Le aziende, ma anche i singoli cittadini, che hanno intrapreso la via giudiziaria non solo non otterranno alcun risarcimento, ma addirittura saranno costretti a pagare le spese di giudizio. Non ci sottrarremo al voto di fiducia, tuttavia - concludono - facciamo appello al ministro Tremonti affinché venga elaborato un sistema per salvaguardare i diritti dei cittadini e delle aziende che hanno giudizi pendenti avverso gli istituti di credito".

Il responsabile Consumatori del PD, Antonio Lirosi, afferma che la norma "è una vergogna, per come è stata decisa e soprattutto per il suo contenuto con effetto retroattivo. Una norma - aggiunge Lirosi - che equivale ad affossare definitivamente i diritti dei consumatori nel nostro Paese, in quanto annulla sentenze che nel corso di un decennio di contenzioso avevamo dato ragione alle associazioni dei consumatori e a migliaia di cittadini. Basterebbe soltanto questo aspetto per sfiduciare un Governo che, oltretutto, inserisce una disposizione di tale portata senza consentire un minimo di esame alle Commissioni parlamentari. E' poi oltremodo grave che il Ministro Tremonti abbia mantenuto questa norma scandalosa nel maxiemendamento presentato ieri sera, nonostante le indicazioni sulla costituzionalità di tale prassi legislativa formulate dal Presidente delle Repubblica. Il Governo - denuncia Lirosi - ha chiesto la fiducia anche per far digerire a molti deputati della maggioranza un intervento che procurerà un danno grave a migliaia di piccole imprese e famiglie che avevano pagato ingiustamente alle banche migliaia di euro a titolo di interessi".

E Federcontribuenti annuncia uno sciopero della fame ad oltranza, se il testo del decreto salva-banche non verrà modificato. "Vogliono approvare un testo che autorizza le banche a derubare le aziende di oltre 30 miliardi di euro, introducendo la prescrizione decennale, mandando a morte milioni di cause e rendendo legale l'anatocismo" commenta Carmelo Finocchiaro, Presidente Federcontribuenti che spiega: "Se quelle cause saranno perse, le aziende saranno costrette a pagare tutte le spese di giudizio, oltre che debiti illegittimi alle banche con la conseguenza del fallimento per mancanza di liquidità. Anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nella giornata di ieri, ha, attraverso una lettera inviata all'esecutivo, ammonito il testo parlando di "profili di incostituzionalità". "Col Milleproroghe le imprese otterranno la concessione di 6 mesi di moratoria sulle rate dei debiti verso le banche, per l'equivalente di 56 miliardi di euro, mentre allo stesso tempo concederanno la completa prescrizione dei loro 50 miliardi di interessi illegittimi, - ribadisce Finocchiaro - noi, come Federcontribuenti, continueremo a batterci per i diritti degli italiani e a denunciare l'ostruzionismo contro le nostre proposte da parte del governo e dei media nazionali. Siamo pronti allo sciopero della fame".

24/02/2011 CASA. Mercato immobiliare, Fiaip: nel 2010 meno 2% di compravendite e meno 4,5% sui prezzi (BS, www.helpconsumatori.it)

Il mercato immobiliare ha registrato nel 2010 una diminuzione del 2% delle compravendite, con una diminuzione dei prezzi degli immobili pari al 4,5%. Per il 2011, invece, si prevede un aumento delle locazioni a uso residenziale pari al 10%. I dati complessivi relativi al 2010 vengono interpretati però come segnale di una leggera ripresa. Afferma la Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip): "Il 2010 si chiude con una lenta ripresa del mercato immobiliare in un contesto in cui gli indicatori immobiliari segnano un recupero sostenuto da una significativa ripresa della domanda ed una stabilizzazione dei prezzi del mercato immobiliare residenziale. Per le compravendite immobiliari si registra un andamento medio dei prezzi in calo del 4, 5% per abitazioni, mentre cala il numero delle compravendite che si attesta a -2% nel 2010. Inoltre si segnala come sono sempre di più gli italiani (52%) ed i clienti extra U.E. (75%) che nel 2010 hanno fatto ricorso al sistema creditizio (mutuo) per acquistare immobili, sebbene vi sia stata una riduzione delle richieste ed erogazioni rispetto al 2009".

