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  • 06/02/2007  Bambini soldato. Conferenza mondiale a Parigi (Simone Baroncia, http://www.korazym.org)

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    “È un crimine contro l’umanità, ma, soprattutto, un bambino soldato è un bambino perso per la pace”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Philippe Douste-Blazy, a margine dell'incontro promosso da Unicef e governo francese

    “È un crimine contro l’umanità, ma, soprattutto, un bambino soldato è un bambino perso per la pace”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Philippe Douste-Blazy, in un’intervista a radio Europe 1 a margine della conferenza mondiale sui bambini-soldato intitolata “Liberiamo i bambini dalla guerra” organizzata a Parigi dal governo francese e dall’Unicef con l’obiettivo di “lottare più efficacemente contro il reclutamento, la liberazione dei minori combattenti e il loro reinserimento nella vita civile”.

    Inoltre al quotidiano Le Figaro Douste-Blazy ha paragonato il fenomeno a “una bomba ad orologeria che minaccia la stabilità e la crescita dell’Africa” ricordando che sono 12 i paesi che figurano attualmente sulla ‘lista nera’ dell’Onu. “Siamo in molti a pensare che nelle scuole di guerra, anche nelle grandi democrazie, che siano gli Stati Uniti o la Gran Bretagna, sia necessario che i bambini non possano entrare fino alla maggiore età” ha aggiunto, riferendosi alla recente ammissione del governo di Londra che sabato scorso aveva rivelato di aver inviato 15 soldati sotto i 18 anni a combattere in Iraq a partire dal 2003, nonostante la ratifica di un protocollo Onu contro i bambini-soldato.

    Secondo il direttore generale dell’Unicef, Ann M. Veneman, “circa 250 mila sono i bambini coinvolti nei conflitti armati in tutto il mondo. Sono usati come combattenti, messaggeri, spie, facchini, cuochi e le bambine in particolare sono costrette a subire abusi sessuali, deprivandole dei loro diritti e della loro infanzia”. Infine il vice ministro italiano agli Esteri, Franco Danieli, ha ribadito che: “'La nostra azione per la lotta al terribile fenomeno dei minori coinvolti nei conflitti armati si articola su diversi livelli complementari”. Le cifre parlano chiaro: secondo dati dell’Unicef, dal 1998 in Burundi sono stati smobilitati e reintegrati 3.015 minori, 1.194 in Costa d’Avorio, 27.346 nella Repubblica Democratica del Congo, 360 in Somalia, 16.400 in Sudan, 2.916 in Colombia, 5.900 in Sri Lanka, 20.000 in Uganda, 11.780 in Liberia, 3.200 in Angola, 4.000 in Afghanistan e 8.334 in Sierra Leone

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