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  • 12/10/2006 Bimbi soldato: Schiavi e Dispersi nella Repubblica del Congo (Carla Amato, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    La Repubblica Democratica del Congo non ha mantenuto i suoi impegni in materia di smobilitazione dei bambini soldato. Lo afferma un rapporto di Amnesty International, precisando che i ragazzini reclutati nei gruppi armati del Paese sono tuttora almeno 11.000.

    Oltre due anni fa, nel quadro del processo di pace e di transizione politica, il governo congolese aveva lanciato un programma nazionale destinato a liberare da questo triste giogo ed a reintegrare nella societa' civile i bambini soldato, ma il bilancio ad oggi - secondo i dati del rapporto - e' scoraggiante.

    Il programma era destinato a circa 150.000 combattenti, fra truppe governative e gruppi armati, di cui 30.000 bambini soldato fra i quali 12.500 femmine. La maggior parte delle bimbe arruolate nei gruppi armati non sono oggi contabilizzate o sono falsamente indentificate come 'dipendenti' dei miliziani adulti, ma in realta' sono considerate proprieta' sessuale dai soldati.

    Questa situazione sarebbe accettata dallo stesso personale del programma governativo di smobilitazione e reinserimento, secondo il rapporto, mentre le bambine lamentano di essere minacciate di torture o uccisione in caso di tentata fuga. Altri ragazzini e ragazzine risultano dispersi e sembra che il governo non faccia nulla per trovarli.

    Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato lo scorso anno un sistema di controllo e raccolta informazioni per frenare gli abusi e le violazioni sui bambini in situazioni di conflitto armato che dovrebbe permettere di controllare e punire omicidi o mutilazioni di bambini, reclutamento come soldati, violenze e abusi sessuali su minori, sequestri di bimbi ed opposizione a dar loro accesso agli aiuti umanitari.

    La direttiva ONU prevede anche sanzioni proporzionate all'abuso, come restrizioni agli spostamenti dei leader dei gruppi armati, l'esclusione da futuri governi e da eventuali amnestie, l'imposizione dell'embargo sulle armi, il sequestro dei beni finanziari.

    Tuttavia non sembra essere stata efficace nel caso del Congo, forse perche' si dava per scontato che il programma governativo avrebbe funzionato o forse perche' proprio la Repubblica del Congo ha sottoposto alla Corte penale internazionale il caso di Thomas Lubanga Dyilo, un cittadino congolese con l'accusa di aver arruolato bambini al di sotto dei 15 anni affinche' partecipassero attivamente alle ostilita'.

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