I dati sono contenuti nel Report Fiaip 2010- Osservatorio immobiliare nazionale settore urbano, che ha preso in considerazione un campione di 12 città, delle quali 9 metropolitane. "In un momento in cui la forbice tra richiesta ed offerta continua ad essere ancora troppo distante (circa il 20%) - afferma Mario Condò de Satriano, Presidente del Centro Studi Fiaip - la nuova tendenza che si registra è costituita dalla nuova qualità della domanda, frutto, anche, delle nuove norme relative al rendimento energetico, oltre che ad una ritrovata spinta di "voglia di case", in particolar modo, piccoli appartamenti (70/80 mq), in zone centrali e con elevate qualità contestuali e strutturali".

Per il 2010, fra gli immobili più ricercati si segnalano i trilocali, semicentrali e in buono stato. "Dai risultati dell'indagine Fiaip - informa una nota della Federazione - si rileva come le unità residenziali maggiormente compravendute sono per un 38% trilocali (soggiorno/cottura - 2 camere - servizi) e un 23% bilocali (miniappartamenti). Solo il 6% richiede in acquisto monolocali. L'ubicazione è prevalentemente posta in zone semicentrali e lo stato di conservazione che prevale è di alloggi in buono stato (39%) seguito dalle abitazioni di nuova costruzione (22%). Da segnalare come vi sia nel 2010 un aumento dell'interesse per gli alloggi ristrutturati o da ristrutturare".

L'analisi sull'andamento dei prezzi nelle città del campione mette in evidenza una diminuzione generale dei prezzi per le abitazioni, con l'eccezione di Venezia (+2,22%) e Siena (+0,2%) in controtendenza. La palma d'oro per la diminuzione dei prezzi degli immobili residenziali va a Palermo con il -11%. I restanti cali spaziano tra il -1,56% di Napoli ed il -7% di Bergamo, passando tra -3% di Bologna e Torino, -3,64% di Genova, -4% di Roma, -5% di Firenze, -6% di Salerno e -6,2% di Milano.

E per l'anno il corso? I primi sei mesi del 2011, affermano gli agenti immobiliari, indicano un miglioramento delle compravendite a uso residenziale, specialmente per le aree centrali, e un aumento degli affitti a uso abitativo. Particolare attenzione c'è alle aree centrali e semicentrali della città, dove il mercato potrebbe rimanere stazionario. Sul mercato delle locazioni, il report Fiaip indica una tendenza all'aumento degli affitti ad uso residenziale (+10%) per le zone centrali, e del +4% per gli immobili situati nelle zone semicentrali o periferiche delle città.

25/02/2011 Anatocismo, salve le somme già versate (GA, http://www.helpconsumatori.it)

Tra gli ordini del giorno esaminati dalla Camera per il via libera al disegno di legge di conversione del Milleproroghe, ce n'è uno sull'anatocismo che ha stabilito che le banche non potranno chiedere la restituzione delle somme con cui hanno risarcito i clienti, in seguito a sentenza del tribunale.

I consumatori sono salvi a metà. Dopo il voto di fiducia con cui la Camera ha approvato il maxiemendamento al Decreto Milleproroghe, l'Assemblea ha esaminato gli ordini del giorno per il via libera al disegno di legge di conversione n. 4086 che passa ora al vaglio del Senato. Un ordine del giorno sull'anatocismo ha stabilito che le banche non potranno chiedere la restituzione della somme con cui hanno risarcito i clienti, in seguito a sentenza del tribunale.

"E' stato fatto il minimo sull'anatocismo, apprezziamo lo sforzo profuso nell'evitare un contenzioso sulle cause già avviate, ma è necessario un colpo di reni del Parlamento che tenga conto dei consumatori e non delle banche che hanno sbagliato facendo pagare interessi su interessi non dovuti e ora non vogliono restituire il maltolto - dichiara Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - non si intacca solo il diritto al risarcimento sull'anatocismo, la legge speciale pro banche regala agli istituti almeno 3 miliardi che verranno direttamente dalle tasche dei consumatori che usano i bancomat, grazie all'imposizione di una tassa di 3 euro per i prelievi allo sportello inferiori a 2000 euro. Imporre una tassa del genere è una vergogna per la quale dovranno rispondere al Paese i parlamentari che l'hanno votata". Pileri annuncia che l'Adoc, ad ogni modo, ricorrerà all'Antitrust italiano ed europeo contro quest'imposizione.

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